LOMBARDIA - Morbegno
SCHEDA : Santuario della Beata Vergine Assunta e S. Lorenzo 3
TITOLO : S.Martino divide il mantello con il povero

UBICAZIONE: Morbegno (Sondrio), Santuario della B.V. Assunta e S. Lorenzo, navata (a sinistra dell'ingresso)

DIMENSIONI: cm. 86 x 53,5

PROVENIENZA: coll. originaria

CRONOLOGIA: I decennio sec. XVI (1505-1506)

AUTORE: Domenico Cazzanore (documentato)

SOGGETTO/I : S.Martino divide il mantello con il povero

NOTE CRITICHE: Conservata ab origine nel Santuario di Morbegno con altre quattro vetrate (v. Morbegno santuario della Beata Vergine Assunta e S. Lorenzo 1,2,4,5), S. Pietro, Natività di Gesù (finestre navata), rosone con Teste di cherubini (controfacciata) e Crocefissione (finestra sacrestia). I tre pannelli nelle finestre oblunghe sono installati al centro di vetrate originali a tasselli bianchi ottagonali, incorniciate da una larga fascia ornata da rombi e rosette. Il Nava (1980), notandovi influssi bramanteschi, propone l'attribuzione del S. Martino e del S. Pietro a Guglielmo della Porta, con una datazione alla fine del sec. XV. Sulla base di pagamenti al "Magister Dominichus de le Invedriate de Como" 1507), il Leone li assegna dubitativamente a Domenico da Blevio, da identificare con il maestro vetraio Domenico Cazzanore originario di Blevio, che dal 1490 subentra a Guglielmo della Porta nella direzione del cantiere del Duomo di Como. Le cinque vetrate di Morbegno provengono dunque direttamente dall'atelier della capitale e vanno considerate un parametro tipologico e stilistico a cui rapportare la produzione della regione lariana e valtellinese. Il catalogo del Cazzanore riunito attorno a questo gruppo sicuro (v. Indice per nome di artista alla voce Domenico Cazzanore) ha restituito la fisionomia artistica del maestro e della bottega comasca da lui diretta (Geddo, 1998). Al S. Martino e al corrispondente S. Pietro (v. Morbegno Santuario della Beata Vergine Assunta 2) va riferito il pagamento del 29 febbraio 1507: 120 lire e 4 soldi per "invidriatis duabus cum figuris duabus" (Archivio del Santuario, Liber credentiae, f. VIIIr; Leoni, 1981). La vetrata doveva esser installata entro il 2 agosto 1506, data di consacrazione della chiesa. Il San Martino divide il mantello con il povero (fin qui inedito) si ricollega per molti aspetti alle esperienze del Duomo milanese, da Cristoforo de Mottis a Niccolò da Varallo. La testa eroica del santo, coronata da una cascata di boccoli, presuppone gli Uomini d'arme di Bramante; mentre il realismo caricato del povero (il corpo emaciato, la pelle flaccida), così come il segno nervoso e l'uso limitato della grisaille, indicano una forte attenzione alla grafica tedesca.
Presentato alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate", Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988.

STATO DI FATTO: In cattive condizioni, presenta numerosi stop-gaps in vetro giallino e grossolane ripiombature (dovute al restauro anteriore al 1938: Gnoli Lenzi). La cornice, sconnessa, è contratta per adeguarsi al pannello probabilmente resegato.

BIBLIOGRAFIA: Monti, 1902, p. 236; Monneret de Villard, 1918, v. I, p. 137; Monneret de Villard, 1923, v. IV, p. 88; Bassi, 1912, p. 60; Gnoli Lenzi, 1938, p. 195; Orsini, 1959, p. 139; Gianoli, 1962, p. 33; Nava, 1980, pp. 96-98, n. 14c (ripr.); Leoni, 1981, pp. 66, 68, 70-71; Sosio, 1984, p. 112; [Perotti], 1992, pp. 133-134; Geddo, 1998, pp. 161, 169, 172-173.

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio CVMA - Italia (Foto Studio Forini)

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)