Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali


 

L'Istituto

Storia ed origine

L'Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali nasce nel luglio 2001 dall’accorpamento dei tre Centri di Studio del CNR sulle “Cause di Deperimento e sui Metodi di Conservazione delle Opere d’Arte”, che erano stati istituiti a partire dal 1971.
Poiché la maggior parte del suo staff di ricerca proviene dagli ex Centri (Milano, diretto da Giovanna Alessandrini, Firenze, diretto da Franco Piacenti, e Roma, diretto da Gino Moncada Lo Giudice), il profilo attuale dell'istituto non poteva non riflettere le tradizioni di lavoro e le discipline seguite da questi Centri, interessati principalmente alla conservazione del patrimonio all'aperto, soprattutto di tipo architettonico (Firenze, Milano) ed archeologico (Roma), e studiandone le problematiche dal punto di vista scientifico e proponendo e sperimentando soluzioni tecnologiche.
L'attività principale dei Centri era quella di ricerca e sperimentazione di nuovi prodotti per la conservazione dei manufatti in pietra (Firenze, Milano), realizzazione di studi diagnostici sullo stato di conservazione dei monumenti (Milano), e la realizzazione di ricerche relative a scavi archeologici (Roma), nonché studi sull'ambiente, sul suo controllo e valorizzazione (Roma).
Gli ex-Centri di Studio oggi sono diventati la sede dell'Istituto (Firenze), e le Unità di Roma e Milano.

Profilo

L'ICVBC è inserito con un proprio profilo distintivo nel panorama delle organizzazioni italiane che operano nel settore del patrimonio culturale afferenti sia al CNR che Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ciò è importante al fine di evitare possibili duplicazioni o sovrapposizioni improduttive e di integrarne l'attività con quella di altri organi istituzionali operanti nello stesso settore.
L'ICVBC ha da subito individuato la propria linea di attività strategica privilegiando l'aspetto della conservazione dei Beni Culturali, pur mantenendo la sua funzione di promozione, affrontandone le tematiche di ricerca che coinvolgono principalmente gli aspetti scientifici e tecnologici e la sintesi di nuovi prodotti.
La stretta collaborazione con le principali istituzioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, quali l'Istituto Superiore per la Conservazioen e il Restauro di Roma (ISCR) e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD) assicura lo sviluppo di azioni concertate e l'integrazione dei rispettivi ruoli di ricerca, scientifica e tecnologica.
Nell'ambito dell'attività primaria dell'Istituto sono stati sviluppati nuovi protocolli e strumenti finalizzati alla valutazione dello stato di conservazione del patrimonio culturale. Questa attività viene svolta sia direttamente dai ricercatori di tutte e tre le unità operative, che tramite il coordinamento di gruppi di studio di altri istituti CNR e di Università italiane che hanno interessi in questo campo e ne riconoscono l'importanza e la priorità. L'attenzione è rivolta soprattutto ai manufatti esposti all'aperto, in particolare quelli costituiti da materiali lapidei naturali ed artificiali, così come quelli in metallo (bronzo), intonaci decorati, vetro, ecc., che per la loro esposizione diretta all'ambiente inquinato e aggressivo dei centri urbani, sono soggetti ad un maggior rischio di degrado. Sono necessari protocolli ben definiti per monitorare la progressione del degrado di manufatti e monumenti in situ e per valutare l'efficacia dei trattamenti per la loro conservazione.
Quanto sopra risponde al bisogno fondamentale degli organismi di tutela dei beni culturali (Soprintendenze) che, sulla base dei dati registrati durante le campagne di monitoraggio, saranno così in grado di formulare piani di manutenzione programmata.
Lo sviluppo di tale programma comporta quindi una stretta interazione tra istituti di ricerca del CNR , università, e organismi tutela dei Beni Culturali, come parte di una politica comune fortemente orientata alla conservazione preventiva del nostro Patrimonio.

Struttura

Unità "G. Bozza" Milano
Referente: Marco Realini

6 ricercatori, 1 tecnico, 1 amministrativo.
4 associati

ICVBC - Sede Firenze
Direttore: M. P. Colombini

9 ricercatori, 4 tecnici, 1 amministrativo.

Struttura di servizio
Progettazione e Comunicazione
Responsabile: Giulia Bartalesi

Unità "M. Paribeni" Roma
Referente: Heleni Porfyriou

5 ricercatori, 2 tecnici
3 associati

 

Comitato Scientifico

Direttore: Maria Perla Colombini

Ricercatori:
Susanna Bracci
Chiara Colombo
Anna Maria Mecchi
Marco Realini

Tecnici:
Gabriella Cialdella

 Annuario 2013