TOSCANA - Montepulciano
SCHEDA : Chiesa di S. Agnese 1
TITOLO : S. Agnese

UBICAZIONE: Montepulciano, Chiesa di S. Agnese, facciata

PROVENIENZA: in situ

DIMENSIONI: diametro c. 71 cm (parte istoriata, ossia la parte autografa di Urbano Urbani) secondo l'indicazione riportata nella raccomandata del 30 giugno 1926 della Regia Soprintendenza all'Arte Medioevale e Moderna per la Toscana II al Ministero dell'Istruzione, Direzione Generale Antichità e belle Arti, divisione XII, prot. gen. 1445 (Archivio della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Siena e Grosseto)

CRONOLOGIA: 1564 (contratto 17 settembre 1564, consegna 16 dicembre 1564, messa in opera 20 dicembre 1564, saldo conto 22 dicembre 1564)

AUTORE: Urbano Urbani (documentato)

COMMITTENZA: Padri Domenicani della chiesa conventuale di S. Agnese di Montepulciano

SOGGETTO: S. Agnese Segni

NOTE CRITICHE: Trattasi di uno dei pochi lavori poliziani conservatisi dell'attività giovanile di Urbano Urbani, la prima opera nota, per quanto mi risulta, dell'artista. In questo periodo, siamo nel settimo decennio del XVI secolo, Urbano divide la sua attività fra i lavori di restauro ad Arezzo e la realizzazione di vetrate proprie in particolare per la città di Montepulciano. Nel 1568 l'artista verrà ingaggiato per completare il ciclo di vetrate del tempio poliziano di S. Biagio inaugurato con un'opera di Michelangelo Urbani, padre dell'artista. A partire dall'ottavo decennio seguiranno le vetrate, purtroppo non pervenute, per la chiesa di S. Agostino, commissionate a più riprese fino al 1594.

La vetrata rappresenta la santa poliziana Agnese Segni, che nel 1306, richiamata nella sua città natale, vi edificò la chiesa che ospita la vetrata, con annesso un convento femminile gestito per il culto e la guida spirituale dai padri domenicani. La santa è in genere raffigurata con l'abito bianco-nero dei domenicani, e in questa veste ella compare in altre immagini più tarde del complesso monastico, mentre qui indossa una cappa marrone: questa alterazione cromatica si spiega col fatto che il nero non è un colore congeniale all'ars fenestraria. Può anche darsi che il colore marrone sia in riferimento al suo primo abito religioso, indossato già a nove anni quando si aggregò alle suore del sacco, chiamate così in quanto indossavano un rustico sacco. La santa è rappresentata a mezzo busto, ma sebbene il volto sia impostato a tre quarti, l'immagine risulta piuttosto statica e frontale, e il fondo, di un intenso azzurro, ne accresce l'astrazione. Ella porta in braccio un agnello, suo tipico attributo, che si caratterizza qui come agnus dei, mentre una croce rossa, verso la quale ella rivolge lo sguardo, taglia trasversalmente il suo busto e quello dell'animale. E' probabile che questo oggetto rimandi ad un episodio contenuto nella sua leggenda: la santa avrebbe sottratto a Gesù Bambino una crocetta nel corso di un'apparizione.

Con la mano sinistra la santa regge un candido giglio, simbolo della sua verginità e un libro color vinaccia ad indicare una vita spesa nella meditazione e nella pratica della Parola di Dio. L'immagine è racchiusa all'interno di un fregio largo circa quindici centimetri, costituito da una classica corona di foglie d'alloro arricchita con frutti piriformi dorati e intersecata a intervalli regolari da fasce di colore azzurro o rosso con motivo a rosette.

STATO DI FATTO: attualmente la vetrata originaria realizzata da Urbano, di circa 71 cm di diametro, occupa il centro di un grande occhio realizzato con vetri moderni in occasione della realizzazione dell'attuale facciata della chiesa, terminata nel 1935. La vetrata originaria fu ripiombata, i vetri rotti o mancanti furono rifatti. Per la parte moderna furono utilizzati "vetri discoidali di Venezia intessuti a trafila di piombo con interstizi decorati a smalto a gran fuoco".

