LOMBARDIA Milano-Duomo
SCHEDA : Milano Duomo 103
TITOLO : L’incredulità di San Tommaso

UBICAZIONE: Milano, Duomo Fin. sXIX, pannello 5b

DIMENSIONI: cm 117 x 69

PROVENIENZA: Milano, Duomo Fin. sII (pannello erratico)

CRONOLOGIA: metà sec. XVI

AUTORE : Antonio de …, Cornelio fiammingo, Battista de Putheo (disegni) attr., Corrado Mochis da Colonia (vetri)

COMMITTENZA: Ven. Fabbrica del Duomo

SOGGETTO/I: Interessante è la rappresentazione di questo episodio mutuata dall’incisione di Duerer, ma liberamente parafrasata. Identico è il Cristo: il corpo leggermente arcuato, la testa reclinata verso San Tommaso, l’atto di accompagnare l’incredulo apostolo a toccare le ferite, il braccio sinistro alzato per benedire, le gambe appena divaricate. Completamente diverso è quanto sta attorno. L’autore, rispetto al modello, ha ridotto il numero degli apostoli, in ragione anche dell’esiguo spazio a disposizione, scegliendo di collocare la scena in un vano quadrato e non sotto una volta. Nonostante la minor complessità compositiva, il vetro risulta ugualmente articolato grazie ai diversi atteggiamenti delle figure, che si pongono quasi come modelli di comportamento per i riguardanti: San Tommaso è inginocchiato, a sinistra un gruppo di apostoli colloquia tacitamente con sguardi e gesti sul mistero divino della Resurrezione, infine, l’ultimo apostolo a destra, si rivolge direttamente al fedele rendendolo partecipe dell’evento.

NOTE CRITICHE: Il pannello fa parte del ciclo della Passione di Cristo proveniente dalla vetrata absidale dedicata al Nuovo Testamento ( Milano, Duomo sII), e collocato nella finestra sXIX nel corso dell’Ottocento, nonché riposizionato, senza un’attenta ricomposizione dell’ordine di lettura delle scene, nel dopoguerra. Tale ciclo comprende un gruppo di antelli (L’incredulità di San Tommaso, v. Milano Duomo 103, Ecce Homo, v. Milano Duomo 105, La salita al Calvario, v. Milano Duomo 106, L’ascensione, v. Milano Duomo 108, Cristo davanti a Caifa, v. Milano Duomo 110, L’apparizione di Cristo alla madre, v. Milano Duomo 113) che, fatto salvo dei rimpiazzi ottocenteschi, sembrano appartenere ad un maestro con capacità compositive e disegnative maggiori rispetto all’artefice dei rimanenti episodi (La resurrezione, v. Milano Duomo 101, La cena in Emmaus, v. Milano Duomo 102, La sepoltura di Cristo, v. Milano Duomo 104, La discesa al Limbo, v. Milano Duomo 107). Infatti, pur essendo medesima la fonte di ispirazione (le silografie della Piccola Passione di A. Duerer, pubblicate nel 1511), il primo maestro rielabora il modello con fantasia, con una certa originalità e cercando un coinvolgimento diretto dell’osservatore. Il secondo maestro, invece, dimostra impaccio nella resa prospettica della composizione, nell’anatomia delle figure, nella tipologia dei volti piuttosto generici e appesantiti da linee marcate. Gli autori del ciclo della Passione possono essere cautamente indicati fra i maestri retribuiti dalla Fabbrica del Duomo fra il 1546-1561, dell’operato dei quali le fonti non indicano nulla di preciso, ma che, per una serie di motivi, si può ricondurre al completamento delle vetrate del retrocoro dell’Antico e del Nuovo Testamento. Essi sono: per quanto attiene ai disegni Antonio de … (lacuna nel documento), Cornelio fiammingo, Battista de Putheo; per la loro trasposizione in vetro Corrado Mochis da Colonia, Giovanni Croxis e Alessandro da Anversa, suoi collaboratori.

STATO DI FATTO: In discrete condizioni, nonostante alcune sostituzioni e ridipinture che risalgono ai Bertini. Nel 1962 restauro a cura della Ven. Fabbrica del Duomo, Dir. Arch. E. Brivio: spolvero e pulitura con sostanze a base di polifosfati, sostituzione piombi per corrosione, telai in bronzo-marina e reti in fili di rame. Nessuna controvetrata.

BIBLIOGRAFIA: vedi Bibliografia Duomo-Vetrate cinquecentesche

REF. FOTOGRAFICHE: Fototeca Ven. Fabbrica del Duomo

ESTENSORE: Marina Fassera (gennaio 2000)