LOMBARDIA - Buglio in Monte
SCHEDA : Chiesa Parrocchiale 2
TITOLO : S. Fedele 

 

UBICAZIONE: Buglio in Monte (Sondrio), chiesa parrocchiale di S. Fedele, coro (a destra)

DIMENSIONI: cm. 78 x 70 c. (misure approssimative)

PROVENIENZA: collocazione originaria

CRONOLOGIA: II decennio sec. XVI (1515-1520 c.)

AUTORE: Maestro di Brienno (bottega di Domenico Cazzanore)

SOGGETTO: S. Fedele

NOTE CRITICHE: L'identità misure-cornice lo accoppia al S. Pietro (v. Buglio in Monte - chiesa parrocchiale 1). Come accerta il soggetto del S. Fedele, titolare della chiesa di Buglio, i due vetri hanno conservato la sede originaria, al pari della Madonna col Bambino tra i SS. Rocco e Sebastiano (v.Ivi 3).

Trovati rotti in un ripostiglio, nel 1883 i due pendant furono ricomposti e restaurati dai fratelli Bertini di Milano (Giuseppe e Pompeo), che il 22 novembre dello stesso anno ricevettero lire 50.80 per "i vetri colorati e telai" (Archivio Parrocchiale di Buglio in Monte, Libro dei conti, a. 1883; Sosio, 1984). I particolari della vicenda sono forniti dalla lettera inviata dal canonico Vincenzo Barelli al prevosto di Buglio il 26 settembre 1883 (Sosio, 1984). Durante la guerra 1915-18 i tre vetri di Buglio furono portati per sicurezza a Roma, facendo ritorno nel 1920 (La salvezza degli oggetti..., 1919-1921).

L'attribuzione dei due Santi di Buglio ad Andrea de Passeri, sostenuta dal Monti (1899), è messa in dubbio dal Monneret de Villard (1918, 1923), e infine respinta dal Nava (1980). Questi assegna il S. Pietro alla cerchia di Guglielmo della Porta, con una datazione 1490-1510, posticipata dal Sosio (1984) al 1500-1520 (in anticipo sulla consacrazione della chiesa del 1521), ma sospende il giudizio sul S. Fedele a causa degli ampi rifacimenti ottocenteschi.

In effetti, l'esame del vetro e i documenti resi noti dal Sosio confermano l'opinione del Monti (1899), che in occasione dell'"Esposizione Voltiana" lo ritenne (a differenza del S. Pietro) "in gran parte rifatto dal Bertini". L'opera, benché stilisticamente ingiudicabile, risulta tuttavia vincolata per composizione e cornice al vetro compagno, col quale è presumibile condivida autore e cronologia. Su questo presupposto, ho agganciato entrambi i vetri alla bottega comasca di Domenico Cazzanore, proponendo di attribuirli al cosiddetto "Maestro di Brienno" (Geddo, 1998), situandoli in prossimità della data di consacrazione della chiesa parzialmente riedificata: 14 gennaio 1521 .

Presentato all'"Esposizione Voltiana", sez. "Arte sacra antica", Como, 1899.

STATO DI FATTO: In mediocri condizioni, presenta alcune fratture ripiombate. Danneggiato, nel 1883 è stato ricomposto, restaurato e montato su nuovo telaio dalla ditta Bertini di Milano (Sosio, 1984), entro una tessitura geometrica di vetri moderni incolori ripassati con una leggera velatura divenuta di colore sordo. La lettura del pannello originale in situ non permette un esame circostanziato. Sembra comunque di poter ravvisare un intervento invasivo di Bertini, costituito da rimpiazzi di tessere moderne o forse da ridipinture.

BIBLIOGRAFIA: Monti, 1899, pp. 102, 199; Monti, 1902, pp. 239, 335; Bassi, 1912, p. 83; Monneret de Villard, 1918, v. I, p. 137; La salvezza degli oggetti..., 1919-1921, p. 191; Monneret de Villard, 1923, v. IV, p. 88; Gnoli Lenzi, 1938, p. 44; Gianoli, 1953, p. 59; Nava, 1980, pp. 99-100, n. 15b; Leoni, 1981, p. 68; Sosio, 1984, pp. 106, 109-112, fig. a p. 107; Coppa, 1985, p. 136; Geddo, 1998, p. 176 e nota 78.

REF. FOTOGRAFICHE: Foto Cristina Geddo, Milano

ESTENSORE: Cristina Geddo (febbraio 2000)