TOSCANA - Cortona
SCHEDA :Chiesa S. Maria Nuova 2
TITOLO : Annunciazione e Madonna col Bambino

UBICAZIONE: Cortona, Chiesa di S. Maria Nuova, (a lato della cappella Vagnucci) fin. n II.

PROVENIENZA: in situ

DIMENSIONI: c. 73x157 cm

CRONOLOGIA: 1592

AUTORE: Urbano Urbani (attr. Virde)

COMMITTENZA: Mariotto di Ludovico (Mariotus Luduvicis)

SOGGETTO: Annunciazione e Madonna col Bambino

NOTE CRITICHE: La vetrata è composta da due distinti soggetti: la Vergine col Bambino, nella parte inferiore, dove è visibile anche la data (1592), e l'Annunciazione nella sezione superiore; in quest'ultimo pannello sono riportate le insegne gentilizie debitamente sistemate sulla destra, ancorate sulla superficie esterna del leggio della Vergine, mentre nello zoccolo del medesimo è riportato il nome del committente, Mariotus Luduvicis. L'arme, d'argento alla croce latina d'oro sostenuta da un monte pure d'oro di tre cime, è assegnabile, nonostante l'alterazione della cromia, alla famiglia Cattani. L'abitudine di ritoccare parte degli stemmi gentilizi con colore a freddo che, come tale, non si è conservato, è del resto già stata evidenziata per altre vetrate di questo ciclo realizzate da Urbano (vedi schede nn. ). Ciò permette di poter eseguire in un'unica lastra di vetro tutti gli elementi araldici, ma qui l'artista ha sfruttato un ulteriore vantaggio: quello di utilizzare la medesima tessera vitrea per ottenere, oltre alle insegne gentilizie, realizzate in giallo d'argento, anche il leggio. Nel sostegno di quest'ultimo, la superficie mostra lo stesso tipo di trattamento, costituito da sottili racemi trasparenti su fondo perlaceo, già evidenziato sia nella vetrata Baldelli, di questo stesso ciclo, sia nella vetrata con la scritta compendiata OPA del tempio di S. Biagio a Montepulciano (vedi scheda n. ). Sul piano inclinato del leggio è inserito un libro con le pagine aperte sulla scritta "Ave gratia plena dominus", in riferimento al saluto che l'arcangelo Gabriele rivolge alla Vergine al momento del suo ingresso nell'abitazione (Luca 1,38). La scena, infatti, rappresenta questo preciso attimo, come si nota dallo scatto della testa di Maria, che dirige il suo volto dal libro che stava leggendo, non senza sorpresa ed esitazione, verso il messaggero divino. La vetrata, come si evince dalla scritta riportata sull'estrema destra in basso nel pannello con Vergine e Bambino, è nata come ex voto. Nonostante l'opera fornisca diversi dati, non riporta alcuna informazione sull'artefice che l'ha prodotta, ed anche i documenti d'archivio, perlomeno quelli sin qui resi noti, tacciono su questo punto. E' comunque possibile attribuire per via stilistica la vetrata ad Urbano Urbani, per le molteplici analogie che presenta con l'occhio di facciata della chiesa di S. Maria Nuova, unica opera firmata da Urbano e vertice della sua arte. Certe inesattezze o incertezze prospettiche costituiscono un tratto in comune alle due opere; l'anomalia più vistosa in tal senso è costituita dallo scorcio del leggio nella scena con l'Annunciazione. Nel pannello inferiore della nostra vetrata la resa del mento della Vergine, la conformazione dei suoi occhi e della zona perioculare, lo scorcio anomalo delle dita dei piedi, riproposto anche per l'angelo della scena con l'Annunciazione, sono elementi di forte somiglianza con l'occhio. Nella Vergine annunciata la postura delle dita della mano sinistra riproduce quella della mano destra di S. Giuseppe nel capolavoro di Urbano, mentre il profilo laterale del volto, da cui emergono prepotentemente le palpebre, quasi fossero una tumefazione, rimanda allo stile di Michelangelo Urbani, padre dell'artista, come emerge da un confronto con il profeta Isaia nella vetrata con la Concezione della Vergine nel tempio di S. Biagio a Montepulciano, unica opera firmata di Michelangelo. Il gusto per le simmetrie che aveva caratterizzato il capolavoro di Urbano è rintracciabile anche nella nostra vetrata, nonostante l'impianto decisamente semplificato della composizione; in entrambi i pannelli che la costituiscono, infatti, domina la parte destra un elemento di arredo di simile fattura, e una tenda con andamento inverso occupa uno dei loro angoli. La posa eretta del bambino, che cinge con un braccio la spalla della madre, trova forse ispirazione nelle opere dell'artista aretino Giorgio Vasari, principale progettista della chiesa di S. Maria Nuova. Mi riferisco in particolare alla tavola con la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Girolamo del monastero di Camaldoli.

