LOMBARDIA Milano - Duomo
SCHEDA : Milano Duomo 24
TITOLO : Vetrata di S. Caterina d'Alessandria

UBICAZIONE: Milano Duomo Fin. s VII.

DIMENSIONI: Fin. a 4 lancette conclusa da trilobi e rosone: alt. cm. 2254 x 393. Pannelli rett. cm. 118 x 74; trilobi cm. 72 x 65.

PROVENIENZA: Milano Duomo. Collocazione originaria (fin. s VII).

CRONOLOGIA: 1549-1557.

AUTORE/I: Biagio e Giuseppe Arcimboldi (ideazione); Corrado Mochis da Colonia (esecuzione).

COMMITTENZA: Ven. Fabbrica del Duomo di Milano (1548, contratto di lavoro) in sostituzione di una precedente vetrata quattrocentesca perduta, già dedicata alla santa.

SOGGETTO/I: 15a) Genitori della santa pregano Dio perché conceda loro figli (P. Bertini); 15b) Nascita di S. Caterina (G. Arcimboldi); 15c) La santa è affidata ad una istitutrice cristiana (B. Arcimboldi); 15d) S. Caterina prega il Crocifisso (B. Arcimboldi); 14a) Si dedica allo studio della filosofia e delle scienze (B. Arcimboldi); 14b) Un Angelo le consiglia di abbracciare lo stato virginale (B. Arcimboldi); 14c) L'imperatore Massimino la manda a chiamare per lettera (G. Arcimboldi); 14d) La santa chiede consiglio ad un eremita (B. arcimboldi); 13a) Le appare la Madonna col Bambino (B. Arcimboldi); 13b) La santa è battezzata dall'eremita (B. Arcimboldi); 13c) In una visione Gesù la prende in sposa (B. Arcimboldi); 13d) L'eremita la istruisce sui Vangeli (B. Arcimboldi); 12a) La santa esorta l'imperatore a lasciare l'idolatria (G. Arcimboldi); 12b) L'imperatore adora gli idoli (G. Arcimboldi); 12c) La santa s'intrattiene con l'imperatore sulla vera fede (G. Arcimboldi); 12d) L'imperatore spedisce un messo per invitare i sapienti ad una disputa (G. Arcimboldi); 11a) Un sapiente legge con stupore l'invito imperiale (G. Arcimboldi); 11b) I sapienti si prostrano davanti all'imperatore (B. Arcimboldi); 11c) Caterina disputa con i dotti sull'idolatria e sulla fede cristiana (G. Arcimboldi); 11d) I sapienti testimoniano la loro fede cristiana all'imperatore (B. Arcimboldi); 10a) L'imperatore condanna a morte i sapienti (G. Arcimboldi); 10b) I sapienti sono condotti in carcere (G. Arcimboldi); 10c) Il carceriere li conduce in prigione (G. Arcimboldi); 10d) La santa incoraggia i sapienti (B. Arcimboldi); 9d) I sapienti sono bruciati al rogo (G. Arcimboldi); 9a) Vengono sepolte le ceneri dei sapienti (G. Arcimboldi); 6b) L'imperatore tenta di smuovere Caterina dalla sua fede (G. Arcimboldi); 6c) La santa è condotta in carcere (G. Arcimboldi); 5a) L'imperatrice cerca di distogliere Caterina dalla sua fede (B. Arcimboldi); 5b) La santa è ricondotta in carcere (G. Arcimboldi); 5c) Discute di nuovo con l'imperatore (G. Arcimboldi); 5d) L'imperatore ordina di spogliare la santa (B. Arcimboldi); 4a) Flagellazione di S. Caterina (B. Arcimboldi); 4b) E' condotta nuovamente in carcere (G. Arcimboldi); 4c) Un Angelo le appare in carcere (B. Arcimboldi); 4d) L'imperatrice e il comandante Porfirio la visitano in carcere (B. Arcimboldi); 3a) La santa riconferma la sua fede davanti all'imperatore (G. Arcimboldi); 3b) L'imperatore ordina il supplizio della ruota (G. Arcimboldi); 3c) La ruota del supplizio va in pezzi e Caterina è incolume (B. Arcimboldi); 3d) L'imperatrice e Porfirio la visitano in carcere e si convertono (B. Arcimboldi); 2a) L'imperatrice si presenta ad un sacerdote (B. Arcimboldi); 2b) L'imperatrice intercede presso l'imperatore (G. Arcimboldi); 2c) L'imperatrice conferma la sua fede (G. Arcimboldi); 2d) Caterina conforta l'imperatrice che s' avvia al martirio (B. Arcimboldi); 1a) Sepoltura dell'imperatrice in un cimitero cristiano (B. Arcimboldi); 1c) La santa comunica all'imperatore il severo giudizio di Dio (G. Arcimboldi); 1b) La santa è decapitata (G. Arcimboldi); 1d) Gli angeli trasportano sul Monte Sinai il corpo senza vita di Caterina (B. Arcimboldi); 18a) Angelo annunziante (pannello sinistro di dittico) opera di B. Arcimboldi; 18d) Vergine annunziata (pannello destro di dittico) opera di B. Arcimboldi; 16a, 16d, 17a e 17d) Grotteche ( Angioletti alati con motivi di fiori e frutta) (trilobi) opera di G. Arcimboldi; 6a, 6d, 7a, 7b, 7c, 7d, 8a, 8b, 8c, 8d, 9b e 9c: Grottesche (Intreccio di fiori e trofei di frutta, testine alate e cherubini) (pannelli mistilinei) opera di G. Arcimboldi; Rosone con trafori a corolla: Grottesche (teste di cherubino intrecciate a racemi di foglie) (G. Arcimboldi).

