LOMBARDIA - Como
SCHEDA : Pinacoteca - Palazzo Volpi  0

 

La Pinacoteca civica è situata nella zona sud occidentale della città murata, a circa 300 metri di distanza da palazzo Giovio, antica e prima sede del Museo Civico, ora organizzato in sistema museale, al quale concorrono tre strutture, oltre alla Pinacoteca, il Museo Archeologico, il Museo Storico, e il Tempio Voltiano.

Palazzo Volpi fu costruito nella prima metà del sec. XVII per iniziativa del vescovo Volpiano Volpi, che ebbe la ventura di percorrere una fortunata carriera ecclesiastica presso la corte pontificia e recare ricchezza e prestigio alla propria famiglia nella città di origine. La definizione progettuale si deve ad un architetto definibile romano, anche se senese di nascita,, Sergio Venturi, la cui fama è legata al progetto di catafalco eretto nel 1621 per Paolo V, ma il processo costruttivo fu compiuto da maestranze locali. Il palazzo si presenta infatti come il risultato della ibridazione di queste due culture. Accanto alla facciata spoglia e severa, che denuncia l’interruzione della costruzione, a causa della morte del committente, colpiscono infattila convivenza, accanto a soluzioni desunte dalla tradizione comasca, quale il portale a bugne, altri elementi di sapore romano come l’inconsueta scala dimensionale e il loggiato sul cortile con i pilastri risolti in fascia che rimandano all’ambiente architettonico postmichelangiolesco. Destinato ad accogliere i servizi giudiziari nel sec. XIX, fu acquisito dal Comune negli anni settanta del XX secolo. Aperto come sede museale per un decennio, dal 1989 al 1999, è ora sottoposto a nuovi interventi di adeguamento funzionale. L’edificio ospiterà cinque sezioni: la sezione medievale, la sezione rinascimentale, la quadreria storica, la sezione d’arte moderna e contemporanea ed un archivio di disegni di architettura del Novecento. Il nucleo più antico di opere d’arte conservate in palazzo Volpi ebbe la prima sede espositiva presso Palazzo Giovio, accanto ad altri materiali di varia natura, reperti archeologici, documenti di storia risorgimentale e cimeli di Volta.

Si è soliti riferirsi alla costituzione del Gabinetto Tecnologico, istituito per iniziativa comunale, dietro sollecitazione governativa, nel 1838 e collocato in due locali del liceo classico per stabilire la data anagrafica di origine del Museo Civico. Ebbe inizio un periodo di intensa crescita motivata dal desiderio dei responsabili e della cittadinanza di poter documentare la storia di Como e del suo territorio attraverso qualsiasi reperto significativo. Il problema di poter disporre di spazi adeguati, emerso di conseguenza, venne inizialmente soddisfatto occupando altri locali all’interno del Liceo che consentirono temporanee aperture ai visitatori, sino ad arrivare al 1894, quando i materiali poterono essere trasferiti nel palazzo che fu della nobile famiglia Giovio. La commissione si prodigò infaticabile per allestire il Museo che fu inaugurato il 27 maggio 1897. L’incremento delle raccolte non ebbe interruzione.

Appartengono alle collezioni civiche alcuni vetri dipinti che troveranno collocazione nella sezione rinascimentale all’interno del percorso espositivo che si sta approntando presso la Pinacoteca civica.

I due vetri con l’Angelo e la Madonna Annunciata, provenienti dalla chiesa di san Giovanni di Torno, furono lasciati al Museo dal conte Giovanni Lucini Passalacqua nel 1890, e immediatamente esposti all’interno della prima Sala Cristiana, dove erano murate alle pareti, per simulare una cappellina, le sculture di età carolingia provenienti dalla basilica di S. Abbondio, ed altre di età romanica. La vetrata raffigurante Dio Padre, proveniente dal Duomo, fu acquistata dagli eredi di Giuseppe Bertini nel 1902, e quella della Madonna con il Bambino da un certo Agabiti nel 1906.

Nel 1931 divenne di proprietà comunale il palazzo adiacente, in seguito al lascito dell’ultima discendente femminile della nobile famiglia Olginati. Dopo la guerra le vetrate trovarono collazione lungo il nuovo percorso espositivo. Nel corso del 2000 verranno smontate dai rigidi telai metallici che assemblano arbitrariamente frammenti di diversa provenienza e sottoposte a restauro per essere esposte nelle sale.

I Civici Musei di Como svolgono un’intensa attività didattica rivolta alle scuole di ogni grado, con proposte di visite guidate e di laboratori nei campi dell’arte e dell’archeologia, e rivolta agli adulti con cicli periodici di conferenze e di approfondimenti tematici. Nella stagione primaverile ed estiva nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo Giovio si tengono concerti e proiezioni cinematografiche.

Presso le sedi di Palazzo Giovio e di Palazzo Volpi sono due biblioteche complementari, specializzate in arte e archeologia, consultabili su appuntamento.

Per informazioni: tel. 031.271343 – fax. 031.268053