TOSCANA - Firenze
SCHEDA : C. di S. Croce Museo 8
TITOLO : Padre Eterno

UBICAZIONE: Firenze C. di S. Croce museo

DIMENSIONI: diametro cm 83

PROVENIENZA: Secondo il Salmi costituiva il pannello conclusivo della bifora n XIII cui apparteneva anche il pannello S. Fabiano(?) (v. Firenze C. di S. Croce museo1)

CRONOLOGIA: 1490 c.

AUTORE: Cerchia del Baldovinetti

COMMITTENZA:

SOGGETTO/I : Padre Eterno benedicente; con la sinistra regge un volume aperto con scritte le lettere Alfa e Omega

NOTE CRITICHE: Segnalato e pubblicato nel volume in onore di H. Hahnloser (1959) dal Salmi che sottolinea una affinità stilistica così stretta con il Padre Eterno della cappella Pazzi (v. Firenze C. di S. Croce cappella Pazzi 1) da esser considerato questo ultimo come il prototipo del primo. "l’innegabile rapporto fra i due tondi" annota lo studioso, " fa concludere che un anonimo aiuto o frequentatore della bottega di Alesso [Baldovinetti] abbia disegnato il tondo che esaminiamo utilizzando forse con lievi varianti il medesimo cartone, fino al punto di ripetere nel contorno del nimbo il motivo di un listello punteggiato". Ampliando l’ambito dei riferimenti baldovinettiani, il Salmi riscontra ulteriori suggestioni tratte dalla tarsia la Presentazione al Tempio per la sacrestia settentrionale del duomo fiorentino eseguita da Giuliano da Maiano su disegno del Baldovinetti (1463-64).

E purtuttavia il Salmi non ritiene che il Baldovinetti sia intervenuto direttamente nella fase esecutiva della vetrata, poiché il duro ductus disegnativo dei piombi non interpreta fedelmente il sottile linearismo del disegno baldovinettiano.

Le osservazioni del Salmi sono state accolte dalla critica successiva, senza ulteriori approfondimenti in merito .

Va comunque osservato che il duro disegno delle "grosse trafile di piombo che li uniscono" rilevato dal Salmi è imputabile non all’esecuzione originaria, ma all’intervento successivo probabilmente ad opera della ditta Tolleri , come risulta dall’analisi dello stato di fatto.

STATO DI FATTO: In buone condizioni, presenta tuttavia numerosi piombi di sutura moderni (la mano alzata, il braccio destro, la barba, l’attacco della capigliatura alla guancia), imputabili quasi certamente al restauro di consolidamento operato dalla ditta Tolleri negli anni appena successivi al secondo conflitto mondiale. La rappezzatura e la parziale caduta della grisaille rendono pertanto difficile la lettura del disegno originale.

BIBLIOGRAFIA: Bibl. A. Baldovinetti

REF.FOTOGRAFICHE: Foto Nicolò Orsi Battaglini , Firenze.

ESTENSORE: Caterina Pirina giugno 2001