Lo stato di conservazione è buono, ma numerose sono le fratture che interessano la superficie vitrea prodottesi nel corso del tempo, come rivela l'andamento nervoso dei piombi, che spesso presentano un profilo tagliente ed acuto; da notare a questo proposito in particolare il mosaico del cielo dietro la spalla sinistra della santa. Di particolare disturbo visivo sono i piombi che corrono lungo le fratture prodottesi a livello della mano destra della santa. Nel punto in cui lo stelo principale del giglio si dirama manca un piccolissimo vetro; il danno si è prodotto in questi ultimi anni poiché la zona si mostra ancora integra in una foto che avevo scattato nel maggio del 2001. Risulta inoltre ben visibile anche da terra il vetro di restauro inserito nella parte inferiore della cornice vegetale.

REF FOTOGRAFICHE: Giovanna Virde

ESTENSORE: Giovanna Virde (luglio 2005)

BILBIOGRAFIA

fonti archivistiche

Archivio di Stato di Firenze, Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo, 3416 (Montepulciano Convento di S. Agnese), ins. 2 (contratti)2207, ins. 32.

Archivio di Stato di Firenze, Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo, 3420, ins. 11 (Libro di ricordi ricavati da cartapecore e libri del convento di S. Agnese di Montepulciano...) c. 18r.

Archivio della Soprintentenza per i beni Artistici e Storici per le province di Siena e Grosseto, Montepulciano H-53. Inventario dattiloscritto degli oggetti d'arte della chiesa di S. Agnese redatto dal sacerdote Antonio Chincini (si trova scritto anche Antonio Lincini) [s. d., ma circa 1921, con talvolta note successive a penna].

Archivio della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Siena e Grosseto, Montepulciano H-513, lettera del 20 marzo 1926 con carta intestata della ditta De Matteis firmata dal Prof. Giovannozzi, a Peleo Bacci, Sovrintendente alle Opere d'Arte Medioevale e Moderna, prot. in arrivo 335G623.

Archivio della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Siena e Grosseto, Montepulciano H-513, lettera del 6 aprile 1926 con carta intestata della ditta De Matteis, firmata dal Prof. Giovannozzi, al Com. Prof. Peleo Bacci, Sovrintendente alle Opere d'Arte Medioevale e Moderna di Siena, (prot. in arrivo 396G735)

Archivio della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Siena e Grosseto, Montepulciano H-513, cartolina postale del 9 settembre 1926 con carta intestata della ditta De Matteis a Peleo Bacci, Soprintendente alle opere d'arte Medioevali e Moderne per la Toscana 2 (prot. in arrivo 1058G1978)

Archivio della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Siena e Grosseto, Montepulciano H-513, raccomandata del 30 giugno 1926, della R. Soprintendenza all'Arte Medioevale e Moderna per la Toscana II indirizzata al Ministero dell'Istruzione, dir. gen. Antichità e belle arti, divisione XII.a. di Roma (prot. gen. 1445).

testi a stampa

FRANCESCO BROGI, Inventario generale degli oggetti d'arte della provincia di Siena, Siena 1897, p. 323.

GUGLIELMO MARCOCCI, Montepulciano: chiese esistenti ed esistite, Montepulciano 2000, p. 176.

TIMOTEO M. CENTI, Sant'Agnese Segni domenicana patrona di Chianciano Terme, 4a ed., Siena 1972, p. 54.

VII Centenario della nascita di Sant'Agnese Segni patrona di Montepulciano e delle terme di Chianciano 1268-1968, no. unico, supplemento alla rivista Santa Caterina da Siena, 1968, p. 34.

GIOVANNA VIRDE, Un epigono del Marcillat: Urbano Urbani e il ciclo di vetrate tardo-cinquecentesco di S. Maria Nuova a Cortona, in «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz», XLVIII, 2004, fasc. 1/2, pp. 129-164, per la vetrata in questione pp. 129-131.