TOSCANA - Firenze
SCHEDA : C. di S. Croce Museo 5
TITOLO : Santo papa benedicente

UBICAZIONE: Firenze C. di S. Croce Museo inv. n.

DIMENSIONI: lunetta cm. 104 x 86

PROVENIENZA: Il pannello proviene da una vetrata (perduta) eseguita per la bifora della campata nella navata nord adiacente al transetto(Fin nX ); la costruzione del transetto venne quasi certamente ultimata entro il 1310; e (procedendo, come al solito, la edificazione della chiesa dalla zona absidale verso la facciata), a quella data o al più tardi entro il 1314 vennero ultimate, quale avvio al corpo delle navate, le due campate delle navate contigue al transetto e le corrispondenti loro bifore (Fin n X e Fin sVIII). Pochi anni più tardi, verso l’ottavo decennio del ‘300, in corrispondenza delle due campate vennero addossate ai muri perimetrali due cappelle, rispettivamente a nord la cappella Salviati, a sud la cappella Castellani, con la conseguente parziale otturazione delle due bifore.

Il pannello venne rimosso dalla sua collocazione originale nel 1940 agli inizi della seconda guerra mondiale, quando il corpus delle vetrate di S. Croce venne smontato per protezione da eventuali danni bellici; e successivamente, alla fine del conflitto venne sistemato nel museo.

CRONOLOGIA: 1305 –1310 c.

AUTORE: Pacino di Bonaguida (attribuzione)

COMMITTENZA:

SOGGETTO/I : L’aureola e la tiara permettono di riconoscere nella figura a mezzo busto un papa in atto di benedire. La mancanza di altri più specifici attributi impedisce individuazioni più puntuali.

NOTE CRITICHE: Questa lunetta fa parte di un gruppo di pannelli conservati nel museo ( v. Firenze C. di S. Croce 2,3,4, 5, 6 ) che presentano, oltre alle stesse misure, anche un andamento compositivo simmetrico; per cui il Boskovits, diversamente dalla Becherucci, suppone che i pannelli provengano tutti dalle due bifore otturate (Fin. nX e fin sVIII).

Il Marchini distingue dagli altri i pannelli Santo papa benedicente e Santo diacono (v. Firenze C. di S. Croce Museo 6), di cui ravvisa "nella loro rigidezza scontrosa un primitivo giottismo corrispondente a quello del cosiddetto Maestro del Trittico di Horne". Per la Becherucci la valutazione critica è opposta ritenendo la studiosa il santo papa ed il diacono opere degne di Giotto, mentre gli altri pannelli , ossia Aronne due santi diaconi martiri sarebbero deboli repliche. A sua volta per il Boskovits alcuni procedimenti formali quali il sovrapporsi delle aureole sui listelli della cornice, portano a ritenere che tutti i cinque pannelli siano stati eseguiti contemporaneamente nella stessa bottega. Sulla scorta del celebre passo del Cennini che limita il compito del maestro vetraio alla mera esecuzione dei cartoni approntati dall’artista pittore il quale altresì interviene anche in fase esecutiva, il Boskovits se attribuisce tutti i pannelli alla stessa bottega, vi distingue due maestri pittori: per l’alta qualità pittorica lo studioso attribuisce alla mano di Giotto i due giovani santi martiri , mentre per le altre due lancette Santo papa e Santo diacono fa sue le osservazioni del Marchini trattarsi di artista prossimo al "Maestro del Trittico Horne", e propone l’attribuzione a Pacino di Bonaguida.

STATO DI FATTO: in discrete condizioni, il pannello è stato restaurato dalla ditta Tolleri di Firenze alla fine del secondo conflitto mondiale in occasione della sua collocazione museale.. Presenta alcune vistose cadute della grisagliatura, probabilmente asportata durante la pulitura assieme a coltri di sudiciume di cui restano traccia su alcune tessere. Vari piombi di sutura nell’aureola e nel fondo.

BIBLIOGRAFIA: v Bibliografia S. Croce

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Nicolò Orsi Battaglini, Firenze

ESTENSORE: Caterina Pirina gennaio 2000