GIUDIZIO UNIVERSALE

Milano – Duomo –  96

Note agiografiche 

Nel linguaggio biblico il termine è significativo di un intervento della giustizia divina nei confronti degli uomini. Nel contesto dell'Antico Testamento, Dio elegge come prediletto il popolo ebraico con cui stringe un'alleanza riservandosi il giudizio e la punizione dei trasgressori. Come annunciato dai profeti, la collera divina si manifesta nel "giorno di Jahveh"; giorno in cui essa si scatena e punisce le malvagità del popolo eletto con sconvolgenti fenomeni cosmici. Ma dopo la punizione intervengono il riscatto, la conversione di Israele e la sua salvezza.
Anche nel messaggio del Nuovo testamento che preannuncia il regno imminente è sotteso il concetto di un giudizio escatologico o finale che colpisce non solo gli uomini, ma anche l'intero cosmo. Inizialmente, nei testi giovannei, il giudizio è riferito al solo Gesù; successivamente, nella dottrina della chiesa, viene elaborato il concetto di un giudizio individuale formulato subito dopo la morte di cui il giudizio universale diviene conferma e completamento con la resurrezione dei morti. Elemento quest'ultimo che ha avuto nella letteratura e nelle arti figurative notevole risalto con particolare attenzione agli aspetti terrificanti.