S. GREGORIO MAGNO

Bologna - Basilica di S. Petronio - 2
Pavia - Certosa chiesa - 11
Venezia – C. SS. Giovanni e Paolo - 1

 

Note agiografiche

Santo e papa con il nome di Gregorio I. ( Roma 540 – 604). Appartenente alla nobile gens Anicia divenne ancor giovane prefetto di Roma. Ma giunto al convincimento di dedicarsi a vita monastica, trasformò la sua dimora sul Celio in un complesso monastico secondo la regola di S. Benedetto. Consacrato diacono dal papa Benedetto I, fu, verso il 580, inviato da Pelagio II a Costantinopoli, Rientrato in Roma fu nominato vescovo di Roma dal clero e dal popolo; nomina che venne ratificata dall’imperatore. Salito al soglio pontificio in un periodo già difficile e reso ancor più critico dall’imperversare della peste, egli dovette affrontare la minaccia di invasione da parte dei Longobardi, pericolo che riuscì ad evitare con laboriose trattative e con il versamento di un tributo.
Si impegnò nel riorganizzare la struttura amministrativa della chiesa di Roma riordinandone il consistente patrimonio, potenziando la produttività delle terre della chiesa ed attivando un efficiente sistema assistenziale . In questa opera Gregorio gradatamente sostituì all’apparato burocratico imperiale ormai inefficiente una organizzazione amministrativa efficace. Tali riforme sono il prodromo dell’instaurarsi del potere temporale del papato.
Alla sua attività pastorale va ascritta la conversione al cattolicesimo di Agilulfo re dei Longobardi. Numerosi i suoi scritti legati alla sua attività pastorale, quali la raccolta Moralia in Job, il Liber regular pastoralis scritto all’inizio del suo pontificato, ed una sessantina di omelie. I suoi scritti in cui sollecita il distacco dal mondo ed il progressivo avvicinamento a Dio divennero nel medioevo testi fondamentali della meditazione monastica.