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Lezioni di petrografia applicata 2008
R. Bugini - L. Folli
ROCCE METAMORFICHE
DEFINIZIONE
Sono rocce che hanno subìto modificazioni nella composizione
mineralogica o nella struttura e nella tessitura in seguito a mutamenti
di temperatura e pressione (metamorfismo).
METAMORFISMO
Il metamorfismo avviene sempre in profondità nella crosta terrestre;
le rocce possono venire in superficie in seguito a fenomeni orogenetici
e geomorfologici.
Tutte le rocce (magmatiche, sedimentarie, metamorfiche) possono essere
soggette al metamorfismo.
PROCESSI METAMORFICI
Possono essere considerati come una serie di interazioni, allo stato solido,
fra i diversi minerali che compongono la roccia originaria. Le reazioni,
rese possibili dalla presenza di piccole quantità di fluidi intercristallini,
non portano a cambiamenti nella composizione chimica elementare, si avranno
quindi gli stessi elementi chimici già presenti nella roccia originaria.
Il metamorfismo deve quindi essere considerato come un .
All'aumentare della temperatura cresce l'attività solvente dei
fluidi presenti nelle rocce ed aumenta la gamma delle interazioni. I minerali
che via via si formano sono però stabili solo in un ristretto campo
di temperatura e pressione; si può quindi affermare che durante
il processo metamorfico la composizione mineralogica di una roccia varia
in continuazione al variare di temperatura e pressione; i due parametri
che definiscono il grado metamorfico.
Alle prime reazioni metamorfiche, che avvengono ad una temperatura di
poco superiore ai 300°C (ad una temperatura inferiore si parla ancora
di diagenesi), prendono parte solo alcuni minerali. Con l'aumentare della
temperatura vengono via via coinvolti tutti i minerali originari ed anche
di neoformazione. Possono però permanere, e vengono definiti "relitti",
alcuni minerali originari di grande stabilità.
Si nota che le rocce metamorfiche presenti sulla superficie terrestre
hanno una composizione mineralogica in equilibrio con la massima temperatura
e pressione raggiunte nel metamorfismo (alcuni minerali, detti minerali
indice - clorite, biotite, granato almandino, staurolite, cianite e sillimanite
- contraddistinguono il grado metamorfico raggiunto). Non si è
quindi verificato il fenomeno inverso quando, in seguito ai movimenti
orogenetici e all'azione geomorfologica, la roccia si è venuta
a trovare in condizioni di temperatura e di pressione via via inferiori.
Questo fenomeno si spiega con la scomparsa, durante le massime fasi di
metamorfismo, dei minerali idrati (instabili alle alte temperature) e
all'espulsione dell'acqua interstiziale, in tal modo i minerali non possono
più interagire fra loro seguendo le nuove condizioni di temperatura
e pressione.
In certi casi si assiste però al cosiddetto metamorfismo retrogrado
che consiste nella reazione di minerali stabili alle alte temperature
per formare minerali stabili a temperature inferiori a causa della presenza
di fluidi provenienti da intrusioni magmatiche limitrofe.
TIPI DI METAMORFISMO
Si distinguono: metamorfismo regionale (su grandi estensioni), di contatto
(localizzato presso corpi magmatici intrusivi), dinamico (localizzato
presso fratture o faglie).
- Metamorfismo regionale: interessa una grande estensione
di rocce (decine, fino a centinaia di chilometri) in aree sottoposte a
movimenti orogenetici che provocano un aumento generalizzato di temperatura
e di pressione. Dà origine a nuove e particolari tessiture.
Il metamorfismo di carico è un tipo particolare di metamorfismo
regionale; esso è dovuto all'aumento di pressione provocato dal
peso delle rocce soprastanti (spessore fino ad alcuni chilometri) in zone
sottoposte a movimenti orogenetici. Dà origine a nuovi minerali
e a nuove strutture.
- Metamorfismo di contatto: interessa settori dello spessore
di pochi metri, decine e centinaia di metri; è causato dall'aumento
di temperatura connesso ad intrusioni magmatiche. Viene interessata un'aureola
di rocce (aureola di contatto) intorno all'intrusione. Dà origine
a nuovi minerali ed a strutture caratteristiche; i suoi effetti diminuiscono
man mano che ci si allontana dall'intrusione.
- Metamorfismo dinamico: è causato dall'aumento
di pressione in prossimità di zone di frattura o di faglia (aree
tettoniche). Interessa zone molto limitate; dà luogo a nuove strutture
e tessiture.
FATTORI DEL METAMORFISMO
I fattori che influenzano il metamorfismo sono i seguenti.
Gradiente geotermico: aumento di temperatura (gradiente)
con la profondità (circa 3°C ogni cento metri); non è
uniforme, ma varia a seconda della stabilità delle aree ella crosta
terrestre (scudi continentali, aree stabili = gradiente basso; catene
montuose, aree instabili = gradiente alto).
Pressione di carico: è la pressione prodotta dalle
rocce e dai sedimenti che sovrastano una determinata zona della crosta;
essa dipende dalla profondità e dalla densità delle rocce
soprastanti. L'aumento è di circa 30 atmosfere per chilometro.
La pressione di carico si sviluppa uniformemente in tutte le direzioni
(pressione idrostatica).
Pressione orientata: è causata dalle spinte e
dalle deformazioni orogenenetiche; essa non è uniforme e produce
strutture e tessiture diverse da quelle prodotte dall'aumento di temperatura.
E' sempre presente nel metamorfismo regionale ed è assente in quello
di contatto.
Pressione della fase fluida: la fase fluida, presente
negli interstizi, esercita una pressione generalmente eguale alla pressione
di carico che interessa la fase solida.
LIMITI DEL METAMORFISMO
Il metamorfismo è compreso fra una temperatura di circa
300°C (al di sotto di essa non avvengono reazioni e si rientra
nei processi sedimentari di alterazione e diagenesi) ed una temperatura
di 800°C (temperatura al di sopra della quale non
può sussistere una roccia allo stato solido; quando questa temperatura
viene superata si produce la fusione differenziale o anatessi con formazione
di nuovi magmi) (figura 13).

