LOMBARDIA - Como
SCHEDA : Pinacoteca - Palazzo Volpi 1
TITOLO: Madonna con il Bambino

UBICAZIONE: Como, Musei Civici, Pinacoteca - Palazzo Volpi

DIMENSIONI: cm. 50 x 35

PROVENIENZA: ignota; pervenuto al Museo Civico prima del 1908.

CRONOLOGIA: secondo decennio sec. XVI (1510-1515 c.)

AUTORE: Domenico Cazzanore, bottega (Maestro di Brienno) (attribuito)

SOGGETTO/I: Madonna in trono col Bambino

NOTE CRITICHE: Di questo vetro, già confuso con quello di identico disegno conservato nella parrocchiale di Brienno (Brienno Chiesa parrocchiale 1), non si conosce la provenienza; é elencato nel catalogo manoscritto compilato dal Monti all'inizio del '900 come "Quadro Madonna col Bambino. Dipinto su vetro", senza ulteriori indicazioni (Archivio del Museo "Giovio", Catalogo Stemmi-Dipinti-Incisioni, s.d. [ante 1908), fasc. "Quadri ed oggetti appesi alle pareti della Segreteria", n. 39). Così nell'inventario manoscritto del 1937 (Ibidem, Museo Civico. Catalogo delle Sale).
Il Nava (1980), che vi scorge caratteri svizzeri, lo assegna alla stessa mano dell'esemplare di Brienno e della Madonna che allatta il Bambino in S. Giacomo a Livo (v. Livo Chiesa parrocchiale 1), datandolo al primo quarto del sec. XVI. Il Natale (1981) lo attribuisce ad un anonimo maestro comasco, forse lo stesso della Madonna di Livo, datandolo con precisione intorno al 1510. La soluzione compositiva del Bambino benedicente ritto sulle ginocchia della madre è collegata dallo studioso alla Madonna in trono del Bergognone (National Gallery, Londra), che a sua volta riprenderebbe un'idea foppesca di origine veneta o padovana. Recentemente (Geddo 1998) la vetratina è stata ricondotta al cosiddetto "Maestro di Brienno", un artista di sensibili qualità collegato alla bottega vetraria comasca di Domenico Cazzanore, la cui mano è riconoscibile in un gruppo di opere lariane a partire dai name-pieces di Brienno (v. Indice per nome di artisti alla voce Maestro di Brienno). E’ tra queste la S. Agata in S. Maria della Grazie a Gravedona, 1520 c. (v. Gravedona Chiesa di S. Maria delle Grazie 2), assai prossima alla Madonna in esame. Il vetro di Como, condotto su tonalità più smorzate di quelle della Madonna col Bambino di Brienno (v. Briennio Chiesa parrocchiale 1), si avvale dello stesso cartone preparatorio variato in qualche particolare (il classico parapetto marmoreo in luogo del muretto, il colore e la ripartizione di alcune tessere), e dovrebbe collocarsi anch'esso agli inizi del secondo decennio del XVI, in accordo col Natale. La composizione interpola il modello bergognonesco di Londra, diffuso localmente (v. polittico di Cremia), con elementi di cultura tedesca (il panneggio) e veneta (il motivo del Bimbo avvinghiato al collo della madre, v. Bartolomeo Montagna), parzialmente derivati dall'incisione di Nicoletto da Modena (1510-15 c.) circolante in area comasca (ripr. in M. Rossi- A. Rovetta, Pittura in Alto Lario tra Quattro e Cinquecento, Milano 1988, fig. 29.13). La testa ovalizzata dai tratti infantili della Vergine, di probabile ascendenza giorgionesca, risponde a una tipologia vicinissima a quelle di Bernardino de' Donati, specie alla S. Caterina nel Supplizio affrescato in S. Antonio a Morbegno nel 1515 (Rossi-Rovetta, op. cit., fig. 60). Anche in altri due vetri a lui attribuibili (S. Agata di Gravedona e S. Stefano di Stazzona) il Maestro di Brienno appare fortemente suggestionato dal pittore, che doveva frequentare l'ambiente vetrario della capitale lariana (v. Milano Museo Bagatti Valsecchi 2).
Esposto alla mostra "Collezioni Civiche di Como. Proposte, scoperte, restauri", ex chiesa di S. Francesco, Como, 1981.
Presentato alla mostra Dal fulgore delle pagine miniate al colore - luce delle vetrate, Trivulziana, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, C.V.M.A. –Italia, Milano 1988.

STATO DI FATTO: In buone condizioni di conservazione, salvo modeste cadute di grisaille sui volti. Privo della bordura originale.

BIBLIOGRAFIA: Castelli, 1979, pp. 160-161 (ripr.); Nava, 1981, p. 80, n. 3; Natale, 1981, p. 20, n. 3, tav. a p. 21; Geddo, 1998, pp. 175-176, fig. 13.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Musei Civici, Como

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)