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Lezioni di petrografia applicata 2008
R. Bugini - L. Folli CRITERI DI IMPIEGO DELLE PIETRE DA COSTRUZIONE
Si riportano alcuni passi, tratti dai testi di importanti Autori classici e di Trattatisti moderni, a proposito dell’impiego delle rocce come materiali da costruzione e come materiali ornamentali. "Resta da considerare la natura
delle pietre, nelle quali la follia dei costumi umani si esplica più che
altrove (..) Noi invece tagliamo a pezzi montagne che un tempo furono
oggetto di meraviglia anche solo valicare. I nostri avi considerarono
quasi un prodigio che le Alpi fossero state attraversate da Annibale,
e più tardi dai Cimbri, ora questi stessi monti vengono fatti a pezzi
per ricavarne marmi delle specie più varie." "(..) seguita che si dica per ordine
delle petraie, delle quali gran copia di quadrati sassi, e di cementi
si cavano per gli edificij. Queste si trovano di varie, e molto dissimiglianti
maniere, perché alcune sono molli, come d’intorno a Roma, le Rosse, le
Paliane, le Fidenate, le Albane; alcune temperate come le Tevertine, le
Amiternine, le Sorattine, e altre di questa maniera. Alcune poi sono dure,
come sono le selici." "Il pietrame che serve per la muratura
può essere di due specie: l’una si usa per la preparazione delle malte
l’altra per costituire la struttura dell’edificio." "Non è fuor di luogo aver un’idea
di quanto varie e sorprendenti siano le qualità delle pietre, in modo
da potersene servire ai diversi fini cha a ciascuna competono nella maniera
più appropriata." "Avendo noi ragionato così in genere
di tutte le pietre, che o per ornamenti o per iscolture servono agli artefici
ne’ loro bisogni, diciamo ora che quando elle si lavorano per la fabrica,
tutto quello dove si adopera la squadra e le seste e che ha cantoni, sia
chiama lavoro di quadro. E questo cognome deriva dalle facce e dagli spigoli
che son quadri (..). Ma se l’opra non resta così pulita, ma si intagli
in tai cornici, fregi , fogliami, uovoli, fusaruoli, dentelli, guscie,
et altre sorti d’intagli (..) ella si chiama opra di quadro intagliata
o vero lavoro d’intaglio." "Delle pietre altre habbiamo dalla
Natura, altre sono fatte dall’industria de gli uomini: le naturali si
cavano dalle petraie, e sono o per far la calce, o per fare i muri (..).
Quelle delle quali si fanno i muri, o sono marmi e pietre dure, che si
dicono anco pietre vive; overo sono pietre molli e tenere." "Le materie vogliono esser tali,
che per qualità possino costruire tutto il corpo, e le parti principali
dell’edificio, e perciò è necessario avere questa avvertenza, che altre
materie si convengono a costruire, e elevare un genere di edificio, e
altre ad un altro: (..) i Tempij, e i palazzi publici de’ Principi, o
siano delle Republiche, e simili altri devono essere fatti de materie,
che per la loro natura sono molto durabili, e anco se si può di specie
nobile, e delicate. Le prime, e anco più robuste, e grandi, e gravi, e
piene d’ogni bellezza serviranno per le fondamente, e mura, e per i piani,
e tetti, e le altre poi si distribuiranno ad uso degli ornamenti; affine
che secondo le specie e qualità loro siano distribuite ne’ luoghi più
convenevoli, e possino far validamente l’ufficio loro, la qual cosa è
di somma importanza all’edificare bene." "I marmi che l’architettura impiega
per la decorazione de’ suoi più nobili edifizi sono di più colori: bianchi,
neri, gialli, verdi, rossi variati e frammisti di macchie, di vene, di
mosche, di onde, di nuvole differentemente colorite. (..) Questa diversità
di tinte esige primieramente un buon senso nell’architetto per applicarle
seconda la convenienza de’ soggetti. I marmi di colori vivaci converranno
per le decorazioni degli archi trionfali, delle fontane, de’ teatri, degli
appartamenti, de’ cammini e di altre opere gaje. Ne’ tempii e negli altari
si impiegheranno marmi di colori diversi. E ne’ mausolei e nelle tombe
non si useranno certo quelli di colore allegro. In secondo luogo il differente
colorito dei marmi richiede nell’architetto un’intelligenza per combinarli
insieme in un’opera, affinchè ne risulti un accordo pittoresco." "Sotto due aspetti possono riguardarsi
le pietre da construzione: altre si usavano ne’ fondamenti e nell’interno
de’ muri, altre nell’esterno degli edificj." "Per pietre da decorazione comunemente
s’intendono quelle che a cagione de’ bei colori, delle belle forme delle
macchie, e della lucentezza che prendono sono buone da ornare gli edificj,
ma che peraltro si trovano in grandi massi, onde formare statue, colonne,
tazze, vasche ed ornati di architettura (..). Gli scarpellini dividono
le pietre da decorazione in due classi, cioè in tenere e in dure. Le calcari,
le argille, le serpentine, i gessi, gli spati e le ardesie che facilmente
si tagliano chiamansi tenere: le basalti, i porfidi, i graniti ed i così
detti serpentini (porfidi verdi dei mineralogi) chiamansi dure, perché
si tagliano con difficoltà." "I materiali naturali si estraggono
dai loro giacimenti (cave) e poi, se occorre, si lavorano colle
forme e dimensioni richieste. Il loro allestimento comprende quindi due
argomenti principali: estrazione e lavorazione I pezzi di roccia che si
cavano con dimensioni molto superiori alle richieste, si dividono
in pezzi minori; questi, se devono impiegarsi con una forma che loro manchi,
si sbozzano; indi si compiscono in riguardo tanto alla forma
come al grado di liscezza delle loro superfici. La lavorazione delle pietre
comprende quindi tre operazioni principali: divisione, sbozzo, compimento.
