TOSCANA - Firenze
SCHEDA : Chiesa di S. Spirito 1
TITOLO : La Pentecoste

UBICAZIONE: Finestra circolare in controfacciata fin. W

DIMENSIONI: occhio Ø cm. 285. L’occhio è composto da 16 pannelli connessi da barre.

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: fine del primo decennio del ‘500

AUTORE: Pietro Vannucci detto il Perugino – cartoni (attribuzione) – Maestri Gesuati – esecuzione (attribuzione)

COMMITTENZA: Maestri Gesuati.

SOGGETTO/I : Discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e sugli Apostoli. Lungo l’alzata della pedana scorre la scritta "AVE MARIA ..RA"; scritta interpretabile come Ave Maria Gratia plena . In basso una corona con lo stemma del giglio fiorentino affiancata da due putti che reggono ciascuno una cornucopia.

NOTE CRITICHE: "....Ed al medesimo piano, cioè sopra il capitolo, era una stanza grande, dove stavano quei padri a fare le finestre di vetro, con i fornegli ed altri commodi che A cotale esercizio erano necessari: e perché mentre visse Pietro, egli fece loro per molte opere i cartoni, furono i lavori che fecero al suo tempo tutti eccellenti". Sulla scorta del testo vasariano l’attribuzione al Perugino della vetrata è stata avanzata in primis dal Fischel e dalla van Straelen che assegnano l’opera alla tarda attività dell’artista. Il Marchini, confermando tale attribuzione. rileva come il sonoro impianto spaziale ideato dal Perugino per la Pentecoste abbia fornito presupposti a nuove soluzioni compositive per le vetrate del tardo rinascimento. Ma, annota lo studioso: "Il perfetto semicerchio degli Apostoli e lo scorcio del cielo sereno furono sopraffatti dall’avventato colore delle vesti in vistoso giuoco decorativo imposto dagli usi dell’ambiente"; in realtà, lo squilibrio cromatico lamentato dallo studioso come lesivo della composizione è imputabile all’infelice accostamento di vetri originali con altri moderni, inevitabilmente sgargianti.

Recentemente la Acidini ha confermato l’attribuzione della vetrata al Perugino evidenziandone puntuali coincidenze formali con i dipinti perugineschi raffiguranti l’Ascensione che s’impongono con il valore di ‘firma’: anzitutto evidente citazione peruginesca appare l’atteggiarsi dell’apostolo a sinistra, colto di scorcio, le mani aperte; inoltre il motivo ornamentale che scorre nella bordura circolare dell’occhio appartiene al repertorio decorativo più volte impiegato dal Perugino in molti suoi dipinti nel tratteggiare le orlature di vesti e tovaglie

La stretta e continua collaborazione tra il Perugino ed i maestri Gesuati tramandata dal Vasari solleva il problema del rapporto tra pittore ideatore del cartone e maestro vetraio traduttore nel vetro del disegni preparatori. Non sempre facile è l’ individuare all’interno di tale rapporto collaborativo l’apporto stilistico di ciascuno. Osservazione dirimente è l’indagine delle scelte tecnico-formali: alcune di esse - quali, ad esempio, l’accorto impiego del giallo d’argento su vetro colorati o nelle campiture incise in vetri rossi plaqués - sono frutto di scelte stilistiche esperibili dal maestro vetraio e travalicanti le proposte disegnative date dal pittore nel bozzetto. Nel caso specifico della vetrata del Perugino sono assenti brani pittorici di manifesta valentia tecnica; assenza che autorizza a supporre che il ruolo assunto dai Gesuati sia stato quello di diligenti esecutori. Lo studio che la Burnam sta conducendo sulle vetrate toscane potrà offrire chiarimenti circa i rapporti collaborativi di questi maestri vetrai nella seconda metà del ‘400 con gli artisti contemporanei.

STATO DI FATTO: Numerosi gli interventi sostitutivi ottocenteschi con vetri moderni la cui vistosità cromatica rende stridente ed affocata la cromia originale.

BIBLIOGRAFIA:

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio CVMA Italia

ESTENSORE: R. K, Burnam gennaio 2004