LOMBARDIA - Stazzona
SCHEDA : Stazzona 3
TITOLO : S. Giuliano

UBICAZIONE: Stazzona (Como), parrocchiale di S. Giuliano, sacrestia

DIMENSIONI: cm. 66,5 x 50

PROVENIENZA: coll. originaria

CRONOLOGIA: I decennio sec. XVI (1505-1510 c.)

AUTORE: Andrea de Passeri e maestro vetraio (attr.)

SOGGETTO/I : S.Giuliano

NOTE CRITICHE: Conservato ab origine nella parrocchiale di Stazzona in coppia con una Madonna col Bambino di identiche misure (v. Stazzona n. 2). Il S. Stefano (n. 3) è di altra mano e probabilmente di altra provenienza.

Il S. Giuliano, titolare della chiesa, e la Madonna col Bambino corrispondono ai vetri menzionati genericamente dal Niguarda (1593) nelle due finestre del coro: "dai lati dell'altare vi sono due finestrelle belle et chiare con i suoi vetri affigurati" (Atti della Visita..., v. II, 1895-1898, p. 209).

Il Nava (1980) lo mette in relazione con l'ambiente scultoreo milanese e comasco di fine '400 (pala di S. Lucia di Tommaso Rodari, Duomo di Como), notandovi un più debole influsso svizzero. Lo data entro un ampio arco cronologico, 1490-1540. Riferimenti puntuali alle opere dei de' Mottis, in particolare la soffittatura a rosetta che richiama la vetrata dei SS. Gervasio e Protasio di Agostino (Certosa di Pavia), sono avvertiti dalla Pirina (Dal fulgore delle pagine..., 1988). Il Rossi (1988) sottolinea i rimandi classici dei due medaglioni (con ritratti di imperatori), già adottati dal Foppa nei Tre crocifissi e nell'ancona di Caspano di Ludovico de Donati. Da parte mia (Geddo, 1998), ho proposto di attribuire il S. Giuliano e la Madonna al pittore Andrea de Passeri, sulla base delle stringenti analogie con l'opera dell'artista comasco.

La fantasiosa commistione di elementi ornamentali tratti dal repertorio antiquario lombardo di fine '400 (anche miniatorio) trova un sicuro riscontro negli affreschi del Santuario della Sassella, datati 1511 (v. lo Sposalizio della Vergine). La figura del santo, di gusto elvetico, è quasi ricalcata sul S. Nazzaro del polittico di Brienno (1508). Due confronti che permettono di collocare la vetrata nel primo decennio del '500 (preferibilmente II metà). La scatola prospettica stipata di elementi classici vincola il vetro a modelli milanesi e pavesi (Bergognone e de Mottis). Ma il S. Giuliano denuncia, oltre a una vena estrosa di marca ferrarese, un forte interesse del pittore per la cultura d'oltralpe.

Presentato alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate", Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988.

STATO DI FATTO: In buone condizioni salvo una frattura, due stop-gaps e sconnessure nelle impiombature.

Restauro conservativo: Milano, 1988, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, Direz. Arch. E. Brivio.

BIBLIOGRAFIA: Zecchinelli, 1951, p. 109; Zecchinelli, 1966, p. 69; Nava, 1980, pp. 86-88, n. 8 (ripr.); Dal fulgore delle pagine..., 1988, pp. n. n. (ripr.); Rossi, in Rossi-Rovetta, 1988, p. 239, n. 55; Geddo, 1998, pp. 165, 174-175 e nota 65, fig. 11.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Studio Forini

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)