UMBRIA - Perugia
SCHEDA : Lo Studio Moretti Caselli 0

Studio Moretti CaselliGli artisti della famiglia Moretti Caselli e le loro opere

Capostipite della famiglia, Francesco Moretti fu allievo di Silvestro Valeri presso l’Accademia di Perugia, ed iniziò la sua attività di Perugia collaborando con il maestro alla decorazione pittorica della cattedrale di Todi. Ben presto, stretta amicizia con il conte Giuseppe Francisci, studioso dell’antica tecnica del dipingere vetrate, cpmpiì con il pittore Eliseo Fattorini molte ricerche giungendo alfine a recuperare i segreti dell’arte vetraria medievale, divenendo così uno dei più significativi esponenti del Gothic revival italiano.

Tale perizia infatti fruttò all’artista due importanti commissioni: il restauro del grande finestrone absidale della chiesa di S. Domenico a Perugia raffigurante Storie della vita di S. Giacomo (1861 – 1879) ; vetrata ridotta allora in numerosi frammenti gettati alla rinfusa in casse; ed il restauro della vetrata La predica di S. Bernardino nella cattedrale di Perugia (1863). I due lunghi, meticolosi restauri sono l’avvio di un’intensa attività dello studio Moretti, cui collaborò inizialmente il fratello Tito.

Il lavoro di restauro fu affiancato dall’attività creativa, e molte furono le vetrate eseguite in quegli anni: la Pietà di Tito Moretti per la cattedrale (1874); due vetrate per la pieve di Arezzo: un S. Donato (1875) ed un S. Giovanni Battista (1879). La piena padronanza dell’arte di dipingere su vetro di Francesco Moretti è particolarmente ravvisabile nel grande Ritratto della Regina Margherita di Savoia (1881) la cui resa pittorica supera le morbidezze tonali della pittura ad olio.

Nel 1873 Tito concluse il sodalizio con il fratello e subentrò nello studio il nipote Ludovico Caselli. Decisivo per l’attività dello "Studio Moretti – Caselli" fu il trasferimento nel 1895 del laboratorio nell’antico palazzo Baglioni che il Moretti restaurò e ristrutturò in istile neogotico e di che da allora divenne laboratorio e dimora della famiglia mantenendo tuttora la struttura originaria e l’aspetto medievale .

E’ di quegli anni l’ultimo grande restauro condotto dal Moretti sulla vetrata absidale del duomo di Orvieto (1896 – 1905), che costituisce il maggior punto di lucidità metodologica dei restauri ottocenteschi, poiché il Moretti introdusse per la prima volta nel restauro di una vetrata il criterio scientifico di siglare con la lettera M ogni tessera vitrea sostituita. Una scelta metodologica di restauro storico rispettoso dell’autenticità della vetrata che superò il metodo allora corrente di restauro romantico in cui le tessere vitree di completamento dovevano risultare il più possibile mimetizzate.

Nello stesso periodo (1889 – 1905) lo Studio Moretti – Caselli eseguì l’impegnativo ciclo di vetrate per la Basilica di Loreto: le otto vetrate dell’abside e della cupola e le quattro delle cappelle laterali ed approntò nove vetrate per il duomo di Orvieto.

Alla morte di Francesco Moretti (1917), Ludovico Caselli continuò l’attività dello zio restaurando alcune vetrate del Marcillat: La resurrezione di Lazzaro, nella cattedrale di Arezzo Lo sposalizio della Vergine e L’Assunzione nella chiesa della SS. Annunziata ad Arezzo e il tondo La Madonna della Misericordia nella chiesa di S. Maria del Calcinaio di Cortona.Inoltre nel 1919 eseguì il grande tondo Il martirio di S. Lorenzo per il duomo di Perugia.

Alla morte di Ludovico Caselli (1922), le figlie Rosa e Cecilia continuarono l’attività familiare restaurando le due vetrate absidali nella Basilica Superiore di S. Francesco in Assisi, ed eseguendo ex novo per quella inferiore le tre vetrate absidali (1918 –28). Quasi negli stessi anni (1925 - 31) le due sorelle furono impegnate nell’esecuzione di numerose vetrate per la vicina Basilica di S. Chiara.

Per il " Forest Lawn Memorial Park" a Glendale in California Rosa e Cecilia Caselli con estrema finezza pittorica riprodussero a grandezza naturale il Cenacolo di Leonardo; di questa imponente vetrata i cartoni sono tuttora conservati nello studio Moretti Caselli.

 

Lo studio " Vetrate Artistiche Moretti Caselli"

Addossato alla Rocca Paolina, nel centro storico di Perugia, sul declivio che si affaccia sull’incomparabile panorama della città bassa, sorge l’antico palazzo Baglioni, già dimora dei signori di Perugia divenuto poi dimora della famiglia di artisti pittori e restauratori di vetrate Moretti Caselli, oggi laboratorio di Anna Falsettini Forenza.

Il laboratorio vetrario è rimasto quello che nell’800 ha visto nascere le vetrate per la cattedrale di Arezzo e per la Basilica di Loreto. Il forno è ancora quello antico, a legna, senza termometri o termostati; un forno che richiede la perizia tecnica di un maestro vetraio medievale che ben riconosceva modi e tempi di cottura delle tessere vitree e della grisagliatura.

Sui vecchi scaffali la macchia variopinta dei vasi che contengono i colori non industriali che da cento anni i Moretti hanno continuato ad usare. Nelle varie sale del laboratorio sono in mostra una ricchissima raccolta di gessi utilizzati come modelli , numerosi bozzetti ed acquarelli delle vetrate eseguite da Francesco Moretti, Ludovico Caselli e dalle figlie Rosa e Cecilia. Nell’archivio dello Studio sono raccolti anche i cartoni in dimensione 1:1 delle vetrate restaurate, tra cui quelli della vetrata absidale di Orvieto, delle vetrate del Marcillat, della vetrata absidale della chiesa di S. Domenico a Perugia. Lo Studio possiede anche una fototeca di foto ottocentesche una biblioteca specializzata ed una raccolta di pizzi antichi utilizzati per sabbiare nelle vetrate le damaschinature .

Recentemente ha donato al Comune di Perugia per una destinazione museale la macchina sabbiatrice ideata appositamente da Ludovico Caselli.

Erede e depositaria dei segreti di lavorazione dello Studio Moretti Caselli, con il suo lavoro Anna Matilde Falsettini Forenza, conserva e mantiene in vita tecniche e segreti artigianali della sua famiglia tramandati di generazione in generazione da più di un secolo. E’ un’esperienza unica, ancor più che rara il poter assistere al lavoro nella "bottega" Moretti Caselli ; il poter ripercorrere le tappe della medievale tecnica di far vetrate dal Moretti recuperata verso il 1859. Una esperienza che permette allo studioso di storia dell’arte, specialista in vetrate e non, di conoscere metodi lavorativi e valenze stilistiche dei maestri vetrai appartenenti al Gothic Revival italiano.

Lo studio è visitabile per appuntamento.

Tel/fax.: 075.5720017