PIEMONTE - Torino
SCHEDA : Museo Civico d'Arte Antica 25
TITOLO: San Gerolamo penitente

UBICAZIONE: Torino, Museo Civico d’Arte Antica, inv. 213/VD

DIMENSIONI: diam. cm 12; con incorniciatura cm 34; ingombro con l’intelaiatura di restauro cm 50 x 45

PROVENIENZA: Acquisto dall’antiquario P. Accorsi, Torino; proveniente da casa Ternengo di Biella (deliberazione del 13.02.1933). L’acquisto comprende altre quattro vetrate inv. 211/VD; 212/VD; 214/VD, 49/VD; Torino, Museo Civico d’Arte Antica, nn. 22, 23, 24), una delle quali, raffigurante san Rocco (inv. 49/VD), è una copia. Appartiene al gruppo "delle otto vetrate che un tempo decoravano le finestrelle del portichetto nella casa dei conti di Ternengo a Biella" (V. Viale, 1933, p.16). La vetrata, nel 1905 (A. Roccavilla, 1905, fig.205) presentava un medaglione con teste di cherubini ed una cornice di vetri rettangolari decorati con candelabre e cornucopie; al momento dell’ingresso in museo, il tondo con il san Gerolamo era inserito in un medaglione a foglie di quercia (V. Viale, 1933, p.16); nel 1934, per l’allestimento museale furono rimosse le lastrine rettangolari della cornice. Nei depositi del museo è infatti conservato un gruppo di frammenti di vetrate con elementi decorativi, proveniente sempre da casa Ternengo: diciotto lastrine rettangolari, alcune delle quali frammentarie, in grisaille con tocchi di bruno e giallo d’argento (inv. 48/VD) e altri settantuno pezzi di vetrata (n. 8 lastrine semicircolari in vetro rosso e n.5 in vetro blu, n. 12 lastrine trapezoidali con decoro a rosette, n.28 lastrine semicircolari decorate con giallo d’argento, n.16 tondini e n.2 piccole lastine rettangolari; inv. 50/VD. V Torino Museo Civico 31).

CRONOLOGIA: 1520-1530

AUTORE/I: Pittore vercellese

COMMITTENZA:

SOGGETTO/I: San Gerolamo penitente.

NOTE CRITICHE: Tondo e cornice a fogliami giallo-dorati provengono da un gruppo di quattro piccole vetrate, un tempo nel "corridoio verso la tribuna" del cortiletto cinquecentesco di casa Ternengo a Biella Piazzo, segnalate e riprodotte dal Roccavilla (1905, p. 16, ill. a p. 131, n. 205). All'ingresso in Museo, il montaggio della vetrata, documentato fotograficamente (Archivio fotografico del Museo Civico e V.Viale, 1933, p.16), appare non solo rovesciato rispetto all'attuale, ma diverso da quello originario: perdute molte parti della cornice quadrangolare a candelabre, fiori e profili umani, e cambiata la corona, presa da un altro tondo. Nel 1970 (p.68) il Romano separava il San Gerolamo dal gruppo, considerato dal Viale (1933, p.18) opera di "ateliers del lionese nei primi decenni del secolo XVI" e dal Mallè (1971, p.275) "arte svizzera settentrionale", e lo attribuiva a Boniforte Oldoni, riconducendolo correttamente in ambito vercellese. Il tratto leggero del disegno, gli effetti luministici del tratteggio e dell'oro (il leone, la Croce, l'aureola), il panneggio ampio e raccolto corrispondono bene, infatti, se non direttamente alle opere di Boniforte, certo alla cultura e ai modi dei pittori vercellesi, da Gerolamo Giovenone a Bernardino Lanino, operanti a Biella o per committenze biellesi intorno al 1540 (Scheda pubblicata da Ada QUAZZA in S. PETTENATI, G.ROMANO (a cura di), Il tesoro della città. Opere d’arte e oggetti preziosi da Palazzo Madama, (catalogo della mostra, Stupinigi), Torino 1996, n. 163, p. 90.)

STATO DI FATTO: L’opera fu restaurata nel 1934 – 1935 dalla ditta Janni di Torino. Dopo l’intervento di restauro compiuto nel 1990-1991 da Alessandra Purcaro di Roma, lo stato di conservazione è buono.

BIBLIOGRAFIA:

REFERENZE FOTOGRAFICHE: Archivio Fotografico dei Musei Civici di Torino

ESTENSORE: Ada Quazza, 2002