LOMBARDIA - Livo
SCHEDA : Chiesa parrocchiale 1
TITOLO : Madonna che allatta il Bambino

UBICAZIONE: chiesa parrocchiale di S. Giacomo, navata destra

DIMENSIONI: cm. 45 x 35 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: dalla vecchia parrocchiale di S. Giacomo a Livo

CRONOLOGIA: III decennio sec. XVI (1520-1525 c.)

AUTORE: Domenico Cazzanore, bottega

SOGGETTO: Madonna che allatta il Bambino

NOTE CRITICHE: Già collocata nella finestra della cappellina dedicata a S. Rocco nella vecchia parrocchiale di S. Giacomo a Livo (Atti della Visita..., 1895-1898); fu spostata dopo il 1966 nell'attuale, dove occupa la finestra al fondo della navata destra.

Segnalata per la prima volta dal Monti (Atti della Visita..., 1895-1898), è assegnata dubitativamente al de Passeri dal Malaguzzi Valeri (1904). La Gatti Perer (1966) la ritiene "quattrocentesca o dei primi decenni del Cinquecento", mentre il Nava (1980) la colloca tra il 1510 e il 1530, attribuendola tentativamente a Domenico da Blevio ed accostandola alla Madonna col Bambino di Brienno (v. Brienno - chiesa parrocchiale 1); il Natale (1981) la collega a quella analoga di Como (v. Como - Pinacoteca di Palazzo Volpi 1). Da parte mia (Geddo, 1998), è stata ricondotta alla bottega di Domenico Cazzanore da Blevio e inserita, col S. Martino di Pianello Lario (v. Pianello Lario - chiesa parrocchiale 1), nel filone di influenza luinesca che percorre la pittura lariana a partire dal terzo decennio del '500.

Il fregio graffito della cornice, affine a quello della Sant'Agata di Gravedona (1520) riferibile a un allievo di Domenico denominato Maestro di Brienno (v. Gravedona - chiesa di S. Maria dele Grazie 2), accerta la provenienza del vetro dal laboratorio comasco del Cazzanore. L'autore che l'ha eseguito non sembra tuttavia riconoscibile in altre vetrate della zona.

La Madonna che allatta il Bambino adotta un modello iconografico e compositivo di carattere devozionale largamente diffuso tra Quattro e Cinquecento: dagli esemplari del Bergognone (tondo sulla volta della sacrestia della Certosa di Pavia e polittico in collezione Borromeo proveniente dalla stessa Certosa) a quelli di influenza zenaliano-leonardesca (affreschi nella chiesetta del Soccorso di Uboldo del 1507 e nella chiesa di Monasterolo di Inzago: P.C. Marani, in Pittura tra Ticino e Olona, Varese e la Lombardia nord-occidentale, a cura di M. Gregori, Milano 1992, tav. 58; M. Natale, in Pittura in Brianza e in Valsassina dall'Alto Medioevo al Neoclassicismo, a cura di M. Gregori, Milano 1993, tav. 64). A differenza di questi ultimi, la Madonna di Livo sembra registrare un'influenza di Bernardino Luini, forse autore di un perduto prototipo a cui potrebbe aver attinto anche l'analoga, più tarda Madonna allattante della parrocchiale di Stazzona in Valtellina (E. Bassi, La Valtellina. Guida illustrata, 2 ed., Sondrio 1912, p. 163, fig. 166).

Il raffinato fregio classico della panca, il modellato plastico e soprattutto l'accento luinesco inviterebbero a collocare la vetrata intorno alla prima metà del terzo decennio del '500.

STATO DI FATTO: In avanzato stato di degrado: i piombi sfioriti non trattengono più le tessere vitree, il telaio è dissestato, e il pannello presenta un grave spanciamento e il dissesto delle tessere della bordura in procinto di cadere. Una spessa coltre di sporcizia si è depositata sul pannello non protetto da adeguata controvetrata, con rischio di una aggressione da parte di microrganismi.

BIBLIOGRAFIA: Atti della Visita..., v. II, 1895-1898, p. 171 nota; Malaguzzi Valeri, 1904, p. 358; Zecchinelli, 1951, p. 89; Thieme-Becker, 1932, v. XXVI, p. 283; Zecchinelli, 1966, p. 91; Gatti Perer, 1966, p. 120 nota 37, fig. 45; Nava, 1980, pp. 92-93, n. 11 (ripr.); Natale, 1981, p. 20; Rossi, in Rossi-Rovetta, 1988, p. 208, n. 39.31; Geddo, 1998, pp. 176-177 e nota 83.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Cristina Geddo, Milano

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)