TOSCANA - Firenze
SCHEDA : Chiesa di Orsanmichele 13
TITOLO : Annuncio a Gioacchino [Visione di Gioacchino]

UBICAZIONE: Trifora nIII pann. 1 b

DIMENSIONI: lunetta polilobata cm.140 x 165. Mancano altre due lunette laterali ( pann. 1a, 1c)). Appartengono alla trifora tre medaglioni a sei lobi (pann. 2ab, 2b, 2bc - diam. cm.50), due medaglioni polilobati (pann. 3ab, 3bc - cm. 85 ), ed un rosone a ruota (pann. 4b -diam. cm.140)

PROVENIENZA: Collocazione originaria

CRONOLOGIA: 1410 (documentata); per la Finiello Zervas appartiene ad una seconda campagna di invetriatura.

AUTORE: Lorenzo Monaco - cartoni (documentato); Niccolò di Piero Tedesco – esecuzione (documentata)

COMMITTENZA: Compagnia di Orsanmichele

SOGGETTO/I : Assieme alle due lunette laterali (nIII 1a, 1c), oggi perdute, costituisce uno dei primi episodi della Vita della Vergine

Nei tre medaglioni più piccoli sono raffigurati busti di Profeti, mentre nei due più grandi sono rappresentati busti di Angeli. Il motivo del rosone è costituito da lancette con motivi floreali che si irradiano da un quadrifoglio raffigurante una rosetta.

NOTE CRITICHE: Si deve alla van Straelen il primo studio sistematico rivolto ad individuare la personalità sia degli artisti che approntarono i cartoni sia dei maestri vetrai che eseguirono le vetrate. La ricerca è stata da lei condotta attraverso una serie di correlazioni tra la fisionomia stilistica delle vetrate di Orsanmichele e le fonti dell’attività vetraria non solo in Orsanmichele, ma anche negli altri due cantieri vetrari fiorentini in quegli anni attivi: quello della cattedrale e quello della chiesa di S. Croce. Per quanto riguarda questo pannello l’ Annuncio a Gioacchino, punto di avvio per la studiosa è stato il corpus di documenti pubblicati dal Passerini: da essi risulta che nel 1409 [sic] furono conteggiati pagamenti a Niccolò di Piero Tedesco comprensivi dei cartoni eseguiti da Lorenzo Monaco per vetrate imprecisate; inoltre che nel 1412 Niccolò fu a più riprese pagato per due vetrate imprecisate dell’Oratorio e per riparazioni a vetrate. Pertanto la van Straelen ne deduce un continuo rapporto collaborativo tra i due artisti per le vetrate dell’Oratorio. E rilevando puntuali analogie cromatiche tra l’Assunta nella controfacciata della Cattedrale, eseguita da Niccolò di Piero Tedesco (1412-1415), e questa lunetta la studiosa per prima riconosce in questa vetrata la collaborazione tra i due artisti ipotizzata sul piano documentario.

Partendo da questa preliminare attribuzione, la van Straelen estende la collaborazione tra Lorenzo e Niccolò oltre che a questa lunetta anche ad altri pannelli, tra cui Il miracolo del bimbo annegato e Il miracolo della badessa peccatrice (v Firenze Orsanmichele 3, 4). E conforta tale attribuzione con osservazioni stilistiche sulla qualità cromatica; osservazioni non sempre sostenute in modo coerente.

L’attribuzione a Lorenzo Monaco dell’Annuncio a Gioacchino ha trovato consenziente la critica successiva. Anzitutto il Marchini, che riconosce al catalogo di Lorenzo Monaco questa vetrata e la lunetta nV Angeli musicanti (v Firenze Orsanmichele 14); nell’Annuncio a Gioacchino il Marchini ritrova il piglio stilistico di Lorenzo Monaco giovane:" Il suo sentire focoso e visionario scompone la figura del santo come se fosse un S. Paolo caduto, in un mondo d’incubo, dal ciclo notturno dove accanto ai contorcimenti della roccia e degli alberi, apparisce spettrale una città rosata. In tutta la composizione non entra una sola nota di bianco a far spiraglio tra fra i toni cupi e vibranti".

