UMBRIA - Perugia
SCHEDA : Chiesa di S. Domenico 0

Il primo complesso conventuale di S. Domenico in Perugia venne eretto nel 1234, appena una decina di anni dopo la morte di S. Domenico di Guzman fondatore dell’Ordine dei Predicatori, ad opera di due frati domenicani, fra’ Cristiano Armanni e ed il beato fra’ Niccolò da Giovinazzo. Nella attigua chiesa di S. Domenico, denominata S. Domenico Vecchio, ancora in fase di costruzione, nel 1235 furono canonizzati S. Elisabetta d’Ungheria ad opera di Gregorio XI e S. Pietro martire da Verona ad opera di Innocenzo IV. E nel 1264 la chiesa venne ultimata e consacrata da Clemente IV. Nel 1304 vi venne sepolto il papa Benedetto XI che aveva trascorso molti anni della sua vita a Perugia.

Nello stesso anno il papa aveva ceduto ai frati la Pieve di S. Stefano del Castellare ove avviare la costruzione della nuova chiesa (S. Domenico Nuovo); con il contributo dei cittadini venne eretto un edificio grandioso lungo m.96; edificio che la tradizione confermata dal Vasari, attribuisce al progetto di Giovanni Pisano. I lavori di edificazione si protrassero sino al 1459, anno in cui la chiesa venne solennemente consacrata da Pio II a S. Stefano protomartire .

La individuazione della struttura originaria dell’edificio costituisce un problema aperto: originariamente essa dovette essere quella di una chiesa a sala o hallenkirche tre navate scandite da colonne ottagone. L’ispezione alle strutture condotta dal Rocchi ha evidenziato che le volte maggiori non dovevano essere allo stesso livello di quelle minori ma impostate più in alto per permettere un sistema di controspinte al di sopra di quelle. Inoltre secondo il Rocchi la chiesa originaria aveva, in corrispondenza delle due campate antistanti il transetto il pontile o jubé, e, di conseguenza, una copertura articolata in due livelli.

Le luci erano costituite da un duplice ordine di finestre bifore e da tre e da tre finestre circolari in facciata. Il fulcro visivo dell’edificio è costituito dall’imponente finestrone absidale (m 23 x 8 ), opera di Mariotto di Nardo (1411); la sua composizione richiama la struttura di un grandioso polittico costituito da una predella , da tre registri di pannelli cuspidati e da una cimasa dominata dal maestoso rosone.

Nell’aprile 1614, secondo un cronista locale, durante lavori di ristrutturazione, il sistema di copertura (volta e tetto) crollò cui succedette un successivo crollo. La riedificazione della copertura fu avviata nel 1625 per l’intervento del papa che inviò il Maderno. Questi ripropose la tipologia monumentale da lui attuata nel corpo di navate della Basilica di S. Pietro, giungendo a ribassare la quota delle volte.

La struttura esterna della chiesa venne a sua volta manomessa nel 1700, quando vennero aperte lungo le navate una serie di cappelle che alterarono l’andamento planovolumetrico dell’edificio.

 

Il Centro Culturale S. Tommaso d’Aquino

Presso il Convento di S. Domenico vive dai primi anni ’90 il Centro Culturale San Tommaso d’Aquino, formato prevalentemente da laici, impegnato iniziative diverse: dalla conoscenza, salvaguardia, valorizzazione del complesso monumentale, al dibattito culturale più vivo ed attuale, come è nella tradizione propria dell’Ordine predicatore. Quale la conferenza (16 marzo 2000) sul tema: "Transgenico: ordinamento o violenza della natura?"

Il centro organizza anche concerti impiegando il pregiatissimo organo seicentesco: nell'ottobre 1995 fu tenuto un concerto in occasione del convegno nazionale sul San Domenico; l'ultimo concerto è del dicembre 1999 tenuto dall'organista E. Becchetti, (che sta curando il restauro e la manutenzione dello strumento), e dal mezzosoprano Rosalba Petranizzi.

Inoltre con la sua sezione "Arte e Architettura" il Centro culturale assiste la Sovrintendenza e la Regione nei lavori pressoché costanti di manutenzione, consolidamento, e restauro del complesso, in particolare delle opere più pregevoli quali il poderoso campanile (1456 1500), la monumentale vetrata (1411), oltre alle coperture.

Dal dicembre 1999 il Centro culturale gestisce il "centro visita", struttura espositiva permanente allestita in fondo alla navata, centrale, ove oltre alla mostra sul monumento, vengono offerte pubblicazioni ed una proiezione a ciclo continuo di diapositive.

Inoltre dal gennaio 2000, ogni sabato e domenica mattina vengono guidati gruppi di 8 – 12 persone lungo le cosiddette Soffitte di S. Domenico uno straordinario e singolare spazio architettonico ricavatosi – nelle vicende secolari di crolli e ricostruzioni – tra il tetto e l’estradosso delle volte che coprono l’interno della Chiesa. L’itinerario termina sullo straordinario panorama godibile dal campanile, dal quale nelle giornate propizie l’occhio raggiunge le cime della Romagna e dell’Abruzzo (oltreché di Toscana e Marche).

Il Centro San Tommaso d’Aquino conserva rapporti di proficua collaborazione con l’Archivio di Stato, il Museo e la Sovrintendenza Archeologiche - importanti istituzioni culturali da tempo insediate in parti del Convento espropriate nel secolo scorso- col fine dichiarato di ricostituire nel nome della cultura, una simbolica e sostanziale unità dell’intero complesso. Attualmente il Centro è impegnato nell’allestimento di un proprio sito internet col quale offrirsi soddisfacentemente al vasto pubblico internazionale.