LOMBARDIA - Como
SCHEDA : Pinacoteca - Palazzo Volpi 4
TITOLO: Annunciazione

UBICAZIONE: Como, Musei Civici, pinacoteca Palazzo Volpi

DIMENSIONI: cm. 238 x 122 (totale vetrata)

PROVENIENZA: I due antelli provengono dalla chiesa di S. Giovanni a Torno; furono acquistati dal conte Giovanni Lucini Passalacqua (Monti, 1896); alla sua morte, nel 1890, per timore che potessero "trasmigrare in altra terra" ne fu deliberato "a fortissima maggioranza" l'acquisto per il Museo Civico (Poggi, 1898).

CRONOLOGIA: X decennio sec. XV (1490-1495 c.)

AUTORE: Domenico Cazzanore (attribuito)

SOGGETTO/I: Angelo annunciante; Vergine annunciata

NOTE CRITICHE: Sportelli frammentari con Angelo annunciante e Vergine annunciata uniti e arbitrariamente montati in un unico telaio con il Dio Padre benedicente, di altra provenienza (v. Como Pinacoteca Palazzo Volpi 3). Il catalogo manoscritto del Museo del 1937 (Archivio del Museo "Giovio", Museo Civico. Catalogo delle Sale, p. 149, n. 35) li data alla fine del '400 assegnandoli ad Andrea de Passeri, attribuzione a suo tempo sostenuta dal Monti (1896, 1899). Il Monneret de Villard (1918, 1923), accostandoli all'Annunciazione di Soncino di frate Ambrogio da Termoli, li considera "i migliori tra i vetri conservati nella regione comasca". Il Nava (1980) vi rileva caratteri nordici su un sostrato lombardo di ascendenza foppesca e li data al primo ventennio del '500. Mentre il Natale li ascrive a Maestro lombardo dell'ultimo quarto del sec. XV, cogliendo riscontri in Annunciazioni lombarde di fine '400 e un sottile rapporto con la vetrata di S. Giovanni Damasceno nel Duomo di Milano assegnata a Niccolò da Varallo (1479-1489). Recentemente (Geddo, 1998) ho attribuito l'Annunciazione a Domenico Cazzanore e l'ho datata all'ultimo decennio del '400, affacciando la possibilità di un intervento ideativo di Felice Scotti che ora sarei propensa ad accantonare. Nel 1490 Domenico da Blevio subentrò al suo maestro Guglielmo della Porta, assumendo la guida del cantiere vetrario del Duomo di Como (v. Geddo, 1998, pp. 161, 164). è probabile che nella realizzazione delle vetrate dei tre finestroni a lui spettanti (1491-95) si sia avvalso della collaborazione di Felice Scotti, che aveva eseguito i cartoni e la pittura di quelle precedenti. Il solo frammento superstite delle vetrate del Duomo cittadino è il Dio Padre benedicente del Museo Civico, ascrivibile a Guglielmo della Porta e databile al 1489-90 (v. Como Pinacoteca Palazzo Volpi 3). Rispetto a quest'ultimo, l'Annunciazione, delineata da un ductus sottile e incisivo, denota un momento più evoluto: ci troviamo dunque nell'ultimo decennio del '400 (preferibilmente nella I metà), quando la bottega comasca è passata sotto la guida di Domenico. Che sia lui l'autore (o il coautore?) dell'Annunciazione, lo conferma la Natività del Santuario di Morbegno del 1505-06 c. (v. Morbegno Santuario della Beata Vergine Assunta e S. Lorenzo 4): un vetro riferibile al Cazzanore per via documentaria, che ricalca fedelmente nella Vergine adorante il modello della Madonna annunciata. La stesura pittorica più accurata, quasi calligrafica, dell'esemplare di Como e la prassi della bottega di Guglielmo, parrebbero aprire la possibilità di una collaborazione dello Scotti. Di lui non si conosce opera certa, ma la Crocefissione di Villa Pecco a Como che si tende concordemente ad assegnargli (F. Mazzini, Affreschi lombardi del Quattrocento, Milano 1965, p. 628, tav. 398; G. Romano, in Zenale e Leonardo. Tradizione e rinnovamento della pittura lombarda, catalogo della mostra, Milano 1982, p. 84) non sembra del tutto coerente con i caratteri più "comaschi" dell'Annunciazione. Per questa e per altre vetrate, il problema di fondo è quello di attribuire, o meno, piena autonomia all'opera del maestro vetraio. Un'autonomia tuttavia reclamata dalla vetrata di Como, che la chiara rispondenza degli elementi figurativi alle tessere colorate e la perizia della tecnica pittorica (l'uso alternato di pennello e graffito su una base compatta di grisaille dall'effetto sabbiato, il giallo d'argento sfumato nel rosso delle capigliature) lascerebbero credere concepita e dipinta da un maestro vetraio-pittore. Nella testa della Vergine c'è un'eco foppesca, mentre il profilo dell'Angelo dalla chioma inanellata annuncia la presenza di Leonardo. Ma la vetrata dialoga specialmente con le sculture rodariane del Duomo di Como (IX decennio del '400), con l'Assunta in S. Maria delle Grazie a Gravedona del tornasco Bartolomeo Benzi, 1496 (M. Rossi-A. Rovetta, Pittura in Alto Lario tra Quattro e Cinquecento, Milano 1988, figg. 166-167) e soprattutto con il trittico smembrato Madonna tra i due Santi Cassiani di Andrea de Passeri, datato 1491 (D. Pescarmona, Como, Canton Ticino e Sondrio, in La pittura in Lombardia. Il Quattrocento, Milano 1993, p. 106, fig. 99).
Presentato all'"Esposizione Voltiana", sez. "Arte sacra antica", Como, 1899. Esposto alla mostra "Collezioni Civiche di Como. Proposte, scoperte, restauri", ex chiesa di S. Francesco, Como, 1981.

STATO DI FATTO: la parte conservata delle figure (tre quarti l'Angelo, mezzo busto la Vergine) è in discrete condizioni. Si notano alcune tessere di rimpiazzo in vetro moderno (braccio sinistro dell'angelo). Nei due pannelli lo sfondo è in parte costituito da stop-gaps (frammenti di ali nell’Angelo, frammenti vari per il seggio ed il leggio nella Vergine). Qualche frattura ripiombata (veste dell'angelo e tenda della Vergine). Il frammento della Vergine è portato a livello dell’altro pannello da cornici decorative coeve, ricomposte con tessere disparate e vari stop-gaps. I due frammenti, incastonati in una vetrata moderna a tondelli che ingloba anche il Dio Padre benedicente , fanno parte di un ampio rimaneggiamento databile al 1903 o poco dopo (v. Como Pinacoteca Palazzo Volpi 1), che aveva forse a modello l'Annunciazione di Soncino. Presentato alla mostra Dal fulgore delle pagine miniate al colore - luce delle vetrate, Trivulziana, Ven. Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. - Italia, Milano 1988

BIBLIOGRAFIA: Monti, 1896, p. 184; Poggi, 1898, p. 34; Monti, 1899, pp. 102, 199; Monti, 1902, p. 236; Malaguzzi Valeri, 1904, p. 370; Monneret de Villard, 1918, v. I, p. 137, fig. 3; Monneret de Villard, 1923, v. IV, p. 88, fig. 120; Thieme-Becker, v. XXVI, 1932, p. 283; Nava, 1980, pp. 78-79, n. 2, ripr. ; Natale, 1981, p. 16 n. 2, tavv. a pp. 17-19; Pescarmona, 1993, p. 106; Geddo, 1998, pp. 168-169, figg. 2-3.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Musei Civici, Como

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)