TOSCANA - Firenze
SCHEDA : Cattedrale 0

Interno Cattedrale S. Maria del FioreNell’ambito dell’imponente piano urbanistico di Firenze avviato nel 1285 sotto la direzione di Arnolfo di Cambio, venne costruita una quinta cerchia di mura cittadine della lunghezza di circa 8 chilometri; questa, inglobando una vasta area a nord del precedente tessuto urbano, rese centrale la zona dell’antica cattedrale di S. Reparata sino allora addossata alla quarta cerchia di mura. Si formò così, in collegamento con il polo politico di Piazza della Signoria, la vasta area di un polo religioso dominato da una nuova imponente cattedrale che inglobò nella sua pianta il vetusto edificio di S. Reparata ormai demolendo.

Nel 1285 Arnolfo iniziò la costruzione della nuova cattedrale dedicata a S. Maria del Fiore. Particolare è la soluzione icnografica adottata per la zona absidale; l’abside e le testate del transetto sono articolate ciascuna in cinque cappelle radiali a formare un motivo a trifoglio. Il progetto arnolfiano non subì modifiche né da parte di Giotto che, nominato nel 1334 capomaestro, si limitò alla realizzazione di alcuni registri dell’attiguo campanile progettato da Arnolfo; né dal successore di questi, Andrea Pisano, che si dedicò al compimento del campanile.

La costruzione della cattedrale venne ripresa solo più tardi, nel 1356 da Francesco Talenti che apportò sostanziali varianti al modello originale nell’intento di rendere più imponente l’edificio: le navate vennero articolate in sole quattro campate, più ampie e più alte di quelle arnolfiane; a sua volta la zona absidale venne ridimensionata alla grandiosa nuova struttura. I lavori proseguirono ad opera del Talenti e del suo successore Lapo Ghini fino al 1421 con la realizzazione della copertura, delle tribune e del tamburo. Il concorso bandito nel 1418 per voltare la ampia cupola senza l’ausilio delle centine, problema di difficile esecuzione, ripropose lo scontro diretto tra le due eminanti personalità artistiche del Ghiberti e del Brunelleschi che già si erano nel 1402 affrontati nel concorso per la seconda porta del battistero. La soluzione proposta dal Brunelleschi e poi, da lui adottata, era basata sulla costruzione di una doppia calotta di cupole autoportanti per la disposizione dei mattoni a soina di pesce ed incernierate tra loro da archi . Il progetto inizialmente di una cupola a tutto centro, venne modificato e la nuova altezza ebbe un rapporto di 2:1; dimensioni che la rendevano simbolicamente "erta sopra e’ cieli, ampia da coprire chon sua ombra tutti e popoli toscani". La cupola venne conclusa dopo la morte del Brunelleschi dalla grandiosa lanterna da lui progettata. Restava incompleta la facciata arnolfiana eretta sino a metà altezza. Distrutta poi nel 1587 per essere sostituita da una nuova facciata tardorinascimentale, rimase invece non completata sino agli anni 1871 –87, quando E. De Fabris, esponente del "restauro storico", progettò una facciata a salienti che riprendeva nella decorazione a tarsie bianche e nere il partito decorativo dei muri perimetrali.

Lo slancio verticale scandito all’interno dai pilastri e dalle volte ogivali è frenato dall’andamento orizzontale del ballatoio su beccatelli che percorre tutte le pareti di contenimento. In fondo si apre il grandioso vano della tribuna dominato dalla calotta della cupola brunelleschiana.

Alle rare slanciate bifore aperte nelle navate fanno riscontro il grandioso partito del doppio registro di trenta bifore aperte nelle cappelle radiali della tribuna; e, in alto, nel tamburo, le imponenti luci degli otto occhi. Alla fervida ripresa dei lavori di edificazione corrispose, nella prima metà del sec.XV, l’impegnativo progetto di invetriatura cui presiedette il Ghiberti e che vide la partecipazione dei più noti maestri vetrai attivi a Firenze , da Niccolò di Piero Tedesco a Bernardo di Francesco, da Agnolo Gaddi a Guido di Niccolò; non solo, ma anche la collaborazione per i cartoni, oltre al Ghiberti stesso, anche di Paolo Uccello, Donatello, A. del Castagno.

La cattedrale, assieme al suo battistero ed al campanile, ha costituito sempre uno dei poli più importanti ed attrattivi per i maggiori artisti: Paolo Uccello, A. del Castagno, Luca della Robbia, Donatello,. La stessa sacrestia nord detta Sacrestia delle Messe costituisce un ambiente il cui arredo su disegno del Baldovinetti e del Pollaiolo, venne realizzato da artisti come Benedetto da Maiano e Mino da Fiesole.

Le opere raccolte nell’attiguo Museo dell’Opera testimoniano la lunga storia artistica della cattedrale. Dalle sculture di Arnolfo di Cambio per la antica facciata, alle formelle esagonali di A. Pisano per il campanile ai modelli lignei della cupola brunelleschiana, alle due cantorie di Luca della Robbia e di Donatello già sopra le porte di ingresso delle sacrestie.

SCHEMA DELLE VETRATE ZONA ABSIDALE