LOMBARDIA - Garzeno
SCHEDA : Chiesa Parrocchiale 2
TITOLO : S. Paolo

UBICAZIONE: Garzeno (Como), chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, presbiterio (a destra)

DIMENSIONI: cm. 70 x 50 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: III decennio sec. XVI (1520-1525 c.)

AUTORE: Maestro di Poschiavo (bottega di Domenico Cazzanore)

SOGGETTO/I : S.Paolo

NOTE CRITICHE: Collocato ab origine nella chiesa di Garzeno, come indica il soggetto del santo titolare, con il corrispondente S. Pietro (preesistente) e il Presepio riferibile allo stesso autore (v. Garzeno, chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo 1 e 3).

Iscrizione a caratteri capitali nell'aureola: "Sanctus Paulus apo".

Il Nava (1980), supponendolo di mano diversa e antecedente rispetto al Presepio, lo data al primo decennio del '500 e lo riferisce ad un artista della prima generazione attivo nel Duomo di Como, forse Guglielmo della Porta; allo stesso autore assegna il S. Pietro di Como (v. Como, basilica di S. Fedele 1). Da parte mia (Geddo, 1998) ho inserito il S. Paolo, con il Presepio, nel corpus del "Maestro di Poschiavo", così denominato dagli antelli del Museo di Zurigo provenienti dalla chiesa di Poschiavo (v. Indice per nome di artisti alla voce Maestro di Poschiavo): un maestro vetraio collegato alla bottega comasca di Domenico Cazzanore e a lui vicinissimo.

L'attribuzione è fondata sul rapporto stringente col S. Pietro di Zurigo, databile intorno al 1503 (Geddo, 1998, p. 173, fig. 7), affine al S. Paolo nella fisionomia, nel trattamento di barba e capelli, nel tipico tracciato grafico del panneggio di ascendenza ferrarese e nell'impianto prospettico delle lastre del pavimento. L'impaginazione ariosa entro l'ampia arcata aperta sul paesaggio sembra ispirata al trittico di Berbenno di Ludovico de Donati del 1512 (ripr. in Pittura in Alto Lario e in Valtellina dall'Alto Medioevo al Settecento, a cura di M. Gregori, Milano 1995, tav. 42). L'aggiornamento sul de Donati, unito allo slancio della figura e all'enfasi della posa, suggeriscono di situare la vetrata in una fase avanzata dell'attività del Maestro di Poschiavo, probabilmente all'inizio del terzo decennio.

L'appartenenza del S. Paolo alla stessa mano del Presepio si evince anche dal dettaglio comune delle dita sottili e dall'uso esteso del giallo d'argento. Mentre lo stacco nella resa dei paesaggi, sbozzato con rapidi tocchi di nero il primo, accurato e particolareggiato il secondo, potrebbe essere indicativo di un divario cronologico tra i due vetri.

Presentato alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate", Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988.

STATO DI FATTO: In buone condizioni, salvo alcune fratture pesantemente ripiombate e uno stop-gap in vetro moderno.

BIBLIOGRAFIA: Zecchinelli, 1951, p. 114; Zecchinelli, 1966, p. 66; Nava, 1980, pp. 89-90, n. 9b (ripr.); Rovetta, in Rossi-Rovetta, 1988, pp. 148-149; Geddo, 1998, pp. 172-174 e nota 59, fig. 8.

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio C.V.M.A. Italia, Foto Studio Forini

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)