La Burnam concorda con l’attribuzione dei cartoni a Lorenzo proposta dalla critica precedente. E, per quanto riguarda la realizzazione della vetrata, sulla scorta del taglio metodologico da lei assunto, perviene ad accettarne l’assegnazione a Niccolò di Piero Tedesco ipotizzata dalla van Straelen e dal Marchini procedendo ad un’analisi comparata tra le soluzioni tecniche adottate da Niccolò di Piero Tedesco nell’Assunta in S. Maria del Fiore e quelle riscontrabili nelle due vetrate di Orsanmichele, questa e il pannello nV, Angeli musicanti ( v Firenze Orsanmichele 14). Peculiari alle scelte operative di Niccolò di Piero Tedesco sono anzitutto l’accostamento, di vetri dal colore intenso, quali verdi aspri, porpora, gialli citrini , blu accesi, stagliati l’un contro l’altro, senza la mediazione di bianchi sì’ da ottenere effetti di saturazione. E nelle tre vetrate appare, quale sigla del maestro vetraio, la raffinata decorazione delle aureole a roselline .

La assegnazione a Lorenzo Monaco è stata ripresa dallo Eisenberg che ritiene l’Annuncio a sia l’unica vetrata di Orsanmichele a lui attribuibile. Posizione critica che trova concorde la Finiello Zervas, per la quale alla collaborazione di Lorenzo e Niccolò va ricondotta la sola vetrata dell’Annuncio a Gioacchino.

La Zervas ha corredato i suoi saggi con un ampio regesto dei documenti relativi alle vetrate dell’Archivio di Orsanmichele: dalla loro lettura emerge che nel periodo 2 aprile – 6 agosto 1410 a Niccolò di Piero Tedesco vengono conteggiati vari anticipi per un totale di 45 fiorini, più altri 32 fiorini a saldo; e che a sua volta Niccolò deve versare a Lorenzo Monaco L. 35 s.15 (OSM, 214, ff 15v, 30v, 36v, 37).

STATO DI FATTO: Fortunatamente il complesso vetrario di Orsanmichele non venne alterato da restauri invasivi come accadde invece per le vetrate di S. Croce.

La perdita dei pannelli laterali probabilmente ascritta alla pratica invalsa nell’Ottocento di sostituire vetrate con vetri incolori per rendere più luminosi gli ambienti la perdita di otto pannelli del ciclo narrativo. Nel 1918 dai documenti risulta che dieci roste istoriate erano state smontate e poste in casse per proteggerle da eventuali danni bellici.; e già in quella occasione il de Matteis nel suo preventivo per lo smontaggio sottolinea il cattivo stato dei pannelli pervasi da numerose fratture forse in concomitanza con il restauro delle parti murarie. Tuttavia risulta dai documenti che il restauro delle vetrate avvenne ad opera di Armando Bruschi più tardi, dal 1929 al 39. Il Bruschi impiegò alcuni, peraltro fortunatamente non molti, " vetri ricavati dalle vecchie finestre" come stop gaps.

L’ultimo restauro venne condotto da Papucci dello Studio Guido Polloni (1969-70) . Le vetrate avevano sofferto danni durante l’alluvione del novembre 1966 e necessitavano di attento esame. Molte erano anche in stato di pericolo perché rimontate con la faccia interna dipinta posta all’esterno ed esposta agli agenti atmosferici: Vennero eliminati gli stop-gaps con tessere moderne contrassegnate dalla lettera P. le vetrate vennero pulite e rimpiombate .

In particolare per quanto riguarda questo pannello, esso presenta alcuni rifacimenti moderni quali la testa del santo. Alcuni piombi di sutura.

BIBLIOGRAFIA: V. Bibl. Orsanmichele

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio R. Burnam

ESTENSORE: Caterina Pirina gennaio 2001