FACIES METAMORFICHE
In geologia facies è l'insieme dei caratteri petrografici,
sedimentologici e paleontologici che una roccia presenta in un determinato
luogo o area geografica e che testimoniano l'ambiente di formazione.
La facies metamorfica è l'insieme delle rocce che hanno
subìto un metamorfismo negli stessi intervalli di temperatura e
di pressione. Ogni facies riunisce rocce di composizione mineralogica
variabile.

Figura 14 - facies
metamorfiche
Le facies principali del metamorfismo
regionale sono (figura 14):
- Facies degli scisti verdi: temperature comprese fra
400 e 550°C, pressione fra 3000 e 8000 atmosfere, pressione orientata
prevalente.
Componenti principali: quarzo e albite (plagioclasio).
- Facies delle anfiboliti ad almandino: temperature fra
550 e 700°C, pressione simile alla precedente
Componenti principali: plagioclasio e anfibolo.
- Facies a granuliti: temperature superiori a 700°C
e pressioni di carico. Hanno subito vari cicli metamorfici (polimetamorfismo).
Componenti principali: pirosseno, plagioclasio.
Le facies metamorfiche di contatto non presentano variazioni in funzione
della pressione, ma solo in funzione della temperatura.
STRUTTURA E TESSITURA
Nelle rocce metamorfiche i minerali, a differenza di quanto avviene nelle
rocce magmatiche, cristallizzano contemporaneamente, assumendo quindi
una forma irregolare (allotriomorfi) e una struttura cristalloblastica.
Tale struttura si differenzia poi, a seconda della forma dei cristalli,
in: granoblastica, porfiroblastica, lepidoblastica, nematoblastica.
La tessitura scistosa è tipica delle rocce metamorfiche;
per scistosità si intende la possibilità di una roccia a
dividersi in lastre sottili secondo piani subparalleli. La scistosità
è il prodotto della pressione orientata ed è marcata dalla
disposizione dei minerali di forma allungata, fibrosa, lamellare (miche).
Si parla di foliazione se la scistosità non è molto pronunciata.
Altre tessiture caratteristiche sono: massiccia (granuli
senza orientazione), zonata (bande parallele differenti
per struttura e colore), occhiadina (grossi noduli chiari
circondati da sottili bande scure).
CLASSIFICAZIONE
Per semplicità si segue una classificazione
basata sulla natura della roccia originaria (protolito), sulla composizione
mineralogica, e sul grado metamorfico, tenendo separati i diversi tipi
di metamorfismo.
Se la roccia originaria è magmatica si avranno gli ortoscisti,
se la roccia originaria è sedimentaria si avranno i parascisti.
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ROCCIA ORIGINARIA |

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ROCCIA METAMORFICA |
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METAM. REGIONALE |
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argille |

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argilloscisti (1), filladi (2), micascisti (3) |
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areniti, arcose |

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quarziti (4) |
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calcari, dolomie |

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marmi calcitici o dolomitici(5) |
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calcari argillosi |

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calcescisti (6) |
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peridotiti, pirosseniti |

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cloritoscisti (7), prasiniti (8), serpentiniti (9), anfiboliti (10) |
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graniti, dioriti |

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gneiss (11), granuliti (12) |
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METAM. di CONTATTO |
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argille |

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cornubianiti (13) |
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areniti, arcose |

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quarziti (14) |
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calcari puri, dolomie |

