TOSCANA - Prato
SCHEDA : Pieve di S. Stefano 0

 

La cattedrale di S. Stefano, come risulta da un documento del 994, è nata quale pieve battesimale del Borgo al Cornio; un borgo di origine romana ampliato dai Longobardi ed originario nucleo della città di Prato. E con il graduale sviluppo del nucleo cittadino procedettero i lavori di ampliamento della pieve. Una consistente ristrutturazione avviata nel sec. XII proseguì con l'intervento, nel 1211, del maestro Guidetto, marmorario del duomo di Lucca, cui si deve la preminente fisionomia romanica ancora chiaramente leggibile. A Guidetto va anche ascritto il campanile.

La pianta è suddivisa in tre navate da robuste colonne rese poi (1542-45) tozze dal rialzamento della pavimentazione. A conclusione del loro andamento longitudinale si innesta l’imponente corpo absidale costituito dal transetto e dal profondo capocroce rialzato su sei gradini: altissimi costoloni a fasce bicrome sorreggono il sistema delle volte a crociera ogivali; le cinque finestre a sesto acuto che si aprono nelle cappelle del capocroce costituiscono il fulcro luminoso dell’edificio.

La lettura del capocroce è in parte limitata dall’aver, tra il 1386 e il 1390, ricavato nella prima campata a destra la monumentale Cappella della Sacra Cintola, creata per custodire la reliquia mariana. Nel 1386 nell’erigere la nuova facciata contigua a quella originaria romanica - ancora in parte leggibile- venne lasciata un'intercapedine a formare un andito di accesso al pulpito esterno. Questo, di forma circolare avvitato allo spigolo nord-ovest, fu costruito negli anni 1434 –38 da Donatello e da Michelozzo.

Le pareti della cappella maggiore sono interamente decorate dal famoso ciclo di affreschi con Storie dei Santi Stefano e Giovanni Battista, opera fra le più famose e significative di Filippo Lippi. (1452 – 1465). Nella parete sinistra sono affrescate le storie di Santo Stefano; quella di destra è dedicata a San Giovanni Battista.Parte integrante del ciclo pittorico la vetrata realizzata da Lorenzo di Antonio da Pelago su disegno dello stesso Lippi.

  vetrate ancora esistenti
  vetrate citate dalle fonti ma perdute

Nota alla pianta della Pieve di S. Stefano

L’orientamento dell’edificio è sfalsato rispetto a quello tradizionale con l’abside ad est cui fa riferimento il CVMA per la sua numerazione.