TOSCANA - Cortona
SCHEDA :Chiesa S. Maria Nuova 1
TITOLO : Adorazione dei Magi


UBICAZIONE: Cortona, Chiesa di S. Maria Nuova, occhio di facciata, fin w.

PROVENIENZA: in situ

DIMENSIONI: Ø cm. 189 c.

CRONOLOGIA: 1586

AUTORE: Urbano Urbani (documentato)

COMMITTENZA: Opera di S. Maria Nuova

SOGGETTO: Adorazione dei magi

NOTE CRITICHE:  A quest'opera Urbano ha affidato la sua memoria: in quest'unica vetrata del ciclo infatti, subito al di sotto della base della colonna sull'estrema destra, l'autore appone la scritta: "Urbanus Urbanis fecit", seguita dall'anno 1586 in numero romano. La data è ulteriormente riproposta più in basso, a livello della cornice, di cui interrompe l'andamento. L'opera, che secondo quanto riportato da Tommaso Braccioli, contemporaneo e concittadino dell'artista, incontrò un giudizio entusiastico fin dalla sua realizzazione, può ancora oggi essere considerata il capolavoro dell'artista. Il soggetto è quello dell'adorazione dei Magi, già trattato a Cortona nell'ambito dell'ars fenestraria, da Guillaume de Marcillat, maestro del padre di Urbano, nella vetrata destinata al coro del duomo cortonese. La composizione è sostanzialmente diversa da quella del maestro francese, come pure l'ambientazione. Nella nostra vetrata, infatti, la scena si svolge all'aperto con la capanna sullo sfondo, mentre nell'opera del Marcillat tutto avviene nel chiuso di una struttura architettonica che offre però ampi squarci sul paesaggio. Alla equilibrata composizione del Marcillat, impostata prevalentemente sul modulo della piramide, si sostituisce una composizione più articolata e ormai pienamente manierista, che si sviluppa lungo due opposte diagonali, quella che unisce i Re Magi da una parte e quella che collega i membri della sacra famiglia. La disposizione scalare dei personaggi che costituiscono i due gruppi crea al centro un vuoto colmato in alto dalla stella.

Dove Urbano palesa l'adesione al mondo figurativo dell'artista francese è nell'impianto monumentale e nel piglio narrativo della scena, nella cromia e in certi particolari descrittivi; da notare a quest'ultimo proposito i gambali con mascheroni indossati dal re magio in primo piano, il copricapo a foggia di turbante del re magio in secondo piano e le maniche damascate dell'abito della Vergine, tutte caratteristiche rintracciabili nella vetrata citata del Marcillat. La sontuosità dei colori, parimenti, è memore dell'artista francese, come le accensioni improvvise, gli accostamenti audaci dei colori giocati spesso sull'alternanza di primari e complementari; questa prassi è ben evidente nel gruppo dei Re Magi, dove al verde di quello in primo piano subentra il rosso della veste del secondo, completata col mantello giallo arancio a fare da stacco al terzo membro, non a caso vestito di azzurro.

La cromia, come già nel Marcillat, è talvolta arbitraria e produce effetti astrattivi, come nella colonna rosa centrale o, più limitatamente, in quella sull'estrema destra. La classica cornice a ovuli rifinita da un giro di fusaroli, sebbene presenti elementi decorativi molto usuali all'epoca, era già stata utilizzata dal Marcillat nell'occhio con S. Gerolamo penitente alla Ss. Annunziata di Arezzo, e nell'occhio di facciata della chiesa di S. Francesco della medesima città.

La parte inferiore dell'occhio è occupata da una scritta oggi incompleta P(...)NTES ADORAVERVNT EVM, riferita ai re magi e ricostruibile, in base al testo della Volgata, in Procidentes adoraverunt eum (Matteo 2,11). Essa sta a sottolineare l'umile prostrarsi dei tre al cospetto del Bambino, intuendo non solo la sacralità, ma anche la straordinarietà dell'evento, del quale è indice la stella che brilla in alto appena sopra la capanna. Qualsiasi logica umana è scardinata dalla figura del nuovo Re, che si presenta ai loro occhi nello squallore di una capanna, inerme nella sua nudità e privo di tutte le insegne della regalità. Su questo accento sovversivo della venuta di Cristo l'autore vuole insistere, strutturando tutta la scena per simmetrie contrapposte: al disadorno muretto in mattoni della sinistra si contrappone la colonna di materiale pregiato con base dorata dell'estrema destra, alla umile capanna fa da contraltare l'arcata monumentale di un grandioso edificio classico, sebbene diruto, a testimoniare in prospettiva futura la caduta del paganesimo.

