TOSCANA - Firenze
SCHEDA : Chiesa di Orsanmichele 0

Il complesso vetrario della chiesa di Orsanmichele costituisce un raro esempio di un ciclo narrativo di vetrate dedicate ai miracoli della Madonna di Orsanmichele. Le scelte iconografiche sono dunque strettamente correlate alle vicende e al ruolo assunto dalla chiesa nella storia cittadina.

Uno dei primi dpcumenti del fervido culto presso i fiorentini della Madonna di Orsanmichele è un sonetto di Guido Cavalcanti che fu testimone oculare dei numerosi miracoli da lei operati; un culto bocciato dai frati Minori perché estraneo a loro Le asserzioni del Cavalcanti trovano conferma un secolo più tardi nella Cronica del Villani che asserisce i frati Minori per invidia non attribuivano validità alla miracolosità . E il Sacchetti nel suo

Capitolo dei Bianchi esalta la Madonna di Orsanmichele e i suoi miracoli bellamente illustrati e confermato dagli episodi dipinti nelle vetrate.

E infatti le vetrate sono un’immagine che documenta la natura ed il ruolo assunti dalla taumaturgica immagine della Madonna di Orsanmichele nel turbolenti anni del ‘300.

L’oratorio di Orsanmichele sorse sull’area di un’ antica chiesa fondata nel 895 dai monaci della Badia di S. Silvestro e dedicata a S. Michele Arcangelo. Il nome di Orsanmichele risale al 1224 quando in una bolla papale la chiesa venne citata come "sancti Michaelis in Orto"

Ben presto la chiesa divenne sede legale per l’amministrazione della Giustizia.

Poco dopo il 1240 il Comune demolì la chiesa per far posto ad uno spiazzo per la vendita del grano; e venne creata una magistratura denominata I sei del grano per controlli e dispute. Nel 1285 dietro decreto del Priore delle Arti venne avviata la costruzione di una loggia ad custodiendum granum et bladum quod reponitur sub logia Communis Orti Sancti Michaelis in orto; costruzione che risulta ultimata nel 1290. Tra il 1285 ed il 1290 su due pilastri della loggia vennero dipinte le immagini della Vergine e di S. Michele quali patroni del mercato. E già la venerazione della Madonna di Orsanmichele era diffusa e la fama dei suoi miracoli era diffusa: La Madonna di Orsanmchele dopo l’alluvione del 1333 che distrusse case e mulini per il grano disseminati lungo l’Arno divenne la protettrice degli approvvigionamenti di grano del Comune fiorentino. Nel 1336 venne costruita una nuova loggia più decorosa ; venne concesso alle varie corporazioni di avere all’esterno, nelle nicchie dei pilastri la statua del proprio santo patrono. Nel 1347 poco prima della peste nera che colpì la città venne eseguita da Bernarod Daddi l’attuale immagine della Vergine ora racchiusa in un nuovo sontuoso tabernacolo eseguito dall’Orcagna: Secondo la Burnam la nuova immagine venne commissionata, in quegli anni segnati dal fallimento delle banche fiorentine, e da gravi carestie per rinvigorire recuperare la miracolosità dell’immagine.

Nel 1360 il granaio venne rimosso e fu presa la decisione di cintare l’edificio con arcate aperte (1367) . Autore dei trafori di queste arcate fu Simone di Francesco Talenti aiutato da maestranze di scarpellini. Il lavoro impegnativo continuò a lungo: I trafori degli ingressi sul lato ovest risalgono al 1378 ad opera probabilmente dello stesso Talenti; mentre i lavori proseguirono sino al 1387. ******* descrizione delle arcate

Un problema strettamente connesso con l’invetriatura è quello relativo al progetto delle arcate. Il progetto del Talenti prevedeva una tipologia di trafori prossima a quella da lui impiegata nel Campanile di Firenze secondo M Trachtenberg : si tratta di una trifora in cui le lancette laterali sono chiuse da una balaustra mentre quella centrale è senza parapetto. Le lunette a traforo sono invetriate, mentre le luci dai capitelli in giù sono otturate ; quelle sul lato ovest da blocchi di pietra forte ; quelle degli altri lati da rottami di mattoni con stucco. La presenza di murature di tamponamento nelle trifore, e la maggiore ampiezza delle luci centrali, nelle trifore portale ha convinto la Burnam a proporre un’interpretazione per i progetti del Talenti. Le due trifore s IV ed nIV mostrano che il talenti aveva previsto un ingresso centrale, e forse gli assaggi della muratura potranno rivelare l’identico progetto per tutte le trifore