TOSCANA - Firenze
SCHEDA : Certosa di Val d'Ema 0

 

  a) Chiostrino dei Monaci

b) Cappella di S. Maria

La Certosa di San Lorenzo fu fondata nel 1342 per volontà di Niccolò Acciaiuoli, fiorentino, membro di una nobile e ricca famiglia di banchieri e nominato gran siniscalco del regno di Napoli. La Certosa fu edificata su un colle lambito a valle dal torrente Ema, a sud di Firenze, in posizione dominante la via Cassia per Roma; annessa al monastero, l’Acciaiuoli aveva iniziato a costruire anche una sua residenza fortificata, che non fu mai portata a termine come tale.

Il monastero, inizialmente edificato per ospitare dodici monaci, nell’ultimo venticinquennio del XV secolo fu ampliato con la ricostruzione del chiostro dei monaci, del capitolo e del refettorio, mentre intorno alla metà del Cinquecento i lavori di ampliamento interessarono la chiesa e g li ambienti ad essa adiacenti come il chiostrino dei monaci e il colloquio addossato al lato nord-occidentale della chiesa. Fra il 1575 e il 1580 si lavorò infine agli ambienti antistanti la chiesa: alla foresteria nuova, al palazzo Acciaiuoli e alla costruzione del grande piazzale.

In occasione del totale rifacimento della chiesa sono documentati pagamenti alla Certosa di Genova per invio di materiali e attrezzature per la costruzione di vetrate alla chiesa e alla foresteria (21, c. 178r), alle quali lavora dall’ottobre 1558 al dicembre 1559 Paolo di Brondo maestro vetraio da Genova; a lui subentra da gennaio a dicembre dell’anno successivo Gualtieri di Fiandra. Dall’esame dei documenti risulterebbe che il primo avesse lavorato alle vetrate della chiesa e della foresteria andate completamente perdute, il secondo al ciclo di vetrate del colloquio, pervenute a noi, i cui ovali centrali figurati sembrerebbero portati da Genova da Paolo di Brondo.

Sei delle otto vetrate sono costituite da un medaglione centrale istoriato con episodi della vita di San Bruno, fondatore dell’Ordine certosino, e precisamente i momenti salienti della sua vocazione, il suo viaggio a Grenoble per trovare il luogo indicatogli da Dio per fondare la prima Certosa e l’edificazione del monastero. Le parti decorative e le figure che vi sono inserite sono da attribuire a Gualtieri di Fiandra. Due vetrate appaiono incomplete in quanto constano soltanto di un ovale centrale con figura di santo e telaio privo di vetri decorati.

Delle vetrate più antiche che dovevano impreziosire il monastero prima di questi ingenti interventi strutturali, permane una monofora nella cappella di Santa Maria unita al fianco della chiesa opposto al colloquio, edificata all’inizio del XV secolo. La vetrata è attribuita a Niccolò di Pietro Gerini e raffigura tre coppie di santi entro edicole.