TOSCANA - Cortona
SCHEDA :Chiesa S. Maria Nuova 4
TITOLO : Vetrata con le armi Passerini

UBICAZIONE: Arezzo: Cortona, fin. sII (sul fianco destro della cappella Passerini).

PROVENIENZA: in situ

DIMENSIONI: cm. 73x159 c. (la misura si riferisce all'intero vano)

CRONOLOGIA: probabilmente ultimo decennio del XVI secolo o inizi del successivo

AUTORE: Urbano Urbani (?)

COMMITTENZA: famiglia Passerini

SOGGETTO: armi Passerini

NOTE CRITICHE: nella parte inferiore della vetrata, costituita da una regolare griglia geometrica di lastre rettangolari di vetro incolore, è relegato lo scudo con le insegne della famiglia Passerini, costituite da un bue, in posizione giacente, sormontato da una punta rovesciata con le armi medicee moventi dal lembo superiore dello scudo. E' nel 1516 che i Medici autorizzano il cardinale Silvio Passerini ad inserire le insegne medicee all'interno del proprio stemma di famiglia.

Anche in questo caso, come per la vetrata con le armi Laparelli, la cromia della casata non è rispettata: infatti un vetro incolore tinteggiato di bianco, fa da sfondo al bue, mentre nei blasonari e nello stemma in pietra che corona il timpano dell'edicola dell'altare Passerini, nella medesima chiesa di S. Maria Nuova, questo campo è di colore azzurro. Tutti gli elementi dell'arme sono giocati sull'abbinamento oro/argento, per parlare in termini araldici. Poiché il ramo cortonese dei Passerini è tuttora esistente come Passerini-Cerretesi, nessun restauratore avrebbe potuto prendersi la licenza di intervenire arbitrariamente sulla vetrata. Verosimilmente in origine i colori araldici della casata erano rispettati; la loro odierna alterazione non è probabilmente da imputarsi al lavoro approssimativo di improvvisati restauratori, ma piuttosto deriva dalla scelta dell'autore che opta per una soluzione che limiti quelle difficoltà tecniche che sorgono in presenza di un'eccessiva frammentazione delle tessere vitree. Date le dimensioni già ridotte dello scudo, egli preferisce utilizzare un'unica tessera servendosi del giallo d'argento per delineare le varie parti dell'insieme, ritoccando lo stemma, a vetrata eseguita, con colori a freddo che, in quanto tali, non si sono conservati. Questo modo di procedere contraddistingue, in questo medesimo ciclo di vetrate, il lavoro di Urbano Urbani, ma con questo unico indizio è azzardato proporre l'intervento dell'artista per questa vetrata.

Un altro nodo da sciogliere è quello relativo alla datazione: è difficile ipotizzare che la vetrata possa essere stata eseguita prima dell'occhio di facciata (1586), essendo consuetudine realizzare per prime le vetrate che occupano i punti strategici dell'edificio. Le restanti vetrate della chiesa furono realizzate nell'ultimo decennio del XVI secolo. Sebbene la cappella Passerini sia una delle più antiche, coeva forse, secondo Matracchi, alla cappella Vagnucci che porta incisa la data 1581 nel fregio dell'architrave dell'edicola, è altrettanto vero che, stando ad un lascito testamentario, essa non era stata ancora completata nel 1604, e solo nel 1614 fu collocata sull'altare di famiglia la tela di Jacopo Chimenti detto L'Empoli. Gli elementi decorativi dello scudo sono di gusto manierista, ma con una esuberanza che preannuncia il barocco. In base a questi elementi, proporrei una datazione a cavallo fra il XVI e il XVII secolo. Stupisce il fatto che la famiglia Passerini, facoltosa e politicamente in vista nel XVI secolo a Cortona, abbia commissionato una vetrata di tale semplicità e, conseguentemente, di prezzo contenuto. Si noterà che, diversamente dalla vetrata Laparelli, qui le armi, di dimensioni piuttosto esigue, non si collocano al centro dello spazio, ma sono relegate nella parte inferiore della vetrata. Non si può pertanto escludere che in origine il manufatto fosse più complesso e in gran parte istoriato.

STATO DI FATTO: se si esclude l'alterazione della cromia, di cui si è già parlato alla voce "note critiche", in relazione allo stemma le fratture visibili, rimediate con l'inserzione di ulteriori piombi, sono almeno tre, una nella parte inferiore, una nella parte superiore, e un'altra sempre superiormente sulla destra. La parte superiore sinistra era mancante di un vetro, attualmente ripristinato con il restauro che a partire dal 2001 ha coinvolto le quattro finestre rettangolari della chiesa. Il restauro, condotto dalla competente Soprintendenza, ha eliminato i piombi in eccesso, sostituendoli con il semplice incollaggio rendendo più godibile esteticamente l'opera.

REF. FOTOGRAFICHE: Giovanna Virde

ESTENSORE: Giovanna Virde (luglio 2005)

BIBLIOGRAFIA

-PIETRO MATRACCHI, Giorgio Vasari e altri autori nella fabbrica di S. Maria Nuova a Cortona, Cortona, Calosci, 1998, p. 118.

-GIOVANNA VIRDE, Un epigono del Marcillat: Urbano Urbani e il ciclo di vetrate tardo-cinquecentesco di Santa Maria Nuova a Cortona, in Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, XLVIII, 2004, fasc. 1/2, pp. 129-164, per la vetrata in questione pp. 148-149.