UMBRIA - Assisi
SCHEDA : Basilica di S. Francesco 0

Tra il 1208, anno in cui Innocenzo III concesse a Francesco ed ai suoi compagni l'autorizzazione alla predicazione, ed il 1223, anno in cui Onorio III diede la conferma alla Regola dell'ordine religioso, il proselitismo del Santo diede impulso ad un vasto movimento religioso il cui controllo sfuggì allo stesso Francesco. L'organizzazione dell'ordine francescano fu subito assunta da frate Elia, che già nel Capitolo del 1221 tenne il discorso ufficiale al posto di Francesco, e che dal 1224 lo sostituì nella direzione dell'Ordine.

Dopo la morte di Francesco e prima ancora della sua canonizzazione, frate Elia già progettava la costruzione di un "oratorium vel ecclesiam pro beatissimo corpore Sancti Francisci". E a soli due anni dalla morte del Santo, il giorno successivo alla sua canonizzazione, il 17 luglio 1228, Gregorio IX poneva la prima pietra della basilica a lui dedicata. Fondata su di un crinale scosceso del colle, in un terreno utilizzato per le esecuzioni capitali l'edificio è costituito da due basiliche sovrapposte. Il 15 maggio 1230 il corpo del Santo venne traslato dalla chiesa di S. Giorgio in una cripta scavata nella viva roccia sotto l'altare maggiore della nuova chiesa.

La struttura generale poggia su giganteschi contrafforti cilindrici esterni che incernierano le due basiliche e su di un sistema di contrafforti e di archi rampanti. Ambedue le chiese hanno la pianta a croce commissa , e sono ad aula unica con transetto ed abside.

Basilica inferiore

La Basilica Inferiore, ancorata al terreno roccioso è articolata in quattro ampie campate che, impostate su di un sistema di tozzi e robusti pilastri, appaiono incombenti. La massiccia cortina muraria inizialmente era interrotta da piccole finestre a centina aperte lungo i lati delle campate e nel fondo dell’abside semicircolare: modeste finestrelle, (di cui restano oggi solo le tre absidali e altre in rottura lungo le pareti), che suggerivano l’atmosfera greve e buia di una cripta custode delle spoglie del Santo.

Tra la fine del ‘200 e gli inizi del ‘300 la basilica venne profondamente modificata con l’aggiunta, ai lati del primitivo corpo basilicale, di una serie di ampie cappelle gentilizie; episodi spaziali che comportarono l’apertura di nuove, ampie finestre da cui in parte è stata fugata la cupa penombra. Le nuove luci , tipicamente gotiche, sono correlate alla struttura delle cappelle : ampie quadrifore sormontate da un rosone si aprono nelle cappelle squadrate; mentre quelle poligonali sono illuminate da tre alte bifore a sesto acuto.

Basilica superiore

Il progetto iniziale della Basilica Superiore prevedeva una tipologia chiesastica rigorosamente sobria. Ma contro l’atteggiamento pauperistico della corrente degli "Spirituali" prevalsero le ragioni dei "Conventuali" le cui scelte costruttive erano intese all’affermazione della nuova basilica: il nuovo assetto, grandioso ed imponente, avrebbe potuto rappresentare il ruolo assunto dalla casa madre assisiate nei confronti dei conventi confratelli nella Turingia e nella Renania. Il papa Innocenzo III, rientrato dal lungo esilio lionese dopo la morte dell'imperatore Federico II, il 25 maggio 1253 consacrò solennemente gli altari delle due chiese; e poche settimane più tardi, nel luglio, promulgò il privilegio con cui venne permesso a fra' Filippo di Campello, preposito della fabbrica, di ricevere offerte agli altari per ultimare la chiesa e procedere alla sua decorazione; la prima, questa, di una serie di concessioni in tal senso fino all'editto di Narbonne.

   
Pianta della Chiesa superiore

La pianta della chiesa superiore riprende lo schema della basilica inferiore; ma è caratterizzata dall’equilibrato rapporto planovolumetrico tra la spaziosa pianta ad aula unica e l’ampia copertura a crociere che crea un ambiente di vaste ed armoniose proporzioni. La cortina muraria è costituita da un alto zoccolo parietale da cui si innalza il piano delle bifore; piano che risulta retrocesso rispetto allo zoccolo per l'inserimento di un lungo ballatoio che scorre ininterrotto lungo i due lati della navata. Le strette bifore aperte nell’abside, alte circa sette metri, sostituiscono gran parte della muratura creando un effetto di diafania secondo un partito costruttivo non lontano da quello delle finestrature de l’Ile de France; invece le due quadrifore nelle testate del transetto, e le bifore della navata, le cui misure più contenute sono meno invasive, creano un calibrato rapporto con la cortina muraria.


Pianta della Chiesa inferiore