LOMBARDIA - Garzeno
SCHEDA : Chiesa Parrocchiale 3
TITOLO : Presepio

UBICAZIONE: Garzeno (Como), chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, navata sinistra

DIMENSIONI: cm. 50 x 40 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: II decennio sec. XVI (1515-1520 c.)

AUTORE: Maestro di Poschiavo (bottega di Domenico Cazzanore)

SOGGETTO/I : Presepio

NOTE CRITICHE

Collocato ab origine nella chiesa di Garzeno, con il S. Paolo dello stesso autore e un preesistente S. Pietro (v. Garzeno - chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo 2 e 1). E' installato nella finestra al fondo della navata sinistra, sopra l'altare della Madonna.

Iscrizione a caratteri capitali nel cartiglio retto dagli angeli: "Gloria in excelsis Deo".

Il Nava (1980), supponendolo di mano diversa e successiva rispetto al S. Paolo, attribuisce tentativamente il Presepio a Domenico da Blevio e lo data entro il primo quarto del '500; inoltre, ravvisa elementi comuni con i Presepi della Sassella e di Morbegno. Il Rovetta (1988) vi aggiunge un accostamento all'Immacolata di Dongo (v. Dongo - chiesa di S. Maria in Martinico 1) e soprattutto al polittico di Moltrasio di Ludovico de Donati (1507). Da parte mia (Geddo, 1998) ho inserito il Presepio, con il S. Paolo, nel corpus del "Maestro di Poschiavo", così denominato dagli antelli del Museo di Zurigo provenienti dalla chiesa di Poschiavo (v. Indice per nome di artisti alla voce Maestro di Poschiavo): un maestro vetraio collegato alla bottega comasca di Domenico Cazzanore da Blevio e a lui vicinissimo.

L'attribuzione si fonda sulle corrispondenze tipologiche e stilistiche con la vetrata a cinque antelli del Museo di Zurigo, databile intorno al 1503 (G.C. Sciolla, Contributi per la storia della pittura lombarda nella seconda metà del Quattrocento, in "Arte Lombarda", vol. XII, n. 1, 1977, pp. 51-52, 54, figg. 3-7; Geddo, 1998, p. 173, figg. 6-7): in particolare, tra la testa del S. Giuseppe e quelle dell'Eterno e del S. Pietro; gli angioletti e la Vergine adorante e la Madonna in trono e angioletti musicanti (si veda la pienezza del volto e la folta capigliatura ondulata); infine, gli alberi sullo sfondo e quelli nel pannello con gli Oranti, in entrambi i casi definiti da un tratteggio a segmenti convessi.

Il reimpiego per la figura della Vergine del più arcaico modello della Madonna adorante della Natività di Morbegno, opera autografa di Domenico Cazzanore, 1505-06 c. (v. Morbegno - santuario della B.V. Assunta e S. Lorenzo 4), attesta il collegamento del Presepio di Garzeno con la bottega di Domenico. Le affinità tra quest'ultimo e il Presepio della Sassella, riferibile ad altro autore (v. Sondrio - santuario della Beata Vergine della Sassella 1), accertano la provenienza di entrambi i vetri dal medesimo atelier. Il modello compositivo basilare di queste Natività, riedito di volta in volta con varianti, si situa a mezza strada tra la cultura lombarda e quella nordica.

L'appartenenza del S. Paolo alla stessa mano del Presepio si evince anche dal dettaglio comune delle dita sottili e dall'ampio uso del giallo d'argento. Mentre lo stacco nella resa dei paesaggi, sbozzato con rapidi tocchi il primo, accurato e ricco di particolari il secondo, potrebbe essere indicativo di un divario cronologico tra i due vetri. Le forme piene del Presepio suggerirebbero una datazione al secondo decennio del '500, presumibilmente vicina al 1520. Presentato alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate", Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988.

STATO DI FATTO: In buone condizioni, salvo numerose pesanti ripiombature di sutura. Privo della bordura originale.

BIBLIOGRAFIA: Zecchinelli, 1951, p. 114; Nava, pp. 89-90, n. 9c; Rovetta, in Rossi-Rovetta, 1988, pp. 27, 148, fig. 27; Geddo, 1998, pp. 172-174 e nota 59, fig. 9.

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio C.V.M.A. Italia, Foto Studio Forini

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)