TOSCANA - Firenze
SCHEDA : Chiesa di Orsanmichele 14
TITOLO : Angeli musicanti

UBICAZIONE: Fin. nV

DIMENSIONI: Lunetta composta da 4 pannelli mistilinei che seguono la curvatura dell’intradosso . Due rosoni polilobati (pann. 2ab, 2bc ), un piccolo medaglione centrale( 2b).

PROVENIENZA: Collocazione originaria

CRONOLOGIA: 1432 (documentato) .

AUTORE: Lorenzo Ghiberti (?) –cartoni (attribuzione)- Francesco di Giovanni Lastra Bernardo di Francesco - esecuzione (documentata)

COMMITTENZA: Arrigo di Bacciameo di Leone nel febbraio 1413 mise a disposizione 500 fiorini per costituire la dote di fanciulle povere e per l’esecuzione delle due vetrate sopra le porte in cambio di una intercessione dei capitani presso il tribunale della Mercanzia per una causa pendente; gli venne anche concessa la scelta dei relativi soggetti.

SOGGETTO/I : Nella lunetta: coro di angeli musicanti. Il tema del coro di angeli musicanti presente in questa vetrata e, probabilmente in quella della trifora contigua, la sV, va ricondotto al rituale di cantare le laudi mariane, rituale che costituiva un momento fondamentale nel culto. Il coro era composto da un direttore, due monaci e dieci musicisti. I Laudesi erano accompagnati dagli strumenti che vediamo riprodotti nella vetrata; che dunque è la rappresentazione di questa liturgia popolare. Nei due piccoli rosoni sono raffigurati entro una corolla, rispettivamente un cherubino (2ab) ed un serafino (2bc). Nelle lancette del rosone sono raffigurati motivi floreali.

NOTE CRITICHE: Si deve alla van Straelen il primo studio sistematico rivolto ad individuare la personalità sia degli artisti che approntarono i cartoni sia dei maestri vetrai che eseguirono le vetrate. La ricerca è stata da lei condotta attraverso una serie di correlazioni tra la fisionomia stilistica delle vetrate di Orsanmichele e le fonti dell’attività vetraria non solo in Orsanmichele, ma anche negli altri due cantieri vetrari fiorentini in quegli anni attivi: quello della cattedrale e quello della chiesa di S. Croce. . E rilevando puntuali analogie cromatiche tra l’Assunta nella controfacciata della Cattedrale, eseguita da Niccolò di Piero Tedesco (1412-1415), e questa lunetta la studiosa per prima riconosce in questa vetrata la collaborazione tra i due artisti ipotizzata sul piano documentario .

Il Marchini ravvisa nel vibrante e profondo colore della lunetta la qualità artistica di Lorenzo Monaco.

La Burnam concorda con l’attribuzione dei cartoni a Lorenzo proposta dal Marchini. E, per quanto riguarda la realizzazione della vetrata, sulla scorta del taglio metodologico da lei assunto, perviene a formularne l’assegnazione a Niccolò di Piero Tedesco procedendo ad un’analisi comparata tra le soluzioni tecniche adottate da Niccolò di Piero Tedesco nell’Assunta in S. Maria del Fiore e quelle riscontrabili nelle due vetrate di Orsanmichele, questa e il pannello nIV , Annuncio a Gioacchino ( v Firenze Orsanmichele 13). Peculiari alle scelte operative di Niccolò di Piero Tedesco sono anzitutto l’accostamento, di vetri dal colore intenso, quali verdi aspri, porpora, gialli citrini , blu accesi, stagliati l’un contro l’altro, senza la mediazione di bianchi sì’ da ottenere effetti di saturazione. E nelle tre vetrate appare, quale sigla del maestro vetraio, la raffinata decorazione delle aureole a roselline .

Sulla scorta dell’esauriente regesto di documenti inediti da lei pubblicati, la Finiello Zervas ripercorre le vicende costruttive delle trifore nord –ovest e sud- ovest (le finestre nIV e sIV), e del ghibertiano portale nord-ovest (nV); lavori che vennero completati tra il 1429 e il 1432; date dunque post quem per il gruppo di vetrate con le Storie della Vergine. I documenti prodotti dalla Finiello Zervas permettono di rintracciare l’ubicazione delle finestre in cui sono collocate le cinque vetrate nIII, nIV, nV, sIII, sIV offrendo così un dato inconfutabile.

In particolare, alla vetrata Angeli musicanti possono esser agevolmente riferiti alcuni documenti: a cominciare dal pagamento il 16 gennaio 1432 ad "Antonio di Franciescho" per le impalcature "sopra l’uscio d’Orto Sa’ Michele" ; nell’aprile dello stesso anno i due maestri vetrai vennero pagati per quella vetrata ( "Finestra del vetro sopra alla detta porta").

Quanto al maestro pittore che ha approntato i cartoni, la Finiello invoca la contiguità lavorativa dei due maestri vetrai con il Ghiberti, cui assegna l’ideazione dei cartoni di questa e delle altre vetrate del ciclo Vita della Vergine.

STATO DI FATTO: Fortunatamente il complesso vetrario di Orsanmichele non venne alterato da restauri invasivi come accadde invece per le vetrate di S. Croce.

La perdita dei pannelli laterali probabilmente va ascritta alla pratica invalsa nell’Ottocento di sostituire vetrate con vetri incolori per rendere più luminosi gli ambienti. Nel 1918 dai documenti risulta che dieci roste istoriate erano state smontate e poste in casse per proteggerle da eventuali danni bellici.; e già in quella occasione il de Matteis nel suo preventivo per lo smontaggio sottolineò il cattivo stato dei pannelli pervasi da numerose fratture. Tuttavia risulta dai documenti che il restauro delle vetrate avvenne ad opera di Armando Bruschi più tardi, dal 1929 al 39. Il Bruschi impiegò alcuni, peraltro fortunatamente non molti, " vetri ricavati dalle vecchie finestre" come stop gaps.

L’ultimo restauro venne condotto da Papucci dello Studio Guido Polloni (1969-70) . Le vetrate avevano sofferto danni durante l’alluvione del novembre 1966 e necessitavano di attento esame. Molte erano anche in stato di pericolo perché rimontate con la faccia interna dipinta posta all’esterno ed esposta agli agenti atmosferici. Vennero eliminati gli stop-gaps sostituiti con tessere moderne contrassegnate dalla lettera P.

Le vetrate vennero pulite e rimpiombate .

In particolare per quanto riguarda questo pannello, esso, nonostante sia uno dei più ammalorati, rivela tuttavia l’alta qualità di esecuzione.

BIBLIOGRAFIA: V. Bibl. Orsanmichele

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio R. Burnam

ESTENSORE: Caterina Pirina gennaio 2001