LOMBARDIA - Sondrio
SCHEDA : Santuario della Beata Vergine della Sassella 1
TITOLO : Presepio

 

UBICAZIONE: Sondrio, santuario della Beata Vergine della Sassella, presbiterio (a destra)

DIMENSIONI: cm. 42 x 52 c.

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: II decennio sec. XVI (1511 c.)

AUTORE: Domenico Cazzanore, bottega

SOGGETTO: Presepio

NOTE CRITICHE: Collocato ab origine nella finestra a destra del presbiterio.

In basso, stemma gentilizio con due torri merlate sormontate da due aquile, appartenente alla famiglia valtellinese dei Pusterla (Gnoli Lenzi, 1938). Nel cartiglio retto dall'angelo, in caratteri capitali: "Gloria in excelsis Deo".

L'attribuzione tradizionale ad Andrea de Passeri, sostenuta principalmente dal Giussani (1912), è messa in dubbio dal Monneret de Villard (1923) e negata dal Nava (1980). Questi, notandovi influssi lombardi e nordici, assegna tentativamente il Presepio a Domenico da Blevio, con una datazione al secondo decennio del '500, e attribuisce alla stessa mano la Natività di Garzeno, quella di Morbegno e l'Annunciazione del Museo di Como (v. Como - Pinacoteca di Palazzo Volpi 4). Da parte mia (Geddo, 1998), è stato riferito alla bottega di Domenico Cazzanore da Blevio, con una datazione intorno al 1511.

Si tratta probabilmente dell'esemplare cronologicamente intermedio tra il più arcaico Presepio di Morbegno, realizzato direttamente da Domenico Cazzanore nel 1505-06 (v. Morbegno - santuario della Beata Vergine Assunta e S. Lorenzo 4), e quello più maturo di Garzeno, riferibile alla mano di un collaboratore che ho denominato Maestro di Poschiavo, 1515-20 c. (v. Garzeno - chiesa parrocchiale 3). La provenienza del vetro della Sassella, eseguito da un ignoto maestro, dalla stessa bottega comasca di Domenico, è attestata dalle numerose corrispondenze tipologiche e compositive con queste due versioni: a partire dalla figura in posa leggermente variata della Vergine, all'angelo col cartiglio e al muretto di mattoni rossi, fino al Bambino calvo sul pagliericcio e al S. Giuseppe, molto simili a quelli del Presepio di Garzeno, anch'esso arricchito di dettagli accuratamente descritti su esempi oltralpini. Tra le varianti della versione in esame è il motivo di origine nordica degli angioletti adoranti, non a caso adottato anche dal de Passeri nella Natività affrescata sull'adiacente parete del coro (Pittura in Alto Lario e in Valtellina dall'Alto Medioevo al Settecento, a cura di M. Gregori, Milano 1995, tav. 46).

E' presumibile che la vetrata sia stata donata a completamento della decorazione pittorica del presbiterio, allogata al de Passeri nel 1511. La sua datazione, precedente l'ante quem della consacrazione della chiesa (1521), non dovrebbe pertanto scostarsi di molto da questa data, come suggeriscono anche l'accento peruginesco della Madonna, mediato certamente dal canale pavese, e la tipologia del volto ancora di matrice leonardesca.

STATO DI FATTO: In discrete condizioni. Presenta due frammenti dipinti usati come vetri di rimpiazzo, pesanti ripiombature e probabili ridipinture a freddo (?) sui capelli della Vergine.

Restaurato nel 1958 da Panigati, Milano (Gianoli, 1959).

BIBLIOGRAFIA: Atti della Visita..., v. I, 1892-1894, p. 307 nota 1; Monti, 1902, p. 237; Bassi, 1912, p. 93; Giussani, 1912, p. 19; Monneret de Villard, 1918, v. I, p. 137; Monneret de Villard, 1923, v. IV, p. 88; Barelli, 1930, pp. 23-24; Gnoli Lenzi, 1938, p. 286; Gianoli, 1953, p. 80; Giussani, 1959; La Valtellina negli atti della Visita..., 1963, p. 79 nota 16; Nava, 1980, p. 101, n. 16; Leoni, 1981, pp. 68-69, fig. a p. 67; Geddo, 1998, p. 174 e nota 61.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Cristina Geddo, Milano

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)