LOMBARDIA - Lodi 
SCHEDA : Museo Civico Laudense 1
TITOLO: Incoronazione della Vergine

UBICAZIONE: Lodi, Museo Civico Laudense

DIMENSIONI: cm. 48,7 x 42,7

CRONOLOGIA: seconda metà del sec. XVI

PROVENIENZA: Dono dell’Avv. Manusardi

AUTORE: Giovanni Passero Fiammingo (?) (attribuzione)

SOGGETTO/I: L'incoronazione della Vergine

NOTE CRITICHE: Il motivo della "Incoronazione della Vergine" ripetuto identico in questo pannello e nell’altro (Lodi Museo civico Laudense 2), la dimensione ridotta di ambedue , l’incompletezza della impaginazione autorizzano a supporre che i due pannelli siano frammenti che, un tempo parte di due vetrate più ampie, ne costituivano il "fondale" ricorrente; fondale dipinto utilizzando lo stesso cartone preparatorio. Circa la provenienza dei due antelli, nella scheda n. 324 del catalogo del museo civico redatto dal Martani è precisato :" Due dipinti sul vetro che ornavano i finestroni bifori della S. Incoronata sino agli ultimi restauri, ed ove sarebbe stato meglio lasciare". La provenienza dalla chiesa dell’ Incoronata è assai probante, anche se il trapasso dalla chiesa al museo, non diretto ma mediato attraverso la donazione Manusardi, può ingenerare qualche perplessità; tuttavia la provenienza dalla chiesa dell’Incoronata trova conferma nel soggetto dei pannelli, per l’appunto l’Incoronazione della Vergine .
Il Malaguzzi Valeri riporta una nota documentaria dell’archivio dell’ Incoronata di Lodi da cui risulta che per un anno circa, dal 29 dicembre 1510 al 28 ottobre 1511, frate Giovanni Antonio Visconti degli Umiliati fu impegnato ad eseguire vetrate per il complesso chiesastico; e, più precisamente, una vetrata per l’altare della Vergine, una per la sala del Consiglio, e due per la libreria. Gli Umiliati, rinomati maestri vetrai, attivi a Firenze, nel 1473 erano stati incaricati dal paratico dei Notai di Milano di eseguire la vetrata di S. Giovanni Evangelista al loro altare nel duomo di Milano. Nel 1508 fra’ Giovanni Antonio era sicuramente attivo al duomo di Milano poiché il 12 luglio 1508 è pagato dalla Fabbrica per riparazioni alla vetrata attorno all’altare di S. Maria " in medio ecclesie". Ed è verosimile supporre che la sua attività al duomo milanese gli abbia guadagnato l’incarico alla chiesa dell’Incoronata. Purtroppo non è stato possibile sinora rilegare ai dati d’archivio opera alcuna, sia pure in istato frammentario, che dia fisionomia artistica al nome di frate Giovanni Antonio Visconti. Comunque, una datazione al primo decennio del secolo risulta precoce per i due pannelli in questione: l’impiego di sanguigna e smalto su tessere di sottile vetro incolore, la resa pittorica con piccoli tocchi "compendiari", l’andamento nastriforme del piombo virtuosisticamente ruscellante ; sono elementi stlistici che inducono ad assegnare gli antelli agli ultimi anni del sec. XVI. Frate Giovanni Antonio non fu l’unico maestro vetraio attivo a Lodi: dalle note documentarie trascritte succintamente dal Caffi appare che nella seconda metà del secolo XVI in Lodi altri maestri vetrai furono impegnati nell’esecuzione di vetrate per chiese e monasteri: nel 1558 il padre guardiano del convento di S. Francesco fece rifare le vetrate; e pochi anni dopo, nel 1576 ( o 1586?) a proposito delle vetrate eseguite per la chiesa di S. Cristoforo in Lodi: il Caffi trascrive: " …Si fece nella chiesa di S. Cristoforo l’invetriata del finestrone medio sopra la porta di vetri grandi Leone ( Lione), con entro cinque figure, una Madonna, S. Michele, S. Cristoforo, S. Benedetto, S. Niccolò, più le finestre della tribuna grande: il tutto fece maestro Giovan Passero Fiamengo invidriero in Milano: venete a stare a Lodi infino fezze le date invidriate".
La conoscenza dell’attività dei maestri vetrai nella Lombardia nell’ultimo trentennio del cinquecento è tuttora limitata per lo più a note archivistiche cui corrisponde una fisionomia della temperie culturale assai lacunosa. Perdute le molte vetrate eseguite per chiese e palazzi milanesi ( ad esempio quelle eseguite per il palazzo ducale dal Perfundavalle), la personalità artistica dei maestri vetrai è definibile solo attraverso la lettura delle loro vetrate ancora conservate nel duomo milanese: Corrado Mochis da Colonia ( V. Milano Duomo 24, 25), Pellegrino Tibaldi ( V. Milano Duomo 30), Giovanni da Monte (V. Milano Duomo 25,29, 32, 33 ), Valerio Perfundavalle e P.Angelo Sesini ( v. Milano Duomo 28), Carlo Urbini da Crema ( V. Milano Duomo 31). Un corpus di vetrate consistente ma insufficiente per una conoscenza dell’arte vetraria lombarda manieristica.
Maestro Giovan Antonio Passero fiamengo doveva essere verosimilmente essere uno dei quei maestri stranieri che, (come il Marcillat), aggiornati sui nuovi modi di dipinger vetrate vennero in Italia attratti da allettanti possibilità di lavoro.Un maestro vetraio affermato nell’ambiente milanese, che aveva senza dubbio la possibilità di ritirare quantitativi del pregiato e costoso vetro " di Leone" [di Lione] di cui la Fabbrica del Duomo di Milano in quegli anni aveva importato ingenti partite. E’ plausibile supporre che durante il suo soggiorno in Lodi non si sia limitato a dipingere le vetrate per la chiesa di S. Cristoforo. Ma anche per questo maestro vetraio non è stato possibile trovar traccia di alcuna delle sue vetrate, eseguite sia in Milano che in Lodi. Nonostante l’attribuzione dei due pannelli laudensi al Passero da un punto di vista stilistico risulti probante, essa non confortata da supporto documentario ha solo valore propositivo, e si attende una successiva indagine che illumini sull’arte vetraria lombarda alla seconda metà del sec.XVI. Presentato alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate" Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, CVMA- Italia, Milano 1988

STATO DI FATTO: Il pannello, come l’altro dello stesso soggetto, ( (V. Lodi Museo Civico Laudense 2), è inserito in una cornice lignea. Presenta varie fratture ed alcune grossolane rimpiombature di sutura che alterano l’elegante ductus dei piombi di legamento. Alcune tessere di rimpiazzo. Qualche lieve rinforzatura e ritocco della sanguigna.

COMMITTENZA: ignota

BIBLIOGRAFIA:

REF. FOTOGRAFICHE: Fototeca CVMA- Italia (foto Studio Forini)

ESTENSORE: Caterina Pirina (gennaio 2000)