LOMBARDIA - Gravedona
SCHEDA : Chiesa S. Maria delle Grazie 2
TITOLO : S. Agata

UBICAZIONE: Gravedona (Como), chiesa di S. Maria delle Grazie, cappella di S. Agata (a sinistra dell'abside)

DIMENSIONI: cm. 40 x 40 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: III decennio sec. XVI (1520)

AUTORE: Maestro di Brienno (bottega di Domenico Cazzanore)

SOGGETTO: S. Agata

NOTE CRITICHE: Presente ab origine nella chiesa agostiniana osservante di S. Maria delle Grazie a Gravedona con altri due vetri Madonna col Bambino e Vergine assunta (rosone), ciascuno di mano diversa (v. Gravedona - S. Maria delle Grazie 1 e 3). E' inserito nell'oculo che sormonta l'ancona ad affresco dei SS. Agata e Nicola da Tolentino.

Il Nava (1980), che lo vede in rapporto con le vetrate pavesi dell'ambito dei de Mottis e lo accosta al S. Paolo di Garzeno (v. Garzeno - chiesa parrocchiale 2), l'attribuisce ad un artista della cerchia di Guglielmo della Porta, datandolo al primo decennio del '500. Il Rovetta (1988) cita lo stemma dipinto nello sguancio dell'oculo, che riunisce i simboli araldici delle principali famiglie gravedonesi. Da parte mia (Geddo, 1998), il vetro è stato datato al 1520 e ascritto al catalogo del cosiddetto "Maestro di Brienno", un maestro vetraio di notevole sensibilità collegato alla bottega comasca di Domenico Cazzanore (v. Indice per nome di artista alla voce Maestro di Brienno).

L'attribuzione è sostenibile sulla base delle puntuali corrispondenze della S. Agata con la Madonna col Bambino e i SS. Giovanni Battista e Vittore di Brienno, 1510-15 c. (v. Brienno - chiesa parrocchiale 1 e 2), tanto negli elementi paesaggistici (le piantine e gli alberelli a felce graffiti sulla grisaille), come nella tipologia femminile del volto ovalizzato dagli occhi tondeggianti e nelle caratteristiche cadenze del panneggio. Il ricco fregio della cornice è analogo a quello della Madonna allattante di Livo (v. Livo - chiesa parrocchiale 1), legata anch'essa all'atelier di Domenico. La S. Agata dialoga agevolmente anche con il gruppo abbastanza consistente di vetrate lariane riferibili al Maestro di Brienno, in particolare col S. Stefano di Stazzona (v. Stazzona - chiesa parrocchiale 2), con cui condivide l'influenza del pittore Bernardino de Donati, che è non a caso l'autore dell'ancona di S. Agata (sulla quale v. Rovetta, in Rossi-Rovetta, 1988, pp. 175-177, n. 33.5, e Rovetta, in Pittura in Alto Lario e in Valtellina dall'Alto Medioevo al Settecento, a cura di M. Gregori, Milano 1995, p. 242, tav. 55). La data dell'affresco, 1° febbraio 1520, va estesa anche alla vetrata, realizzata certamente a complemento della decorazione pittorica.

STATO DI FATTO: In stato di grave degrado. Il reticolo dei piombi, che sfioriti non trattengono le tessere vitree, è sconnesso, spanciato e in più punti rotto; a sinistra mancano due listelli della bordura, e vicino all'aureola della santa si notano schegge mancanti. Il pannello è stato probabilmente resegato alla base, ove mancano i piedi della santa.

BIBLIOGRAFIA: Atti della Visita..., v. II, 1895-1898, p. 167 nota; Monti, 1902, p. 453; Motti, 1938, p. 32; Zecchinelli, 1951, pp. 50-51; Zecchinelli, 1966, pp. 82-83; Nava, 1980, p. 91, n. 10c; Rovetta, in Rossi-Rovetta, 1988, p. 177, n. 33.5; Geddo, 1998, p. 176 e nota 82, fig. 16.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Cristina Geddo, Milano

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)