APOCALISSE

scheda Milano - Duomo - 1, 94
scheda Milano - Duomo museo - 14

Note agiografiche

Termine che in greco significa rivelazione. Titolo dell’ultimo libro del Nuovo Testamento tradizionalmente attribuito all’apostolo Giovanni che lo avrebbe redatto verso gli anni 94 – 95 quando, durante la persecuzione di Diocleziano (81 – 96) contro i Cristiani, ebbe a ritirarsi nell’isola di Patmos.
Scritto in prima persona, il testo è costituito da sette messaggi epistolari diretti a sette comunità dell’Asia Minore (Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea).
Il testo profetico narra come Dio tenga in mano un libro fermato da sette sigilli che solo l’Agnello (Gesù) può aprire rivelando, all’apertura di ogni sigillo, eventi straordinari. Sette angeli suonando sette trombe sveleranno sette eventi catastrofici. Poi la narrazione prosegue con sette visioni dell’apostolo Giovanni incentrate sulla apparizione di una donna in procinto di partorire e di un drago che vuole divorarla; questi viene sconfitto dall’Agnello. Infine vicenda conclusiva e significato profondo del testo, è l’apparizione del "Verbo di Dio" sotto le sembianze di un cavaliere su bianco cavallo che vince il drago e le potenze del Male che perseguitano l’uomo.
Il libro appartiene alla tradizione letteraria apocalittica. La difficoltà esegetica di questo testo è dovuta al complesso concatenarsi di una simbologia basata su elementi astrali, numeri cabalistici, animali fantastici. Incerto è anche il significato da alcuni ravvisato nel trionfo del cristianesimo nelle sue lotte . Resta invece pacificamente riconosciuto il significato profondo, ossia l’invito a perseverare nel bene in attesa di una seconda venuta di Gesù.

Nuovo Testamento Libro dell’Apocalisse