S. GIULITTA (Storie di)

scheda Milano - Duomo - 2

Note agiografiche

Santa. Ricordata assieme al figlioletto Ciriaco (nome derivato da Κùριоς – Signore - tradotto in forma volgare Quirico) per aver subito il martirio assieme al suo bimbo. Di nobile lignaggio, vedova assai ricca, durante la persecuzione di Diocleziano ad Iconio (nell’attuale Turchia) riparò a Tarso nella Cilicia ove fu arrestata dal governatore romano Alessandro sotto accusa di essere cristiana e sottoposta a violenti maltrattamenti. Madre e figlio – ancorché questi in tenera età - si rifiutarono di abiurare. Allora il governatore, che teneva il piccolo sulle ginocchia, inferocito, scagliò il bambino che si sfracellò ai piedi della madre impietrita dal dolore. Dopo aver subito terribili torture Giulitta venne decapitata (15 luglio 304 o 395). I corpi dei due martiri furono segretamente raccolti e posti in salvo da una ancella. Pochi anni dopo la loro morte il vescovo lconio Teodoro, su richiesta dei vescovo Zosimo, raccolte testimonianze e documentazioni attendibili, compilò una fedele biografia. In Occidente il loro culto si diffuse nel Medioevo soprattutto in Italia, Francia e Spagna.
Nel duomo di Milano il paratico degli Speziali, a ricordare il solenne ingresso in Milano del duca Filippo Maria avvenuto nel giorno di S. Giuliitta, fece eseguire una vetrata posta all’altare di "S. Ziliete" e dedicata alla santa. Le scelte iconografiche furono fatte sulla scorta di un testo del Baglione di cui nel Capitolare del Duomo esisteva un esemplare.