LOMBARDIA - Gravedona
SCHEDA : Chiesa S. Maria delle Grazie 1
TITOLO : Madonna con il bambino

UBICAZIONE: Gravedona (Como), chiesa di S. Maria delle Grazie, coro (oculo centrale)

DIMENSIONI: diametro cm. 10 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: collocazione originaria (?)

CRONOLOGIA: I decennio sec. XVI (1500-1510 c.)

AUTORE: Domenico Cazzanore, bottega (Maestro di Poschiavo?)

SOGGETTO: Madonna col Bambino

NOTE CRITICHE: Conservato nella chiesa agostiniana osservante di S. Maria delle Grazie a Gravedona con altri due vetri S. Agata eVergine assunta (rosone), ciascuno di mano diversa (v. Gravedona - S. Maria delle Grazie 2 e 3).

La presenza originaria del piccolo tondo nella sede attuale non è sicura (v. "Stato di fatto"). Si può ipotizzare che esso provenga dalla chiesa dei SS. Gusmeo e Matteo di Gravedona e che sia stato montato nell'oculo absidale di S. Maria delle Grazie in occasione dei restauri del 1938. Infatti, a differenza degli altri due, questo vetro è segnalato per la prima volta dal Motti (1938), mentre è ignorato dal Monti (1895-1898) che invece accenna alla presenza di vetri dipinti nell'altra chiesa (S. Monti, Storia ed Arte nella Provincia ed antica Diocesi di Como, Como 1902, p. 236), dove attualmente non risultano vetrate.

Il Nava (1980) lo assegna ad artista "imbevuto di cultura nordica", datandolo attorno al 1500. Da parte mia (Geddo, 1998), ne ho proposto dubitativamente l'attribuzione al "Maestro di Poschiavo", un artista collegato alla bottega vetraria comasca di Domenico Cazzanore così denominato dagli antelli del Museo di Zurigo provenienti dalla chiesa di Poschiavo (v. Indice per nome di artista alla voce Maestro di Poschiavo), con un'ipotesi di datazione al secondo decennio del '500.

La Madonna col Bambino contempera i riferimenti lombardi con forti suggestioni transalpine. Quanto resta del bordo scontornato suggerisce la presenza di un'incorniciatura prospettica a fasce bicrome bianche e rosse, ispirata evidentemente ai tondi con busti di Apostoli affrescati dal Foppa alla base della cupola della cappella Portinari in S. Eustorgio (v. Vincenzo Foppa. la cappella Portinari, a cura di L. Mattioli Rossi, Milano 1999, tavv. 172-179). Mentre il motivo del Bambino dal corpo gracile, avvinghiato al collo della Vergine coronata, fa pensare a una desunzione da modelli nordici. La testa della Madonna è tipologicamente affine a quella della Vergine adorante della Natività di Morbegno, opera autografa di Domenico Cazzanore databile al 1505-06 (v. Morbegno - santuario della Beata Vergine Assunta e S. Lorenzo 4). Invece le caratteristiche mani dalle lunghe dita affusolate sono molto simili a quelle del S. Paolo e della Madonna nel Presepio di Garzeno (1515-20 c.), riferibili al Maestro di Poschiavo (v. Garzeno - chiesa parrocchiale 2 e 3), artista al quale sembrerebbe rinviare anche il Bambino dalla tunichetta riccamente panneggiata, confrontabile con quello della Madonna in trono di Zurigo del 1503 c. (v. Zurigo - Landesmuseum 1; Geddo, 1998, p. 173, fig. 6). Su questi presupposti, confermerei con riserva il riferimento al Maestro di Poschiavo, anticipando tuttavia la datazione della vetratina al primo decennio del '500.

STATO DI FATTO: In precarie condizioni di conservazione: la vetrata non è protetta da adeguata controvetrata ma da una intelaiatura di barre e da una foderatura di materiale plastico (?) che ne offusca la luminosità e, anziché costituire un riparo, trattiene veli di sudiciume.

L'esiguità delle dimensioni del tondo figurato rispetto a quelle della cornice costituita da tondelli incolori, e una certa rigidezza lineare nel ductus dei piombi, danno l'impressione (basata su una lettura non ravvicinata della vetrata in situ) che l'attuale inserimento del piccolo tondo con la Vergine entro la raggiera di tondelli incolori sia frutto di una ricomposizione dovuta ad un restauro forse ottocentesco (Caterina Pirina, comunicazione verbale), e che gli originali tratti disegnativi abbiano subito un "ripasso" ottocentesco con grisaille rossastra. Elementi da verificare in fase di smontaggio della vetrata.

BIBLIOGRAFIA: Motti, 1938, p. 32; Zecchinelli, 1951, pp. 50-51; Zecchinelli, 1966, pp. 82-83; Nava, 1980, p. 91, n. 10b; Rovetta, in Rossi-Rovetta, 1988, p. 170, n. 33.1; Geddo, 1998, p. 174 e nota 63.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Cristina Geddo, Milano

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)