LOMBARDIA - Dongo
SCHEDA : Chiesa di S. Maria in Martinico 1
TITOLO: Vergine Immacolata

 

UBICAZIONE: Dongo (Como), chiesa di S. Maria in Martinico, abside

DIMENSIONI: cm. 40 x 30 c.

PROVENIENZA: collocazione originaria (?)

CRONOLOGIA: metà sec. XVI (1540-1560 c.)

AUTORE: Ignoto maestro comasco

SOGGETTO/I : Vergine immacolata

NOTE CRITICHE: Il titolo di Vergine assunta (Nava, 1980) va rettificato in Vergine immacolata, come indica la mezzaluna ai piedi della Madonna. La sua presenza ab origine nella chiesa romanica di S. Maria in Martinico a Dongo, dove occupa la monofora absidale, è dubbia: la vetratina potrebbe infatti esservi stata collocata in occasione della ricostruzione dell'abside ad opera del Frigerio (1905-1912). Il soggetto dell'Immacolata suggerirebbe una provenienza francescana.

Il Nava (1980) la assegna a un maestro vetraio di cultura provinciale influenzato dall'arte svizzera e fiamminga, accostandola alla vetratina di Domaso (v. Domaso - chiesa parrocchiale 1) per l'ampio uso di vetro bianco abbrunato dalla grisaille, e propone la datazione 1540-1560. L'opinione, condivisa da chi scrive (Geddo, 1998), è invece contraddetta dal Rossi (1988) che pone l'Immacolata in rapporto con Ludovico de Donati, facendola derivare tipologicamente dalla Vergine e dalla S. Agata del polittico di Moltrasio, datato 1507 (M. Natale, in Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, a cura di M. Gregori, Milano 1994, tav. 62); così il Rovetta (1988), che la accosta alla Vergine del Presepio di Garzeno (v. Garzeno - chiesa parrocchiale 3).

La posa manieristicamente avvitata e la scioltezza della capigliatura inanellata della Vergine, il modellato fortemente chiaroscurato degli incarnati e le teste paffute degli angioletti dai lineamenti marcati, simili a quelle di Aurelio Luini e dei pittori lombardi della generazione di mezzo, inviterebbero a situare la vetratina intorno o oltre la metà del '500, una datazione che ulteriori studi potranno meglio precisare.

L'autore dovrebbe essere un maestro comasco fortemente influenzato dalla scuola nordica. Infatti, mentre i caratteri stilistici riconducono l'Immacolata in ambito lombardo, la tecnica, che privilegia la pittura a grisaille e giallo d'argento su ampie lastre di vetro incolore rispetto al mosaico di tessere colorate, risente dei modelli elvetici. Il che non stupisce in un'area di confine come quella esaminata, dove circolavano anche maestri vetrai svizzeri, ad esempio quel Michelangelo "pittore e vitriador" di Bellinzona, documentato a Buglio sullo scorcio del '500 e a Morbegno nel 1608, in relazione al distrutto rosone della chiesa di S. Giovanni (B. Leoni, Vetrate rinascimentali in Valtellina, in "Bollettino della Società Storica Valtellinese", n. 34, 1981, p. 68 nota 7; D. Sosio, Buglio in Monte un paese da riscoprire, Sondrio 1984, pp. 110-111).

Presentata alla mostra "Dal fulgore delle pagine miniate al colore-luce delle vetrate", Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. Italia, Milano, 1988.

STATO DI FATTO: In cattive condizioni. Presenta una vistosa frattura multipla a destra a lato dell'aureola ed un'altra a sinistra a fianco del braccio, nonché due stop-gaps provenienti probabilmente dalla bordura di cui attualmente la vetrata è priva. Il pannello è stato resegato in alto e in basso, ove la falce lunare è incompleta. Attualmente il piccolo pannello è inserito in un pesante telaio ligneo fissato con cardini allo stipite della finestrella; a compensare la disparità di altezza e la forma arcuata della finestra, sono stati aggiunti in alto e in basso due pannellature di vetri soffiati bianchi.

BIBLIOGRAFIA: Zecchinelli, 1951, p. 97; Nava, 1980, p. 85, n. 7 (ripr.); Rossi-Rovetta, pp. 27, 143, 148-149; Geddo, 1998, p. 174 nota 59.

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio C.V.M.A. Italia, Foto Studio Forini

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)