NOTA: Per le vetrate cinquecentesche del Duomo di Milano si mantiene la numerazione ufficiale del C.V.M.A. anche se, per alcune di esse, la lettura delle vicende agiografiche può partire dall'alto piuttosto che dal basso o viceversa. Ciò a causa della diversa collocazione assegnata ai singoli antelli all'interno della vetrata.

NOTE CRITICHE: Alla fin. sVII è documentata la presenza di una precedente vetrata perduta dedicata alla santa (1438-1451) eseguita da Giovanni da Marliano, Michelino da Besozzo e Stefano da Pandino. L'attuale vetrata cinquecentesca, opera dei pittori milanesi Biagio e Giuseppe Arcimboldi, è documentata da numerosi pagamenti (1549-1557). La trasposizione in vetro è affidata al renano Corrado Mochis da Colonia, operante ininterrottamente (1544-1569) nel cantiere vetrario del Duomo (v. Duomo, n.). La realizzazione della vetrata avviene in momenti diversi: una prima fase (1549-1551) vede i due Arcimboldi lavorare assieme all'esecuzione dei disegni preparatori; nel 1551 Biagio abbandona definitivamente i lavori lasciando al figlio Giuseppe l'incarico di portare a termine l'opera, conclusa nel 1556 come dimostra la data stessa posta su quattro cartigli all'altezza delle ghimberghe. La vetrata presenta caratteri stilistici diversi: gli antelli di Biagio rivelano un tratto dolcemente patetico reso elegante da tinte tenui e luminose; Giuseppe invece, conferisce ai propri vetri connotazioni cerebrali e bizzarre, tipiche del manierismo, non ravvisabili nei precedenti (1545-1549) antelli del Vecchio Testamento (v. Duomo n. ) ma caratterizzanti la sua posteriore (1562-1585) attività alla corte di Praga.

Di estremo interesse il partito ornamentale costituito dagli antelli mistilinei degli strafori e dal rosone, sia perché esso, assieme a quello della vetrata di S. Caterina da Siena (v. Milano Duomo 25) è l’unico rosone delle vetrate quattro-cinquecentesche ancora esistente nella cattedrale milanese, sia perché esso costituisce uno dei più significativi esempi di vetrate a grottesca.

STATO DI FATTO: In buone condizioni nonostante numerose ridipinture. L'intero partito decorativo (sforamine e rosone) conservano intatta la loro autenticità. Primo restauro nel sec. XVII (G. B. Lampugnano). Riassetto iconografico del Can. Luigi Zerbi (3 nov. 1881) in funzione del restauro "integrativo" di P. Bertini (1881-1890), voluto anche per riparare i danni provocati da una rovinosa grandinata (13 giugno 1874). 1968-1972 Ven. Fabbrica del Duomo, Direz. Arch. E. Brivio: spolvero, pulitura dei vetri con sostanze detergenti a base di polifosfati, sciacquatura con acqua distillata, rimpiombatura parziale, sostituzione dei telai in ferro con altri in bronzo-marina. Rifacimento reti protettive con telai in bronzo-marina e maglie in filo di rame. Nessuna controvetrata. L'originario antello cinquecentesco con la Flagellazione della santa, opera di Biagio Arcimboldi ora conservato nel Museo del Duomo di Milano, fu rinvenuto da E. Brivio nei sotterranei del Duomo durante il restauro.

BIBLIOGRAFIA: v. Bibl, Milano, Duomo. - Vetrate Cinquecentesche

REFERENZE FOTOGRAFICHE: Fototeca Dr. Laura Monciardini

ESTENSORE : Laura Monciardini, marzo 1998.