Sia a livello compositivo che per certi particolari descrittivi, l'opera mostra, a mio avviso, sostanziali analogie con un disegno di probabile ambito vasariano conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest dove è catalogato col numero 1414. Nella tipologia della capanna e nella disposizione scalare dei personaggi, nelle fisionomie dei volti è possibile notare anche l'influsso dell'artista cortonese Francesco Signorelli (cfr. l'Adorazione dei magi del 1528 conservata nella chiesa di S. Maria alle Grazie al Calcinaio a Cortona), filtrato anche attraverso l'opera del padre stesso di Urbano.

STATO DI FATTO: Nel primo decennio del '900 Francesco Moretti, nel suo laboratorio di Perugia, restaurò le vetrate della chiesa. E' probabile che si riferisca all'opera in questione un'indicazione contenuta in una lettera scritta da Girolamo Mancini al restauratore perugino il 3 aprile 1904.

Attualmente la vetrata non corre pericolo; purtroppo però la visione è disturbata da un foro di luce a livello del ginocchio destro del re magio vestito di verde. La parte relativa è andata persa in seguito ad un incidente prodottosi nella seconda metà del XX secolo. Una tessera è mancante nella parte apicale dello spiovente destro della capanna mentre un minuscolo pezzetto di vetro è assente nella muratura addossata al lato sinistro della colonna rosa all'altezza del collarino della stessa. Altri pezzi sono mancanti a livello della cornice, e in particolare nella parte superiore sinistra dove sembrano sostituiti col vetro comune. Le tessere relative alla parte mancante della scritta, e il pezzo sulla sinistra della cornice grigia modanata sono stati ugualmente integrati con semplici vetri incolori.

REF. FOTOGRAFICHE: Giovanna Virde

ESTENSORE: GIovanna Virde (luglio 2005)

BIBLIOGRAFIA

fonti archivistiche

Archivio Storico del Comune di Cortona, Opere riunite del Duomo e di S. Maria Nuova, Debitori e creditori G. 44, cc. 163r, 184r, 185r

Biblioteca del Comune e dell'Accademia Etrusca di Cortona, ms. 512, Tommaso Braccioli Santi ed uomini qualificati di Cortona, (II metà XVI secolo), c. 32r.

Archivio Moretti Caselli (Perugia), busta 6 fascicolo 3, lettera di Girolamo Mancini a Francesco Moretti del 13 aprile 1904

testi a stampa

GIROLAMO MANCINI, Guglielmo de Marcillat Francese insuperato pittore sul vetro, Firenze, Stabilimento tipografico G. Carnesecchi & figli, 1909, p. 67, nota 3.

PIETRO MATRACCHI, Giorgio Vasari e altri autori nella fabbrica di S. Maria Nuova a Cortona, Cortona, Calosci, 1998, pp. 180-181.

GIOVANNA VIRDE, Guglielmo de Marcillat: L'organizzazione di una bottega di maestro vetraio del '500 con uno studio sulle vetrate della chiesa della SS. Annunziata di Arezzo, tesi di Specializzazione in Archeologia e Storia dell'arte, Università degli Studi di SIena, Facoltà di Lettere e filosofia, a.a. 1997-1998, relatore Prof. Giuseppe Cantelli, per l'a.a. 1997-1998 Prof. Amerigo Restucci, p. 129.

GIOVANNA VIRDE, Un epigono del Marcillat: Urbano Urbani e il ciclo di vetrate tardo-cinquecentesco di Santa Maria Nuova a Cortona, in Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, XLVIII, 2004, fasc. 1/2, pp. 129-164, per la vetrata in questione pp. 138-142