S. CATERINA DA SIENA (Storie di )

Milano - Duomo - 25

Note agiografiche

Nata a Siena da Jacopo Benincasa e da Lapa Piagenti, penultima di venticinque figli, la Santa venne avviata ad ardente religiosità da fra’ Tommaso della Fonte, e nel 1363 entrò nel terzo ordine domenicano delle Mantellate. Ai momenti di ritiro ascetico alternò un attivo impegno in opere di carità, assistendo indefessamente i malati del cittadino ospedale della Scala e del lebbrosario di S. Lazzaro e dirimendo come arbitro di pace numerosi conflitti fra avverse fazioni cittadine. Il suo operato attrasse persone di ogni ceto sociale che formarono con lei una famiglia spirituale. Ben presto la santa ampliò i limiti del suo impegno oltre i confini cittadini, invocando insistentemente con lettere e suppliche a dotti e potenti il rientro a Roma della sede papale nonché l’organizzazione di una crociata per liberare il Santo Sepolcro. Un impegno questo che suscitò perplessità ed indusse nel 1374 le autorità ecclesiastiche a convocare la Santa davanti al capitolo generale domenicano di Firenze.
Riconosciuta la sua ortodossia, la Santa ebbe l’autorizzazione a proseguire la sua opera di apostolato sotto la guida spirituale di fra’ Raimondo da Capua, ed iniziò una intensa attività diplomatica.
Nel 1375 si recò a Pisa per convincere l’Acuto a partecipare alla crociata. L’anno successivo si recò a Lucca per impedire a quella repubblica di entrare a far parte della lega contro il papa. Nello stesso anno intraprese un viaggio ad Avignone mirato ad ottenere la pace tra Gregorio XI e repubblica fiorentina. La missione non ebbe successo; e purtuttavia ebbe l’esito di convincere il papa a rientrare a Roma. Nel 1337 si recò in Val d’Orcia a comporre una violenta contesa tra i Salimbeni e Siena. L’anno successivo fu a Firenze per sedare le lotte intestine provocate dal tumulto dei Ciompi, ed ottenne la pace tra Firenze e Papato. Alla morte di Gregorio XI, eletto il nuovo papa Urbano VI, i cardinali francesi gli contrapposero l’antipapa Clemente VII. Urbano VI invitò caldamente la Santa a Roma perché si adoperasse ad evitare lo scisma. Caterina si impegnò strenuamente scrivendo a Giovanna II regina di Napoli, ai cardinali italiani, ai cardinali francesi, ed intervenne personalmente nel concistoro.
Il suo caldo ed appassionato impegno di rinnovamento della chiesa e di pacificazione degli stati appare evidente dal suo Epistolario, uno dei testi più significativi della letteratura religiosa medievale; una raccolta di 381 lettere che la Santa dettò ai discepoli, e in cui gli accenti sono disparati: dai toni di profondo misticismo alle esortazioni polemiche a papi, re e cardinali.
Logorata da una attività tanto intensa, morì nel 1380 a soli trentatré anni. Il processo di canonizzazione iniziato subito dopo la sua morte fu concluso nel 1461. Nel 1939 venne proclamata patrona d’Italia.