LOMBARDIA - Monza
SCHEDA : Museo Tesoro Serpero 1
TITOLO : Cristo risorto con la Vergine Maria e Santi

UBICAZIONE: Monza Museo Tesoro Serpero

DIMENSIONI: rosone composto da 16 lancette, cm. 135 x 55 ciascuna

PROVENIENZA:

CRONOLOGIA : fine sec. XV - inizi XVI

AUTORE: Ignoto

SOGGETTO/I : 1) Gesù Cristo; 2) Vergine Maria; 3) S.Pietro; 4) S. Andrea; 5) S. Giacomo Maggiore; 6) S. Bartolomeo; 7) S.Matteo; 8) Apostolo; 9) Apostolo; 10) S. Simone; 11) Apostolo; 12) Apostolo; 13) S. Giovanni Evangelista; 14) S. Paolo; 15) S. Elisabetta; 16) S. Giovanni Battista; pannello centrale probabilmente raffigurante un sole raggiante, (come nel rosone sostitutivo di P.Bertini, ora in situ ) mancante.

NOTE CRITICHE : Segnalata dal Melani come opera di fra’ Antonio da Monza; attribuzione confutata dal Monneret De Villard che non trova riscontri con l’unica opera firmata e certa di fra’ Antonio, la Pentecoste raffigurata nel Pontificale di Alessandro VI ( 1492-1503 ) ora all’Albertina di Vienna. E ravvisa invece negli angeli suggestioni di Niccolò da Varallo e nei santicchi del Butinone. Smontate da P.Bertini ( 1890 ) e sostituite da un nuovo rosone, le lancette furono immagazzinate in casse e, salvo un esiguo gruppo, dimenticate nel sottotetto della cattedrale. Recentemente il Brivio, ritrovata la parte dei pannelli dispersi, ha ricostituito il rosone nella sua integrità di lettura. Il recupero di questo rosone ed il suo esame ravvicinato ha permesso al Brivio di confermare in modo più puntuale le assonanze riscontrate dal monneret tra le lancette del rosone e non pochi dipinti del Butinone ( Incredulità di S.Tommaso, Pavia Civici Musei ). E di precisare le componenti di quell’humus artistico determinato per il maestro ( ma più probabilmente i maestri ), autori del rosone: la lezione di Cristoforo de’ Mottis ( Milano, Duomo, vetrata di S.Giovanni Evangelista ), Michelino da Besozzo; e la suggestione del Bramantino ( puntuali rispondenze tra il Cristo risorto e il Cristo del Bramantino, Lugano, coll. von Thyssen ), nonchè di maestri vetrai svizzeri attivi nell’area di lingua tedesca.

Presentato per la prima volta alla mostra “Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate”, Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988. ( Brivio ).

STATO DI FATTO : In cattive condizioni per la forte corrosione “a cratere”, e per l’estesa opacizzazione dovuta all’affioramento del manganese. Vari “stop-gaps”. Due teste ( lanc. 6, 16 ) sono un rifacimento tardo cinquecentesco eseguite dallo stesso cartone. Un’altra ( lanc. 11 ) è di P.Bertini ( 1890 ). Restauro conservativo: Milano, 1988, Ven. Fabbrica del Duomo, Direz. Arch. E.Brivio: eliminati piombi ottocenteschi di sutura, rincollaggio tessere fratturate.

BIBLIOGRAFIA:

  1. A.Melani, Fra’ Antonio da Monza disegnatore di una invetriata, in “Arte e Storia”, nn. 15 e 16, 1898.

  2. U.Monneret De Villard, Vetrate del duomo di Milano, Milano 1918, p. 135.

  3. A.A.V.V., Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate, catalogo della mostra, Milano 1988.

  4. E.Brivio, Il rosone del duomo di Monza, in “Seminari su le vetrate italiane: un patrimonio da salvare”, Rendiconti Istituto Lombardo, Milano 1992, pp. 121-29.

  5. M.Superchi, La corrosione dei vetri medievali, ibid. pp. 141-51.

REF. FOTOGRAFICHE :

ESTENSORE; Caterina Pirina marzo 2000