Esse richiedono strumenti e mezzi lavorati a mano o a macchina, e si eseguiscono
con metodi diversi seconda la natura delle pietra, o diversi da un paese
all’altro secondo le abitudini locali." I materiali lapidei utilizzati in campo architettonico si suddividono a seconda della lavorazione cui possono essere sottoposti.
"I materiali che ricevono una lavoratura
spinta fino alla lucidatura o alla scultura, sì a basso che ad alto rilievo,
e che sono riservati al rivestimento o al compimento ornamentale di opere
edilizie sontuose o di costruzioni monumentali, si qualificano per decorativi.
Una distinzione netta non può farsi però fra di essi e la pietra da taglio;
rimane specialmente incerto il criterio dipendente dal genere di scultura.
Una cornice od un architrave con modanature semplici possono ancora iscriversi
alla pietra da taglio; se invece hanno modanature complicate o se portano
fregi scolpiti, spettano ai materiali da decorazione (..). Non tutte le
rocce lucidabili soddisfano in ugual modo tutti i casi dove occorrono
decorazioni lucidate. A parità di condizioni economiche (prezzo, lucidabilità),
influisce nella scelta il colore, che più o meno si adatta al carattere
dell'opera od è più o meno in accordo coi colori dei materiali della stessa
opera. (..) Le rocce policrome posseggono nel più alto grado l'attitudine
ornamentale, sia per la vaghezza dei colori, che tanto più spiccano colla
lucidatura." ROCCE CHE FORNISCONO MATERIALI DA COSTRUZIONE La maggioranza delle rocce che affiorano
sulla superficie terrestre può fornire pietra da costruzione, scarse sono
infatti le rocce che non si prestano all’uso. Perché una roccia possa
fornire il materiale adatto all’architettura devono però essere soddisfatti
alcuni fattori fondamentali che si possono definire come: FATTORI CHE CONSIZIONANO L'UTILIZZO DELLE PIETRE IN ARCHITETTURA Il fattore geologico è riferito
alle caratteristiche degli affioramenti geologici; il fattore petrografico
è riferito alle caratteristiche costitutive (chimiche, mineralogiche,
fisiche) della roccia di tali affioramenti; il fattore economico
è riferito alle possibilità di sfruttamento dell’affioramento mediante
la coltivazione di cave; il fattore estetico è riferito agli effetti
che si possono ottenere dall’uso di un materiale. FATTORE GEOLOGICO Si riflette nell'estensione e nella morfologia
dell'affioramento, nelle tipologie del materiale coltivabile, nella modalità
di estrazione richiesta dal materiale stesso. FATTORE PETROGRAFICO Si riflette nelle caratteristiche costitutive
dei materiali e quindi nel colore, nella durabilità, nella lavorabilità,
nella lucidabilità e nella scolpibilità. FATTORE ECONOMICO Si riflette nella coltivazione in cava
e nelle possibilità di accesso e trasporto ai cantieri. Si riflette nella
possibilità di coltivazione, mediante l’apertura di una cava, di un affioramento
roccioso, nelle possibilità di accesso alla cava stessa e nelle possibilità
di trasporto del materiale cavato ai cantieri di utilizzo. FATTORE ESTETICO Si riflette soprattutto nel risultato ottenuto con l’uso di un determinato materiale, con le diverse lavorazioni superficiali, con l'accostamento di materiali di natura diversa. In tale fattore confluiscono molti degli elementi prima citati (colore, durabilità, lavorabilità, scolpibilità). Un corretto uso comprende anche lo studio delle condizioni ambientali di messa in opera, condizioni che possono rapidamente alterare l’effetto voluto al momento della progettazione. CLASSIFICAZIONE PETROGRAFICA E COMMERCIALE La classificazione petrografica è basata su un criterio genetico. MAGMATICHE
- Rocce originate da cristallizzazione di magmi SEDIMENTARIE
- rocce originate da deposizione di sedimenti METAMORFICHE
- rocce originate da aumenti di temperatura e pressione La classificazione commerciale considera invece criteri diversi quali la lucidabilità, la lavorabilità, ecc. GRANITI
- rocce resistenti di natura silicatica, lucidabili PIETRE
- rocce compatte o porose, non lucidabili MARMI-
rocce compatte di natura carbonatica, lucidabili TRAVERTINI
- rocce ricche di cavità, compatte, lucidabili |