TOSCANA - Faltona
SCHEDA : Pieve di S. Felicita 1
TITOLO : Santa Felicita con i suoi sette figli

UBICAZIONE: Faltona Pieve di S. Felicita cappella del Rosario

DIMENSIONI: cm. 122 x 64

PROVENIENZA: Faltona pieve di S. Felicita, finestra nel catino absidale, murata alla fine dell’ottocento in occasione di restauri

CRONOLOGIA: 1460-70 c.

AUTORE: Cerchia di Andrea del Castagno (?)

COMMITTENZA:

SOGGETTO/I : Santa Felicita attorniata dai suoi sette figli regge la palma attributo del martirio ; originariamente anche i figli dovevano tenere in mano la palma (L. Bellosi).

NOTE CRITICHE: Oggetto per lungo tempo di scarsa attenzione da parte della critica, la vetrata è stata ritenuta dal Niccolai opera trecentesca, e riportata ad un periodo assai più tardo dal Marchini la fa "risalire a uno dei molti cartoni, di vasariana citazione, del Granacci".

Un’attribuzione più pertinente è quella proposta da Borgesio e Paoli che riconducono l’opera alla cerchia del Baldovinetti, datandola agli anni 1460 –70.

In occasione della sua presentazione alla mostra" Pittura di luce", il Bellosi, notando analogie tra i fanciulli della vetrata e quelli della famiglia Pazzi nell’affresco proveniente dal castello del Trebbio (oggi a Palazo Pitti – donazione Contini Bonacossi), propone l’appartenenza della vetrata all’ambiente di A. del Castagno, anche se, come avvisa lo studioso, la " notevole diversità dello stato di conservazione non permette un confronto efficace con la vetrata della Deposizione nel tamburo della cattedrale fiorentina ( v. Firenze Cattedrale 1).

Il largo e forte senso spaziale reso anche dai diversi scorci segnati dalle aureole ha sofferto per un restauro probabilmente ottocentesco in cui, per compensare la perdita di tessere le dimensioni del pannello, devono esser state compresse a danno di alcuni elementi figurativi, quali le palme dei fanciulli.

Dal punto di vista tecnico, l’impiego per bordi di vesti e capigliature, di vetro giallo in pasta rilega il maestro vetraio della S. Felicita alla tradizione dei vetrai fiorentini usi ad accostamenti nitidi di tessere vitree colorate in pasta senza l’uso di giallo d’argento e dell’incisione di vetri plaqués . Notevole maestria rivela l’ondulato ductus del taglio delle tessere, là dove scolli e lobi delle orecchie costringono ad un angolo penetrante.

STATO DI FATTO: IL pannello si presenta privo della cornice sul lato destro e, quasi sicuramente, di una specchiatura di base non dissimile da quella della vetrata SS. Cosma e Damiano nella cappella del Noviziato. Presenta numerosi piombi di sutura ed una estesa caduta della grisaille; caduta particolarmente vistosa nelle tessere di vetro rosa, quali le gambe dei fanciulli ove le la traccia disegnativa è ormai quasi illeggibile. Il rilievo eseguito in occasione del recente restauro condotto dallo Studio M.V. Guido Polloni e C. mostra che gli interventi sostitutivi fatti nei restauri ottocenteschi sono esigui, limitati a poche tessere (l’aureola della santa, parte delle vesti dei fanciulli a destra, un frammento della chioma di quello a destra in fondo). Invece le numerose fratture, multiple ed a raggiera, concentrate nella veste violacea della santa, sono indicative di gravi danni al centro del pannello; danni evidentemente compensati dalla contrazione compositiva della vetrata con la conseguente perdita di alcuni elementi figurativi, quali le palme tenute in mano dai fanciulli. Un piccolo frammento di vetro verde, ora contiguo alla destra del fanciullo a sinistra di profilo, oggi divenuto uno stop-gap, è quanto resta del gambo della palma che egli reggeva con la sinistra.

BIBLIOGRAFIA:

  1. F. NICCOLAI Guida del Mugello e della Val di Sieve, Borgo San Lorenzo, 1914, p. 491;
  2. G. MARCHINI Le vetrate italiane, Milano, 1957,p.232, nota 67 ;
  3. F. BORGESIO- C.PAOLI Valcava in Mugello. Le immagini della storia, Firenze, 1987, pp. 26 –27;
  4. L. BELLOSI Pittura di luce cat. mostra (Firenze, Casa Buonarroti), Milano 1990, cat. n.26, p.146

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio Electa, Milano

ESTENSORE: Caterina Pirina gennaio 2001