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Lezioni di petrografia applicata 2008
R. Bugini - L. Folli ALTERAZIONI MACROSCOPICHE DEI MATERIALI LAPIDEI
Su tutti i materiali lapidei, una volta esposti agli agenti atmosferici, si manifestano fenomeni di alterazione. Tali fenomeni sono stati classificati, indipendentemente dalle cause che li producono, nella Raccomandazione NORMAL 1/85 pubblicata a Roma nel 1985 per iniziativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto Centrale per il Restauro. I fenomeni vengono qui raggruppati a seconda dell’azione che essi esercitano sul materiale lapideo. SENZA PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI: PERDITA DI MATERIALE DALLA SUPERFICIE: PERDITA DELLA MORFOLOGIA DEL MANUFATTO: DEPOSIZIONE E/O FORMAZIONE DI PRODOTTI SECONDARI: RIDUZIONE DELLA RESISTENZA MECCANICA: COLONIZZAZIONE BIOLOGICA SENZA PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI ALTERAZIONE CROMATICA [chromatic alteration] MACCHIA [staining, chromatic alteration] PATINA [patina] Modificazione naturale della superficie non collegabile a fenomeni particolari e percepibile come una variazione del colore originario del materiale. PERDITA DI MATERIALE EROSIONE [surface erosion, surface reduction, roughening] Asportazione di materiale dalla superficie che nella maggior parte dei casi si presenta compatta. EROSIONE DIFFERENZIALE [differential erosion] Messa in risalto dell’eterogeneità di motivi tessiturali o strutturali tipici del materiale lapideo. PITTING [pitting] Formazione di fori ciechi, numerosi e ravvicinati. I fori hanno forma tendenzialmente emisferica con diametro massimo di pochi millimetri. ALVEOLIZZAZIONE [alveolization, honeycomb, cavernous
decay] PERDITA DELLA MORFOLOGIA DISGREGAZIONE [disaggregation, granular disintegration,
crumbling] ESFOLIAZIONE [exfoliation, contour scaling, flaking] SCAGLIATURA [scaling, spalling] Distacco di parti di forma irregolare e spessore consistente e non uniforme, dette scaglie, spesso in corrispondenza di soluzioni di continuità del materiale originario. DISTACCO [detachment] Soluzione di continuità tra strati superficiali del materiale (ad esempio un intonaco), sia tra loro che rispetto al substrato; prelude, in genere, alla caduta degli strati stessi. Nelle pietre le parti distaccate assumono spesso forme specifiche in funzione delle caratteristiche strutturali e tessiturali dando luogo a scagliatura, esfoliazione , crosta. MANCANZA [loss] LACUNA [lacuna] PRODOTTI SECONDARI CONCREZIONE o INCROSTAZIONE [incrustation, secondary crust] Accrescimento compatto generalmente di estensione limitata, sviluppato sia parallelamente sia perpendicolarmente alla superficie, in quest'ultimo caso può assumere forma stalattitica o stalagmitica. DEPOSITO SUPERFICIALE [dust, soot] CROSTA [crust, gypsum skin, calcium sulphate skin] EFFLORESCENZA [efflorescence, efflorescing salt] Formazione di sali, generalmente di colore biancastro e di aspetto cristallino o polverulento o filamentoso, sulla superficie. PELLICOLA [coating film, surface treatment] Strato superficiale, trasparente o opaco, di sostanze coerenti fra loro ed estranee al materiale lapideo (es.: pellicola pittorica di rifacimento, pellicola protettiva o con funzioni estetiche, pellicola ad ossalati). PATINA BIOLOGICA [biological crust] Strato sottile, omogeneo, costituito quasi esclusivamente da microrganismi; variabile per consistenza, colore e adesione al substrato in relazione alle condizioni ambientali. COLONIZZAZIONE BIOLOGICA [plants, climbing plants] Presenza di organismi vegetali sul substrato, riconoscibili microscopicamente (alghe, funghi, licheni, muschi, piante superiori). RIDUZIONE DELLA RESISTENZA DEFORMAZIONE [deformation, bowing] RIGONFIAMENTO [detachment] FRATTURAZIONE o FESSURAZIONE [cracking, splitting]
ALTERAZIONE CROMATICA: rocce sedimentarie colorate (es. Macchiavecchia, pietra di Verona, Nero di Varenna e di Bergamo), rocce magmatiche e metamorfiche verdi (pietra d'Oira, Serpentinite della Val Malenco). MACCHIA: rocce metamorfiche con venature di solfuri di ferro (marmo di Candoglia, Ornavasso, Vallestrona). PATINA: rocce metamorfiche (marmo di Carrara). EROSIONE: rocce sedimentarie, rocce metamorfiche di composizione carbonatica (tutti i marmi). EROSIONE DIFFERENZIALE: rocce sedimentarie finemente stratificate o venate (pietra di Verona, Botticino), rocce metamorfiche venate (numerosi marmi). ALVEOLIZZAZIONE: rocce sedimentarie con struttura disomogenea (pietra di Lecce). DISGREGAZIONE e POLVERIZZAZIONE: tutte le rocce, in particolare le magmatiche (granito, granodiorite, ecc.) per idrolisi dei silicati, le sedimentarie detritiche (Ceppo, pietra di Sarnico, Molera, Arenaria pavese) per dissoluzione del cemento, alcune metamorfiche (marmi) per dissoluzione dei cristalli di calcite. ESFOLIAZIONE: rocce sedimentarie finemente stratificate o laminate (pietra Simona, pietra di Saltrio, pietra di Viggiù, pietra di Moltrasio, pietra di Angera), rocce metamorfiche molto scistose (Beola, Serpentinite della Val Malenco). SCAGLIATURA: rocce magmatiche (tutti i graniti e granodioriti), rocce sedimentarie di precipitazione chimica compatte (Botticino). DISTACCO: rocce magmatiche (tutti i graniti), rocce sedimentarie detritiche (pietra di Sarnico, Ceppo), rocce metamorfiche scistose (Beola, Serpentinite). CROSTA: rocce sedimentarie e metamorfiche di composizione carbonatica (calcari, dolomie; marmi). DEFORMAZIONE: rocce metamorfiche tagliate in grandi lastre (marmi). RIGONFIAMENTO: rocce sedimentarie detritiche (Ceppo gentile, pietra di Sarnico, Molera, Arenaria pavese). FRATTURAZIONE: tutte le rocce soprattutto quelle metamorfiche aventi composizione carbonatica (marmo cotto = marmo interessato da un reticolo di fratture causate dal ripetersi di cicli termici di riscaldamento e raffreddamento). |