TOSCANA - Montepulciano
SCHEDA : Tempio di S. Biagio 0

NOTE CRITICHE:

L'edificazione della chiesa fu determinata da un avvenimento miracoloso verificatosi il 23 aprile 1518, relativo ad un'immagine mariana dipinta su un rudere dell'antica chiesa di S. Biagio fuori le mura, nei pressi di uno snodo viario di grande importanza strategica sin dall'antichità. L'esame dei documenti dell'epoca, in linea con il testo vasariano, ha confermato la paternità del progetto della nuova fabbrica all'architetto fiorentino Antonio da Sangallo il Vecchio; egli era già stato ingaggiato dalla repubblica fiorentina per soprintendere alle fortificazioni della città poliziana, passata proprio in quell'anno sotto il dominio di Firenze.

Al termine dell'estate, parallelamente al costituirsi dell'Opera della Madonna di S. Biagio, organismo composto di dodici membri scelti fra le famiglie magnatizie della città, alle quali era stato affidato il compito di sovrintendere ai lavori di edificazione, si dette inizio all'opera. All'anno successivo, il 1519, è datato il breve del papa Medici Leone X, con il quale venivano concessi benefici speciali alla cittadina per l'erezione dell'edificio. Antonio, suggestionato, come del resto un po' tutti gli architetti dell'epoca, dalla coeva trattatistica sull'architettura, in primis dal De re aedificatoria dell'Alberti, pensa ad una pianta accentrata; la velocità dei tempi di esecuzione farà sì che non ci siano state rilevanti modifiche o ripensamenti nei confronti di quanto configurato nel progetto iniziale. L'impianto, ispirato a quello della chiesa pratese di S. Maria delle Carceri del fratello Giuliano, è a croce greca con tre entrate complessive ripartite fra i relativi bracci, ad eccezione ovviamente di quello che va a costituire la parte più alta di un profondo coro che nella sua parte terminale, di dimensioni più contenute in altezza, continua secondo un andamento curvilineo. Completano l'opera una cupola centrale a sesto acuto impostata su un alto tamburo a sua volta sorretto da un dado basamentale, e due poderosi campanili (uno di questi è rimasto incompiuto) che affiancano la facciata. Su tutto il corpo della fabbrica inferiormente corrono robuste lesene la cui verticalità è interrotta da una trabeazione dorica terminante con una spessa cornice sagomata e sporgente secondo un gusto che trova antecedenti ancora una volta nella già citata S. Maria delle Carceri a Prato o in S. Maria della Consolazione a Todi progettata da Cola da Caprarola. Al secondo livello vi è un alleggerimento dell'ordine con partiture geometriche di matrice fiorentina. All'interno i bracci della croce sono coperti da ampie volte a botte scandite da robusti arconi in travertino decorati da lacunari con rosetta centrale; nelle pareti la soluzione angolare di accoppiare alla semicolonna la lesena, riproposta anche all'esterno nell'ordine inferiore del campanile, secondo Lehmann trova dei punti di contatto con la Basilica Emilia, ciò che conferma il continuo e inevitabile confronto di un po' tutti gli architetti dell'epoca con le fonti classiche.

Nel 1532 è terminata la volta del coro, intorno al 1540 anche il tamburo si può dire ultimato, mentre per il suo coronamento, la lanterna, si dovrà aspettare altri tre anni. Nel 1543 si provvede anche alla costruzione dell'altare ed è approntato da Baccio d'Agnolo "il disegno del campanile dalla cornice in su", portato materialmente a termine dal figlio Giuliano. Nel 1554 segue la pavimentazione della chiesa, il rivestimento esterno della cupola e il coronamento della lanterna con una palla dorata sormontata da una croce. Nel 1564 cessano i pagamenti per il campanile, mentre i compensi per la balaustra che orna all'esterno il coro continueranno ancora ad essere registrati nel 1567.

Bibliografia

Fonti

Archivio Storico Comune di Montepulciano, fondo S. Biagio:

I15 Creatione del tempio 15 settembre 1518 - 21 ottobre 1528. (fol 1-296)

I16, Giornale dell'Opera della Madonna di S. Biagio 1 settembre 1548 -8 settembre 1575. (fol. 1-155)

I17, Giornale 1542 fino al 1547, (fol. 1-143)

I18, Giornale della Fabrica della Madonna da S. Biagio 10 gennaio 1532 -14 marzo 1536 (fol. 1-1429).

Nel medesimo fondo di particolare menzione sono anche il Libro di memorie,Giornale di Andrea Buratti camarlingo dell'opera, Deliberazioni 53, 58, 69, 70, Libro di memorie della venerabile Opera di S. Biagio, Libro delle piante della Venerabile opera di S. Biagio, che coprono il periodo che va dal 1518 al 1580 pur con qualche lacuna.

Testi

G. VASARI, Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori..., (vita di Giuliano e Antonio da Sangallo), a cura di Rosanna Bettarini, commento secolare a cura di Paola Barocchi, SPES, Firenze1976, vol. IV, pp. 131-132.

SPINELLO BENCI, Storia di Montepulciano, L'arco dei Gavi, Verona, 1968, facs. ed. Amador Massi, Fiorenza, 1646.

ARMANDO SCHIAVO, Documentazione. La Madonna di S. Biagio a Montepulciano (1518-1545), in "Bollettino del Centro di Studi di Storia dell’Architettura", VI, 1952, pp. 33- 50.

EMO BARCUCCI, Il tempio di S. Biagio a Montepulciano, Editori Del Grifo, Montepulciano, 1979.

LEHMANN Phyllis Williams., The Basilica Aemilia and S. Biagio at Montepulciano in Art Bulletin, LXIV, 1982, 1, pp. 124-131.

GEORG SATZINGER, Antonio da Sangallo der Ältere und die Madonna di S. Biagio bei Montepulciano, Ernst Wasmuth Verlag, Tübingen, 1991..

MAURO COZZI, Antonio da Sangallo il Vecchio e l'architettura del Cinquecento in Valdichiana, Sagep Editrice, Genova, 1992.

LUCA GIORGI, Antonio da Sangallo il Vecchio e Andrea Pozzo a Montepulciano: il tempio della Madonna di San Biagio e la Chiesa del Gesù, Editrice Le Balze, Montepulciano,1999.

 

ESTENSORE: Giovanna Virde dicembre 2002