LOMBARDIA - Stazzona
SCHEDA : Chiesa Parrocchiale 2
TITOLO : S. Stefano

UBICAZIONE: Stazzona (Como), chiesa parrocchiale di S. Giuliano, sacrestia

DIMENSIONI: cm. 70 x 51

PROVENIENZA: ignota

CRONOLOGIA: III decennio sec. XVI (1520-1525 c.)

AUTORE: Maestro di Brienno (bottega di Domenico Cazzanore)

SOGGETTO/I : S. Stefano

NOTE CRITICHE: Conservato nella parrocchiale di Stazzona con altri due vetri accoppiati, S. Giuliano e Madonna col Bambino (v. Stazzona Chiesa parrocchiale 3, 1). A differenza degli altri due, che occupavano due finestre del coro, questo vetro non è menzionato dal Niguarda in visita a Stazzona nel 1593 (Atti della Visita..., v. II, 1895-1898, p. 209). Dunque proviene con ogni probabilità da un'altra chiesa della diocesi comasca, anche se la Zecchinelli (1951) lo ricorda in una terza finestra absidale. Il Nava (1980), notando affinità stilistiche con i de' Mottis, lo avvicina al S. Stefano in collezione Bagatti Valsecchi (v. Milano n. 2) e propone dubitativamente per entrambi l'attribuzione ad Ambrogio da Velate, con una datazione 1480-1510. Attribuzione non confermabile per la perdita delle opere di Ambrogio. Il Rossi (1988) lo accosta alla Madonna col Bambino del Museo di Como (v. Como n. 3). Moduli prospettici e tipologici riconducibili ad Agostino de' Mottis sono rilevati dalla Pirina (Dal fulgore delle pagine..., 1988).  Da parte mia (Geddo, 1998) ho ascritto il S. Stefano, dissociandolo dagli altri due vetri, ad un maestro vetraio della bottega comasca di Domenico Cazzanore riconoscibile in un gruppo di opere lariane, che ho denominato "Maestro di Brienno", dai name-pieces della chiesa Brienno (v. Indice per nome di artista alla voce Maestro di Brienno). La figura slanciata, inserita con agio in uno spazio prospettico, coniuga elementi lombardi (bergognoneschi) e nordici (specie dureriani), risentendo fortemente dello stile di Bernardino de' Donati all'altezza del 1520 (affreschi in S. Maria della Grazie a Gravedona). Una datazione agli inizi del terzo decennio anche per il S. Lorenzo di Stazzona trova conferma nel carattere monumentale del santo e nel rapporto con la S. Agata di Gravedona dello stesso Maestro di Brienno, databile con sicurezza al 1520 c. (v. Gravedona Chiesa di S. Maria delle Grazie 2).
Presentato alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate", Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988.

STATO DI FATTO: In discrete condizioni, salvo alcune fratture a raggiera in basso, un frammento mancante, una tessera del pavimento posizionata all'inverso e una tessera della veste non allineata. Parti inferiore e superiore del pannello resegate.
Restauro conservativo: Milano, 1988, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, Direz. Arch. E. Brivio.

BIBLIOGRAFIA: Zecchinelli, 1951, p. 109; Nava, 1980, pp. 86-88, n. 8 (ripr.); Dal fulgore delle pagine..., 1988, pp. n. n. (ripr.); Rossi, in Rossi-Rovetta, 1988, p. 239, n. 55; Geddo, 1998, p. 176 e nota 81, fig. 15.

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio CVMA - Italia (Foto Studio Forini)

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)