PIEMONTE - Torino
SCHEDA : Museo Civico d'Arte Antica 19
TITOLO: Miracolo di sant’Apollinare, santi e il prevosto Johann Menweg

UBICAZIONE: Torino, Museo Civico d’Arte Antica, inv. 301/VD

DIMENSIONI: cm 41 x 32; ingombro con l’intelaiatura di restauro cm 69 x 54,5 x 1

PROVENIENZA: Acquisto dall’antiquario Pietro Accorsi di Torino, Deliberazione del 13 febbraio 1933

CRONOLOGIA:1593

AUTORE/I: Arte alsaziana (Luetzel ?)

COMMITTENZA: Johann Menweg, prevosto di Sant’Apollinare di Luetzel.

SOGGETTO/I: Beato Vescovo Apollinare in trono.

NOTE CRITICHE: La vetrata policroma ritrae sant'Apollinare, nell'aureola del quale è inscritta la legenda ORA PRO NOBIS. BEATI.(SIC) APPOLINARIS; ai suoi piedi, a sinistra un gruppo di francescani, a destra alcuni laici (tra cui un re), in preghiera; in centro, due bambini nelle loro culle. In margine compaiono altre scene: in alto da sinistra verso destra, le Marie al sepolcro, una testa velata e la decollazione del Battista; ai lati, san Giovanni Evangelista e san Giovanni Battista. In basso a destra è inginocchiato in preghiera il committente, Johann Menweg, prevosto di sant'Apollinare di Luetzel, tenente un libro con l'incipit dell'Ave Maria, sormontato da un cartiglio con la massima INITIUM. SAPIETIAE/TIMOR DOMINI. e identificabile in base al suo stemma (a sinistra) e all'iscrizione sulla targa centrale: F. IOHANES. MENWEG. CONVE/NTUALIS. LUCELLAE. PRAEPOSITUS./ APUD. SANT APPOLLINAREM./ EO TEMPORE. 15.93. Un'errata identificazione, peraltro dubitativa, di Lucella con Lucerna (L.Mallè, 1971, p.278) aveva portato ad attribuire l'opera a un atelier della Svizzera settentrionale. Il toponimo è invece da riferire all'alsaziana Luetzel (J.G.TH. Graesse, 1909. p.109). A titolo di controprova, si ricorda che una famiglia alsaziana Menweeg portava alla fine del XVII secolo uno stemma in cui compaiono frecce e stelle (V. e H. Rolland, 1926 - 1954, VIII, p.197), probabile evoluzione di quello della vetrata.

(Scheda pubblicata da Luisa Clotilde GENTILE in I. MASSABO’ RICCI, M.CARASSI, L. C. GENTILE (a cura di), Blu Rosso e Oro, segni e colori dell’araldica in carte, codici e oggetti d’arte, catalogo della mostra Torino, Milano 1998, scheda n. 141, pp. 141-142).

STATO DI FATTO: L’opera era già stata restaurata nel 1934-1935 dalla ditta Janni di Torino. Fu danneggiata nel 1945 circa, molte lastrine subirono gravi frantumazioni, Mallè (1971, p.278) cita un restauro successivo all’incidente: la vetrata venne ricomposta e resa leggibile. Del 1990-1991 è l’intervento di restauro di Alessandra Purcaro di Roma.

BIBLIOGRAFIA

REFERENZE FOTOGRAFICHE: Archivio Fotografico dei Musei Civici di Torino

ESTENSORE: Luisa Clotilde Gentile