TOSCANA - Cortona
SCHEDA :Chiesa S. Maria Nuova 3
TITOLO : occhio con le armi Baldelli

UBICAZIONE: Arezzo: Cortona, fiancata ovest Fin nIII sup.

PROVENIENZA: in situ

DIMENSIONI: ě cm. 189 c.

CRONOLOGIA: post 1596, probabilmente nell'arco di anni fra il 1597 e il 1601 (Virde)

AUTORE: Urbano Urbani (attr. Virde)

COMMITTENZA: Tommaso di Piero di Tommaso Baldelli

SOGGETTO: armi Baldelli

NOTE CRITICHE: la vetrata Ŕ composta da un parte istoriata al centro che si sviluppa intorno ad uno stemma, e da una parte non istoriata che si distingue per l'originalitÓ della foggia delle tessere vitree, a mo' di petalo di margherita, e per la loro disposizione; esse formano, infatti, una raggiera bianca simile ad una corolla floreale alla quale il colore violetto del fondo conferisce particolare evidenza visiva. Le armi della famiglia Baldelli, composte da una banda d'oro caricata di tre foglie d'edera in campo azzurro, campeggiano al centro dell'occhio. Essendo l'edera l'elemento distintivo dell'arme, questa pianta Ŕ ulteriormente riproposta nel tralcio che a mo' di fregio gira intorno all'insegna Baldelli, interrotto solo in basso per l'inserzione di un cartiglio con il nome del committente: "Tomaso di Piero di Tomaso Baldelli". La vetrata, commissionata da un privato, non risulta menzionata nei documenti d'archivio dell'Opera di S. Maria Nuova, l'ente che gestiva i lavori nella chiesa, ma la particolaritÓ del fondo perlaceo solcato da sottili racemi bianchi sul quale si staglia lo scudo costituisce un valido motivo di confronto con il basamento del leggio della Vergine annunciata, decorato con questo medesimo motivo ornamentale, nella vetrata con l'Annunciazione e la Madonna col Bambino del medesimo ciclo vitreo (vedi scheda n. ). Quest'ultima opera Ŕ stata, infatti, da me ricondotta, per evidenti motivi stilistici, alla mano di Urbano Urbani, e la medesima paternitÓ va riconosciuta per la vetrata Baldelli. Questo delicato intarsio di fragili trame bianche aveva fatto la sua prima comparsa nella vetrata con la sigla OPA del tempio di S. Biagio a Montepulciano (vedi scheda n.), ed era stato l'elemento chiave per l'attribuzione del manufatto all'artista cortonese.

Un altro importante elemento di confronto Ŕ costituito dall'ornato in giallo d'argento che circonda lo scudo: esso mostra sorprendenti analogie nella foggia, nello sviluppo e sequenza dei singoli elementi, con quello che decora lo stemma Laparelli in una vetrata del medesimo ciclo di S. Maria Nuova, assegnabile alla mano di Urbano Urbani sulla scorta dei documenti d'archivio.

Sulla datazione dell'opera, l'unica notizia che pu˛ venire in soccorso Ŕ un documento del 17 dicembre 1596 dal quale si ricava che a quella data risultava sprovvisto di vetri l'"occhio grande", da me identificato proprio in questa vetrata. Dal momento che, come risulta dai documenti d'archivio, Urbano risulta attivo nel cantiere di S. Maria Nuova almeno fino al 1601, l'esecuzione dell'occhio si situa nel lasso di tempo che va dal 1597 al 1601.

STATO DI FATTO: per ci˛ che si pu˛ arguire da terra, l'opera Ŕ mancante di qualche tessera vitrea nella parte inferiore, lungo il tralcio di foglie d'edera, subito a destra rispetto al cartiglio con la scritta del committente. E' evidente in particolare il vuoto lasciato da un vetro di colore verde che era trattenuto da un piombo, ancor oggi presente, il cui andamento si modella secondo il profilo di una foglia d'edera.

REF. FOTOGRAFICHE: Giovanna Virde

ESTENSORE: giovanna Virde (luglio 2005)

BIBLIOGRAFIA:

testi a stampa

GIOVANNA VIRDE, Un epigono del Marcillat: Urbano Urbani e il ciclo di vetrate tardo-cinquecentesco di Santa Maria Nuova a Cortona, in Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, XLVIII, 2004, fasc. 1/2, pp. 129-164, per la vetrata in questione pp. 144-145.