LOMBARDIA - Gravedona
SCHEDA : Chiesa S. Maria delle Grazie 3
TITOLO : Vergine Assunta

UBICAZIONE: Gravedona (Como), chiesa di S. Maria delle Grazie, controfacciata (rosone)

DIMENSIONI: diametro cm. 200 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: X decennio sec. XV (1496 c.)

AUTORE: Domenico Cazzanore

SOGGETTO: Vergine assunta

NOTE CRITICHE: Presente ab origine nella chiesa agostiniana osservante di S. Maria delle Grazie a Gravedona con altri due vetri Madonna col Bambino e S. Agata, ciascuno di mano diversa (v. Gravedona - S. Maria delle Grazie 1 e 2).

Il Nava (1988), accostandola all'Assunta di Bartolomeo Benzi nel polittico in S. Maria di Vico a Nesso del 1500 (Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, a cura di M. Gregori, Milano 1994, tav. 58), assegna la vetrata ad un artista della cerchia di Guglielmo della Porta e la data all'ultimo decennio del '400. Mentre il Rovetta (1988) la ritiene stilisticamente ingiudicabile, a causa del cattivo stato di conservazione. Da parte mia (Geddo, 1998), è stata ascritta al catalogo di Domenico Cazzanore, con una datazione prossima al 1496.

L'Assunta in abito monacale, ieratica come un idolo, è raffigurata entro un sole fiammato (il monogramma bernardiniano che ricorre anche sull'arcone presbiteriale); il tondo centrale è circondato da un portico a dodici arcate di colori diversi con dodici teste d'angeli nei pennacchi, che rimanda alla simbologia della Gerusalemme celeste (Rovetta, 1988).

La Madonna è quasi l'immagine specchiata dell'Assunta di Bartolomeo Benzi affrescata sulla parete presbiteriale e datata 4 maggio 1496 (ripr. da D. Pescarmona, Bartolomeo de Benzi pittore di Torno, in Rossi-Rovetta, 1988, p. 101, fig. 167): la vetrata va dunque agganciata alla prima campagna decorativa della chiesa, conclusa in tale data. L'attribuzione al capomaestro vetraio Domenico Cazzanore, allievo di Guglielmo della Porta e a lui subentrato dal 1490 nella direzione del cantiere del Duomo di Como, si fonda tanto sulla cronologia precoce quanto sull'alta qualità della vetrata e sulle analogie stilistiche che la legano al gruppo autografo di Morbegno, documentato agli anni 1505-06 (v. Morbegno - santuario della Beata Vergine Assunta e S. Lorenzo 1-5). Col S. Pietro e il S. Martino in particolare (2-3), l'Assunta condivide la saldezza monumentale della figura e il segno vigoroso ed energico, oltre ai motivi decorativi della bordura a tondini del manto e della classica cornice a ovoli; mentre le testine di angioletti richiamano da vicino le Teste di cherubini del rosone di Morbegno (1). Con la contemporanea Annunciazione del Museo di Como, assegnabile agli anni 1490-95 c. (v. Como - Pinacoteca di Palazzo Volpi 4), la spettacolare vetrata di Gravedona viene dunque a testimoniare la prima fase di attività dell'officina comasca di Domenico da Blevio, risarcendoci della perdita dei coevi finestroni della Cattedrale da lui realizzati.

STATO DI FATTO: In grave stato di degrado e di pericolo. Il reticolo dei piombi è sconnesso e lo spanciamento della vetrata ha provocato la frattura e conseguente caduta di molte tessere vitree: nel sole fiammato, nella veste della Vergine, in molte colonnette, nella cornice del monogramma, in numerosi tondelli. Le parallele barre di rinforzo nel medaglione centrale e quelle circolari nella ruota raggiata non hanno ormai capacità di ancoraggio dei pannelli. La foderatura di materiale plastico (?), oltre ad offuscare la luminosità della vetrata, anziché costituire una barriera a sporcizia e umidità, coadiuva al degrado.

BIBLIOGRAFIA: Atti della Visita..., v. II, 1895-1898, p. 167 nota; Monti, 1902, p. 453; Motti, 1938, p. 32; Zecchinelli, 1951, pp. 50-51; Zecchinelli, 1966, pp. 82-83; Nava, 1980, p. 91, n. 10a; Rovetta, in Rossi-Rovetta, 1988, pp. 170-171, n. 33.1; Geddo, 1998, pp. 165, 169 e nota 40.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Cristina Geddo, Milano

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)