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marmi calcitici o dolomitici (15) |
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calcari impuri, marne |

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marmi a silicati (15), calcefiri (16) |
Si descrivono ora in dettaglio le principali
rocce metamorfiche; si tenga tuttavia presente che esistono termini di
passaggio fra un gruppo e l'altro.
Argilloscisti
(1) colore scuro, grana finissima, notevole scistosità con
facile fissilità in lastre sottili. COMPOSIZIONE: hanno la
stessa composizione delle rocce da cui provengono (quarzo, mica, sostanze
argillose e minerali accessori).
Sono presenti in alcune limitate aree dell'Appennino ligure (ardesia). |
Filladi
(2) lucentezza sericea in superficie, grana medio-fine, scistosità
notevole con facile fissilità. COMPOSIZIONE: quarzo, mica muscovite,
ossidi di ferro e minerali di neoformazione per ricristallizzazione
(sericite e clorite).
Notevole diffusione nell'area alpina (Piemonte, Lombardia). |
Micascisti
(3) colore scuro, grana grossolana, scistosità notevole. COMPOSIZIONE:
quarzo e muscovite. Esistono diverse varietà a seconda del
minerale accessorio prevalente (m. biotitici, m. granatiferi, m. anfibolici,
m. grafitici, ecc.).
Sono molto diffusi nell'area alpina. |
Quarziti (4) colore chiaro, grana
media, notevole scistosità. COMPOSIZIONE: quarzo con poca muscovite.
Sono presenti nella Alpi piemontesi (Barge). |
Marmi (5) colore variabile da bianco
a grigio venato, a rosa a giallo; grana molto diversificata (maggiore
nei marmi alpini, minore in quelli appenninici), scistosità
ridotta. COMPOSIZIONE: calcite o dolomite; possono essere presenti
quarzo e muscovite in corrispondenza di venature.
Sono abbondanti nell'Appennino toscano (zona delle Apuane), più
rari nelle Alpi (Piemonte, Lombardia, Friuli). |
Calcescisti (6) colore grigiastro,
grana fine, scistosità accentuata. COMPOSIZIONE: calcite, mica
e quarzo (scarso).
Molto diffusi nelle aree alpine occidentali. |
Cloritoscisti (7) colore verde, scistosità
notevole, suscettibili di lavorazione al tornio (pietra ollare). COMPOSIZIONE:
clorite, quarzo e magnetite.
Diffusione limitata alla Valtellina. |
Prasiniti (8) colore verde scuro, scistosità
ridotta. COMPOSIZIONE: plagioclasio (albite), clorite, epidoto e anfibolo.
Diffusione limitata all'Appennino ligure. |
Serpentiniti (9) colore verde, grana fine, tessitura
fibrosa con notevole scistosità o tessitura massiccia priva
di scistosità. COMPOSIZIONE: serpentino, olivina, pirosseno,
anfibolo e magnetite.
Diffuse nelle Alpi lombarde (Val Malenco), nelle Alpi della Val d'Aosta
e del Piemonte (valle della Stura di Lanzo e Monviso), nell'Appennino
ligure (provincia di Genova) e nell'Appennino toscano (Prato). |
Anfiboliti (10) colore scuro, grana media, scistosità
notevole. COMPOSIZIONE: orneblenda, plagioclasio zonato.
Sono presenti come intercalazioni nei marmi alpini e sono spesso associate
a rocce basiche (serpentiniti). |
| Gneiss (11) colore grigio chiaro, foliazione molto
accentuata. COMPOSIZIONE: quarzo, feldspati e mica con tessitura occhiadina
che alterna zone chiare (quarzo) a zone scure (mica). |
Granuliti (12) colore nero, struttura caratteristica
con granuli separati da aggregati quarzoso-feldspatici disposti in
bande parallele. COMPOSIZIONE: ortoclasio, plagioclasio e quarzo (granuliti
leucocrate) oppure da plagioclasio e pirosseno (granuliti melanocrate).
Sono diffuse limitatamente alle Alpi occidentali (granito nero di
Anzola - val d'Ossola). |
Cornubianiti (13) colore grigio, grana minuta,
struttura granoblastica. COMPOSIZIONE: albite, epidoto, cordierirte,
andalusite, sillimanite. Esempi italiani si trovano nel massiccio
dell’Adamello (diorite) e nell’isola d’Elba (granito di monte Capanne).
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| Quarziti (14) vedi punto 4 |
| Marmi (15) vedi punto 5 |
| Calcefiri (16) colore chiaro con zonature varicolori.
COMPOSIZIONE: calcite, wollastonite, granato, plagioclasio, pirosseno.
Sono diffuse nelle Alpi centrali tra la Valsesia e la Valtellina (val
d’Ossola, canton Ticino). |
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