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SCHEDA : C. di S. Maria Novella 2
TITOLO : Incoronazione della Vergine

UBICAZIONE: Firenze C S. Maria Novella W

DIMENSIONI : occhio diametro m. 5,50 c.

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: 1365

AUTORE: Andrea di Bonaiuto [Andrea da Firenze] ideazione (documentata); frati Umiliati ? - esecuzione (attribuzione)

COMMITTENZA: per lascito testamentario di Tebaldino de’ Ricci (1351); nella bordura è presente lo stemma dei Ricci.

SOGGETTO/I: nel tondo centrale Cristo in trono incorona la Vergine, negli otto spicchi che compongono l’anello mediano una corona di angioli attornia la scena centrale (pannelli w 8, w 9; pann.w 10; pann. w5, w12); nell’alta bordura grandi e corposi girali incorniciano tondi con profeti ( Isaia pann. W13 - Zaccaria pann. W 14 - ….. pann. W 18 - Abacuc - pann. W19 - Mosé pann W 20 - Geremia pann W 24

NOTE CRITICHE: La prima nota attribuzionistica di questa vetrata è opera del Toesca che nel lontano 1920, in occasione del rimontaggio della vetrata - deposta per proteggerla da i danni bellici - la assegnò ad Andrea di Bonaiuto. Attribuzione ripresa dalla Van Straelen che la ritiene opera autografa dell’artista. Si deve al Marchini il recupero critico di questo eccezionale occhio; lo studioso vi ravvisa varie componenti stilistiche: nel coro di angioli danzanti compaiono elementi tipici di andrea di Bonaiuto caratterizzanti i suoi affreschi del Cappellone degli Spagnoli e che rivelano l’ascendenza lorenzettiana; mentre nella rosa centrale il Marchini rileva una derivazione dall’Orcagna"per la severa rigidità delle figure e soprattutto per la insistita decorazione che le appiattisce e le schiaccia contro il velario del fondo, anch’esso intensamente decorato". Inoltre il motivo del velario riconduce al genere vetrario nordico, mentre la bordura a grandi girali mostra l’influsso della tradizione della pittura monumentale ad affresco.

Quanto all’esecuzione, il Marchini la ritiene opera di più maestri: se in alcuni episodi figurativi, quali le mani ed i volti delle figure principali è riconoscibile l’intervento di Andrea, molti sono stati i suoi collaboratori in questa opera: " ve ne sono di quelli che nei visi disegnano appena con un tratto fine (vedi l’angiolino giallo sopra i suonatori di sinistra) ed altri invece che chiaroscurano pesantemente (come negli angioli suonatori in basso a sinistra, verso il centro).

Quanto concerne la partitura compositiva il Marchini accenna al fatto che l’occhio di facciata della chiesa, di ampie dimensioni, era rimasto privo delle modanature tipiche delle rose marmoree ed offriva quindi l’occasione di una grandiosa composizione. Da questa osservazione rimasta peraltro isolata occorrerebbe partire per lo studio del telaio e delle relative scelte compositive. Un tema affrontato dal Sanfaçon per le vetrate europee, ma eluso dalla letteratura artistica italiana. A titolo propositivo per una futura indagine in tale direzione critica, va qui osservato che la struttura compositiva del telaio di S. Maria Novella trova un precedente immediato in quella del rosone che conclude la vetrata della cappella di S. Antonio nella Basilica inferiore di Assisi.

STATO DI FATTO: Lo stato di conservazione è mediocre: molte tessere sono state rimpiazzate con vetri moderni durante un restauro ascrivibile al de Matteis ( v restauro De Matteis U.); inoltre estesa è la caduta della grisaglia, compensata in occasione di quel restauro con ridipinture (a freddo?) e velature ad olio. Nel 1983 l’ultimo intervento conservativo da opera della ditta Polloni (oggi) ha recuperato la fisiomomia originale: sono state eliminate le incrostazioni di sudiciume e le ridipinture ad olio mortificanti con un preliminare lavaggio con acqua e quindi con solventi volatili; e, sulle superfici interne con impacchi di carbonato d’ammonio. La superficie esterna è stata invece liberata dai residui della corrosione del vetro per via meccanica.

La traccia del disegno originale, ove la caduta della grisaille lo ha reso illeggibile, è stata recuperata con una ringranatura a base di polvere di grisaglia e vernice grassa risolubile in qualsiasi momento (v. restauro grisaille Marchini).

Eliminati i pesanti piombi di sutura le tessere fratturate sono state rincollate con colle siliconiche. I pannelli sono stati montati su nuovi telai in ferro e fissati con nuove barre modellate a seguire la traccia dei piombi. E’ stata apposta inoltre una controvetrata protettiva con gli opportuni… per la circolazione dell’aria.

BIBLIOGRAFIA:

P.TOESCA Vetrate dipinte in Boll. D’Arte", XVI, 1920, p.2

E. VAN STRAELEN Studien sur florentiner Glasmalerei des Trecento und Quattrocento, Wattenscheid, 1938, p.24

P.S.ORLANDI Necrologio di S. Maria NovellaFirenze, 1955 v.I,p.121, n489, p.458, 595

G.MARCHINI Le vetrate italiane, Milano, 1956, p. 33, 227; ID Le vetrate in Santa Maria Novella , Firenze, Banca Toscana- Nardini editore, 1981, pp. 163-213

ID La vetrata dell’occhio di facciata di Santa Maria Novella restaurata, depliant illustrativo, Firenze 1983

R. SANFAÇON – C. DESMEULES Le coupes du verre et le dessin dans les vitraux du XV siècle: France, Allemagne, Italie in "I laboratori vetrari lombardi sotto il dominio dei Visconti e degli Sforza"Milano, 1988, comunicazione non pubblicata

REF. FOTOGRAFICHE:Archivio Banca Toscana- Nardini Editore, Firenze, Archivio Studio Guido Polloni e C, Firenze

ESTENSORE: Caterina Pirina giugno 2001