STATO DI FATTO: Fino al 2001, anno che ha visto il restauro da parte della competente Soprintendenza di zona delle quattro vetrate della parte bassa della chiesa, la vetrata si trovava in un pessimo stato di conservazione e diverse tessere di vetro erano mancanti; nel pannello con l'Annunciazione mancavano le tessere ai lati dell'angelo e in quello con la Vergine e il Bambino erano mancanti due lastre che delimitavano in basso al livello dei polpacci la silhouette della Vergine. Un'altra lastra piuttosto estesa era andata distrutta in alto, nell'angolo di destra del pannello. Oggi il vetro inserito in questa zona a seguito del restauro si presenta incrinato e in un punto forato. Le restanti tessere della vetrata presentano incongruenze non imputabili all'artista e manomissioni. La vetrata fu ispezionata dal restauratore perugino Francesco Moretti nel 1908, e già allora versava in un pessimo stato. Egli si accorse che un grosso restauro, degli inizi del '600 a suo avviso, ma probabilmente più tardo, aveva manomesso l'integrità compositiva del pannello con l'Annunciazione, a tal punto che, a suo dire, ormai pochi pezzi erano originali. A mio avviso, i pezzi autografi nel pannello superiore sono relativi ai volti dei personaggi, al leggio, e a buona parte del vestito della Vergine. Spurio è probabilmente il vetro viola scuro al livello del gomito destro della Vergine.

Egli ricostruì ex novo il piano prospettico in cui sono inserite le figure e il fondo con lo Spirito Santo che, oltre ad essere mancante di alcuni pezzi, risultava a suo dire "confuso, (...) mal disegnato e non giusto di colore". Nel pannello inferiore con la Vergine e il Bambino, nonostante la frattura o la perdita, anche in questo punto, di diverse tessere, il disegno originale dell'artista, secondo il suo parere, si era invece mantenuto integro.

REF. FOTOGRAFICHE: Giovanna Virde

ESTENSORE: Giovanna Virde (luglio 2005)

BIBLIOGRAFIA

fonti archivistiche

Archivio Moretti Caselli (Perugia), busta 6 fascicolo 3, lettera di Francesco Moretti a Girolamo Mancini dell'8 ottobre 1907; busta 6 fasc. 3, lettera di Girolamo Mancini a Francesco Moretti del 23 maggio 1908; cartoline di Girolamo Mancini a Francesco Moretti del 23 marzo 1907, 25 maggio 1907, 23 e 26 maggio 1908;

busta 6 fasc. 2, lettera di Ludovico Caselli Moretti a Girolamo Mancini del 9 marzo 1907; busta 6, fasc. 2 lettera di Francesco Moretti all'Opera delle Chiese Comunitative di Cortona dell'8 settembre 1908; busta 6 fasc. 2, cartolina postale di Girolamo Mancini a Francesco Moretti del 22 ottobre 1907.

testi a stampa

GIOVANNA VIRDE, Un epigono del Marcillat: Urbano Urbani e il ciclo di vetrate tardo-cinquecentesco di Santa Maria Nuova a Cortona, in Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, XLVIII, 2004, fasc. 1/2, 129-164, per la vetrata in questione pp. 153-154.

PIETRO MATRACCHI, Giorgio Vasari e altri autori nella fabbrica di S. Maria Nuova a Cortona, Cortona, Calosci, 1998, pp. 180-181

MARIO SALMI, Postille alla mostra di Arezzo, in «Commentari», II, 3-4, luglio-dicembre 1951, pp. 169-195.

GIUSEPPE. MARCHINI, Le vetrate italiane, Electa, Milano, 1956².

GIULIANO CENTRODI, Pittura a Monte S. Savino, Comune di Monte S. Savino, Monte S. Savino, 1988.

GIOVANNA VIRDE, Guglielmo de Marcillat: L'organizzazione di una bottega di maestro vetraio del '500 con uno studio sulle vetrate della chiesa della SS. Annunziata di Arezzo, tesi di Specializzazione in Archeologia e Storia dell'arte, Università degli Studi di SIena, Facoltà di Lettere e filosofia, a.a. 1997-1998, relatore Prof. Giuseppe Cantelli, per l'a.a. 1997-1998 Prof. Amerigo Restucci, pp. 71-72.

GIOVANNA VIRDE, Guillaume de Marcillat: annotazioni tecnico-contabili dell'attività di un maestro vetraio del '500, in «Atti e Memorie dell'Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo», n. s., voll. LIX-LX, 1997-1998, pp. 129-164, per la vetrata in questione pp. 149-152.